Azzeruolo, una pianta dimenticata di origine asiatica

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azzeruolo

Il nostro compito sarà perciò cercare di ricostruire la sua storia, e di capire come prendersene cura nel modo migliore. Il nome scientifico dell’azzeruolo è Crataegus azarolus, e appartiene, a livello di classificazione, alla famiglia delle Rosacee. La pianta si caratterizza per avere un piccolo fusto di colore scuro, che raggiunge un’altezza variabile tra i 6 e gli 8 metri.

Le sue origini sono asiatiche, anche se è diffusa sia in America che in Nord Africa.

azzeruolo: le origini asiatiche

Una caratteristica peculiare di questa specie è la presenza di spine, mentre per quanto riguarda le foglie, queste possono essere di piccole o medie dimensioni, di colore verde chiaro, e con la forma lievemente ovale. Per quanto riguarda invece i fiori di azzeruolo, essi compaiono in primavera, si raggruppano in corimbi, e sono di varietà sia maschile che femminile, caratteristica che rende la pianta autofertile.

Una volta terminata la fase di fioritura, l’azzeruolo genera frutti molto simili a delle mele in miniatura, i quali sono di colore giallo, bianco o rosso, con un diametro che varia dai 2 ai 3 cm.

Le varietà di azzeruolo principalmente coltivate e conosciute sono tre:

  • l’azzeruolo bianco, diffuso su tutto il territorio italiano;
  • l’azzeruolo giallo, tipico della regione del Canada;
  • l’azzeruolo rosso, tipico della Romagna.

 

Come e quando impiantare l’azzeruolocome e quando impiantare l'azzeruolo

Solitamente il periodo migliore per piantare l’azzeruolo è la fine del mese di luglio, anche se in realtà lo si può fare anche nei mesi seguenti fino a novembre. Essendo una pianta che difficilmente si riproduce per semenza, la si tende ad innestare con altri arbusti, il migliore dei quali è il biancospino.

Il periodo migliore per innestare l’azzeruolo dipende dalla tecnica impiegata: infatti se si opta per un innesto per gemma dormiente, va sempre benissimo il mese di luglio, ma anche quello di agosto; se invece si preferisce un innesto a triangolo o a spacco, lo si può fare nei mesi di febbraio e marzo. Solitamente è bene fare delle buche abbastanza profonde, e mescolare la terra di riempimento con del, buon concime, specie ai lati.

La distanza minima tra una pianta di azzeruolo e l’altra è di circa 3 metri, anche se molto dipende dal tipo di pianta con cui la si innesta.

 

Tipologia di terreno, irrigazione e clima ideale

L’azzeruolo è una pianta ben disposta a tollerare temperature rigide, arrivando anche alla soglia di 25 gradi sotto lo zero. Per quanto riguarda invece il terreno ideale per la coltura, esso deve avere una fertilità media, essere ricco di calcare, privo di ristagno d’acqua, e una morbidezza elevata. Infine, passando in rassegna le indicazioni per la sua irrigazione, esse sono del tutto identiche alla maggior parte delle specie arboree, non essendoci particolari disposizioni che implichino quantità inferiori o superiori alla norma.

 

Concimazione e potaturaconcimazione e potatura dell'azzeruolo

La concimazione dell’azzeruolo è molto simile a quella della pianta di melo, con l’aggiunta nel periodo invernale di 700 g di solfato d’ammonio per ogni singolo arbusto, e di fosforo e potassio in quello della vegetazione.

Le operazioni di potatura invece devono prendere in considerazione, specie nelle piante giovani, della tipologia di pianta portainnesto: infatti a seconda delle varietà, si possono effettuare tagli a vaso, tagli a globosa e a globosa espansa. Sempre in merito ai giovani esemplari, è bene accorciare i rami spesso, al fine di conferirgli la forma desiderata. Infine un’ulteriore pratica molto utile se si desidera coltivare l’azzeruolo a scopo fruttifero è la cimatura estiva o autunnale, che favorisce la formazione di gemme che porteranno appunto a maturazione un frutto.

Scopi di coltivazione

L’azzeruolo, oltre ad essere coltivato per la raccolta dei suoi frutti, ricchi di antiossidanti e vitamina C, e da cui si ricavano ottime marmellate e decotti curativi, può essere piantato a fini ornamentali, specie se innestato su una pianta di biancospino.

 

I frutti dell’azzeruoloi frutti dell'azzeruolo

Le piccole mele di azzeruolo arrivano a maturazione nel periodo che va da agosto alla fine di settembre, e ogni pianta presenta un diverso grado di sviluppo, ragion per cui si dovranno effettuare più turni di raccolta. Al pari delle mele però, anche i pomi di azzeruolo vengono raccolti non troppo maturi, e lasciati riposare in un luogo idoneo, dalla temperatura costante di 4 o 5 gradi centigradi, e all’interno di cassette di legno o di plastica foderate di paglia.

Le principali tipologie di parassiti che colpiscono questa pianta

Una delle patologie principali che colpisce le varietà di azzeruolo è il colpo di fuoco batterico, una malattia tipica delle pomacee, che va per legge trattata nella maniera più efficace. Per tale motivo, in alcuni comuni e regioni d’Italia, la coltivazione dell’azzeruolo viene vietata, proprio a scopo di tenere questa patologia il più lontano possibile dalle altre specie. Nelle giovani piante invece è tipica la presenza degli afidi, specie nel periodo in cui compaiono le gemme, dalle quali succhiano la linfa.