Autismo, in questo Stato cresce del 55% e nessuno capisce perché

Autismo
Foto di Nathan Legakis da Pixabay

La percentuale di bambini di 4 anni nel New Jersey, affetti da disturbo dello spettro autistico (ASD) è aumentata del 44 per cento tra il 2010 e il 2014. A sostenerlo è un recente report condotto dal Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il quale contrasta con proprie precedenti analisi che, invece, suggerivano che i tassi si stessero stabilizzando.

È ormai chiaro che ciò che abbiamo visto nel 2016 è stata solo una pausa lungo il percorso”, ha dichiarato in proposito il Dr. Walter Zahorodny, PhD, professore associato di pediatria presso la Rutgers New Jersey Medical School, che ha diretto parte dello studio, in un comunicato stampa.

Di fatti, nel 2014, il 2,8% dei bambini del New Jersey di 4 anni erano stati identificati come portatori di ASD, con un aumento rispetto alle due precedenti relazioni – risalenti al 2010 e al 2012. Solo altri due siti – Arizona e Missouri – avevano dati coerenti per tutti e tre gli anni. I tassi di ASD in questi Stati sono rimasti stabili durante tutto il periodo temporale in esame.

Ad aggiungersi a tali riflessioni ci ha poi pensato la d.ssa Diana Robins, PhD, direttrice ad interim e professoressa presso l’A.J. Drexel Autism Institute, che ha dichiarato come il “costante aumento” visto riscontrato in New Jersey per i bambini di 4 anni è simile a quello visto per i bambini di 8 anni in altri dati dello stesso ente.

Tuttavia, “ancora più preoccupante dell’aumento dei numeri del New Jersey di per sé sono le differenze abbastanza notevoli tra i siti che misurano la prevalenza di 4 anni,” ha detto Robins, “al di là di ciò che può essere spiegato dai tipi di record disponibili”. Nel 2014, i tassi ASD variavano da meno dell’1% nel Missouri a un massimo del 2,8% nel New Jersey. La media è stata dell’1,7%.

Perché i tassi di autismo sono in aumento?

I tassi globali di disturbi autistici negli Stati Uniti tra i bambini di 8 anni sono aumentati dal 6,7% nel 2000 al 16,8% nel 2014, secondo il CDC.

I ricercatori non sanno ancora spiegare perché i tassi siano così in aumento, ma ciò non impedisce comunque di abbozzare alcune possibili spiegazioni. Per il nuovo studio, infatti, le differenze nei dati disponibili in ogni Stato USA avrebbero potuto portare il New Jersey a sovrastimare i suoi tassi ASD, mentre altri siti hanno sottovalutato i loro.

Prima di poter valutare come alta LA prevalenza di ASD sia nel New Jersey“, ha detto, “sarà importante risolvere alcuni fattori che hanno influenzato la misurazione“.

Ad ogni modo, in particolare, una maggiore consapevolezza e una migliore capacità di individuare i disturbi autistici negli ultimi anni avrebbe potuto portare anche alla diagnosi di un maggior numero di bambini affetti e questo, secondo Robins, potrebbe spiegare una buona parte dell’aumento, anche se non tutto.

Gli scienziati stanno così osservando con interesse anche ai fattori ambientali, in grado di aumentare il rischio di ASD, come ad esempio le nascite premature o le malattie materne durante la gravidanza. È naturalmente improbabile che tali fattori siano in grado di causare l’autismo da soli, ma se combinati con fattori genetici, potrebbero effettivamente aumentare il rischio.

Ci vorrà del tempo prima che la gente possa identificare se il New Jersey ha realmente livelli più elevati di qualsiasi fattore di rischio specifico rispetto ad altri siti della rete di sorveglianza del CDC“, ha detto Robins.

Le altre differenze nell’autismo

I ricercatori hanno poi trovato anche altre differenze nei tassi di disturbi autistici – per sesso, razza ed etnia.

È stato in particolar modo rilevato che i tassi di autismo erano più alti per i ragazzi che per le ragazze per tutti gli Stati e in tutti gli anni di nascita. Per Robins, dietro a tutto questo potrebbero esserci diversi fattori. Ad esempio, i criteri per la diagnosi di ASD si basano principalmente sui sintomi nei maschi, e quindi non possono rilevare l’autismo anche nelle femmine. Le bambine e le ragazze potrebbero inoltre essere anche più “abili” nel mascherare i sintomi. Oppure ci potrebbero essere altri fattori che proteggono le ragazze dallo sviluppo dell’autismo, che tuttavia sono ancora ignote.

In alcuni Stati, poi, le differenze nei tassi di disturbi autistici tra i bianchi e le minoranze sono diminuite dal 2010 al 2014. Per Robins si tratta di “una buona cosa, se significa che i bambini che appartengono a minoranze vengono rilevati con tassi simili rispetto ai loro coetanei bianchi“.

È forse più preoccupante il dato secondo cui l’età alla quale i bambini vengono diagnosticati per la prima volta con i disturbi autistici non sia diminuita negli ultimi anni. “I bambini che sono valutati per l’autismo precocemente – intorno al loro secondo compleanno – spesso rispondono meglio di quelli che vengono diagnosticati più tardi,” ha detto Zahorodny.

Nel nuovo studio, l’età media della prima diagnosi di ASD di un bambino variava da 28 mesi nel North Carolina a 39 mesi nel Missouri e Wisconsin. Evidentemente, ritardi nell’identificazione dei bambini a rischio significa perdere anche la possibilità di aiutarli tempestivamente mediante un trattamento precoce ed efficace.

Approfondimenti e bibliografia

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia