Bevande zuccherate

Un maggiore consumo di bevande alla frutta zuccherate è stato associato ad una maggiore probabilità di sviluppare una malattia renale cronica stando a quanto afferma uno studio che sarà pubblicato nel prossimo numero del Clinical Journal of the American Society of Nephrology (CJASN). Una nuova ricerca che, insomma, attribuisce ulteriori conseguenze negative per la salute del nostro organismo, derivanti dal consumo di bevande zuccherate.

Ad ogni modo, sebbene alcune bevande possano influire sulla salute dei reni, i risultati dello studio sono stati piuttosto incoerenti. Per fornire maggiore chiarezza, Casey Rebholz, ricercatrice della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, e i suoi colleghi, hanno studiato i dati di oltre 3.000 uomini e donne afro-americane con funzionalità renale normale, iscritti al Jackson Heart Study.

Alimentazione corretta: acqua, grassi, zuccheri, vitamine, proteine e sali minerali.

C’è una mancanza di informazioni complete sulle implicazioni per la salute della vasta gamma di opzioni di bevande che sono disponibili in commercio “, ha detto il Rebholz. “In particolare, ci sono informazioni limitate su quali tipi di bevande sono associate al rischio di malattie renali” – ha aggiunto.

Per lo studio, i ricercatori hanno valutato l’assunzione di bevande attraverso un questionario sulla frequenza alimentare somministrato all’inizio dello studio nel 2000-2004, e hanno seguito i partecipanti fino al 2009-13.

Tra i 3.003 partecipanti coinvolti, 185 (6%) hanno sviluppato una malattia renale cronica in un follow-up mediano di 8 anni. Dopo l’aggiustamento per fattori statistici, il consumo di un “modello” di bevanda composto da soda, frutta zuccherate e acqua è stato associato ad un rischio maggiore di sviluppare tali patologie. In particolar modo, i partecipanti al terzile superiore per il consumo di questo modello di bevanda avevano il 61% di probabilità in più di sviluppare la malattia renale cronica rispetto a quelli del terzile inferiore.

In una nota di accompagnamento allo studio, è stato osservato come i risultati abbiano forti implicazioni per la salute pubblica. “Alcune città hanno ridotto con successo il consumo di bevande zuccherate attraverso una specifica tassazione (…) – si legge nello studio – Questa resistenza culturale alla riduzione del consumo di bevande zuccherate può essere paragonata alla resistenza culturale alla cessazione del fumo durante gli anni ’60 (…)Durante gli anni ’60, il consumo di tabacco era considerato una scelta sociale e non un problema medico o di salute pubblica sociale”.