Botulino: un battere degli alimenti e un segreto di bellezza

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Botulino

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Il botulino è un battere che si può trovare negli alimenti e che può dar luogo a intossicazioni alimentari pericolose per l’essere umano. Il botulismo a cui dà luogo questo battere, ha un quadro clinico preciso. Ecco quale.

Che cos’è

Il botulino, scientificamente definito Clostridium botulinum, è un batterio anaerobico che ha la capacità di contaminare gli alimenti facendoli diventare pericolosi per l’uomo. L’ingestione dei cibi infetti determina un’intossicazione piuttosto severa, definita come botulismo. Essa è caratterizzata da un quadro clinico specifico. A seguito di un’incubazione di circa 12-48 ore di solito, compaiono i primi sintomi: nausea, diarrea, vomito, dolori muscolari.

Seguono complicazioni come secchezza delle fauci, problemi respiratori, alterazioni della vista, disturbi a parlare e a deglutire. Le condizioni del paziente, se non viene trattato, possono peggiorare in modo rapido. Si arriva in poco infatti all’asfissia dovuta a paralisi dell’apparato respiratorio e quindi alla morte. Il botulismo non è una malattia contagiosa, ma si tratta di tossine molto pericolose. 1 grammo di tossine di boltulino possono uccidere 10 milioni di persone.

Dove si trova il botulino

Il botulino è un battere scoperto nel 1897 dal dott. E. Van Emengen, che notò un’associazione diretta tra le prime epidemie date da questo battere e il consumo di salsicce. Butulus in latino significa proprio salsiccia. Le esotossine che questo batterio produce si possono trovare infatti principalmente nei salumi, nel pesce in scatola, nelle conserve, nei vegetali sott’olio. La probabilità di essere contaminati dal botulino sono superiori quando si tratta di alimenti di produzione familiare, perché durante la preparazione non si rispettano sempre a pieno le misure igienico sanitarie.

Quando un vasetto contiene botulino di solito il coperchio appare rigonfiato. Non è raro che all’apertura si manifesti un cattivo odore, irrancidimento del prodotto, muffa, rammollimento. La caratteristiche di questo battere tuttavia è che può proliferare anche senza alterare le caratteristiche organolettiche dell’alimento. Questo fattore lo rende ancora più pericoloso. Per evitare il battere è comunque sufficiente seguire delle precise e semplici regole per la preparazione e la conservazione.

La tossina del botulino si inattiva a fronte del calore, dell’ossigeno e dell’acidità. Quindi basta bollire gli alimenti prima del consumo (appena prima, senza poi conservarli) o refrigerarli. Lo sviluppo del botulino è contrastato anche quando c’è forte acidità (sott’aceto), alta concentrazione di zucchero (marmellate e confetture) o sale (salamoia). Qualora si percepisca la presenza del battere (in caso il coperchio sia sollevato) non buttarlo semplicemente, ma procedere se possibile alla bollitura dell’alimento. In questo modo si eviterà di disperdere le tossine.

Come si riconosce il botulino

I segnali della presenza del botulino negli alimenti possono essere chiari. Se il coperchio metallico di un vasetto è gonfio è probabile che si sia sviluppata la tossina. Così anche se fuoriesce liquido o gas, odore rancido e se l’aspetto del prodotto è innaturale e molliccio. Non assaggiare il prodotto e se possibile non aprirlo nemmeno. Non sempre comunque la presenza della tossina è associabile a questi fattori, purtroppo in alcuni casi l’alimento rimane inalterato.

Terapia per l’intossicazione da botulino

Le intossicazioni da botulino fino a non tanto tempo fa, erano mortali. Si parla del 60-70% dei casi di mortalità a causa di questo. Oggi, grazie all’impiego delle tecniche moderne di respirazione artificiale e all’esistenza di un siero anti-botulinico (antitossina), il tasso di mortalità è sceso sino al 15%. In caso di botulismo la probabilità di sopravvivere è maggiore, quanto prima si interviene con i farmaci. Di solito quando viene dato al paziente il siero anti-botulinico, vengono dati anche purganti ed emetici.

Questo per fare in modo di favorire l’evacuazione delle tossine che sono presenti nel tubo digerente e che non sono ancora state assorbite dall’organismo. Quando viene somministrata una terapia antibiotica di solito si tratta della penicillina, con un dosaggio di 10-20 milioni di UI al giorno. In casi gravi, la guarigione da botulismo richiede mesi di convalescenza. In alcuni casi la guarigione da botulismo può richiedere sino a 6 mesi.

Sintomi da intossicazione da botulino

Quando si verifica un’intossicazione da botulino è di importanza letteralmente vitale diagnosticare il problema. Questa situazione grave può essere resa reversibile solo se diagnosticata e trattata in modo tempestivo. L’esposizione al battere può essere più facile di quello che sembra e i sintomi, almeno inizialmente, possono essere non di facile riconoscimento. In poche ore l’ingestione della tossina botulinica può far insorgere i primi sintomi a livello gastrointestinale.

Il soggetto può avvertire nausea, vomito, dolori addominali. In circa 24-72 ore si manifestano altri problemi più fastidiosi e problematici. Nello specifico: cefalea, palpebre cadenti, problemi alla vista (sdoppiamento, fatica a mettere a fuoco, dilatazione delle pupille). In associazione a questi sintomi si ha secchezza delle fauci, problemi di deglutizione, vertigini, costipazione, debolezza, senso di stordimento. Nei casi gravi si può anche arrivare, nel giro di 2-3 giorni, ad arresto respiratorio. Il botulismo può quindi portare il soggetto alla morte nel giro di pochi giorni.

Proprio per questo motivo, appena compaiono i primi sintomi, bisogna correre in ospedale per la somministrazione dell’anatossina quanto prima. Se è possibile portare anche il residuo dell’alimento incriminato, affinché possa essere sottoposto ad analisi.

Botulino in chirurgia estetica

Compreso che cos’è il botulino e quanto grave possa essere un’intossicazione da parte di questo battere, non resta che presentare un altro campo in cui questo battere è noto: l’estetica. La tossina botulinica viene utilizzata in medicina estetica per alleviare le rughe del viso. In sostanza le tossine vengono iniettate, in piccole dosi sotto la pelle. Questo provoca una distensione delle rughe del viso, risultato della paralisi dei muscoli stessi della zona. L’AIFA autorizza l’utilizzo del botulino, chiamato in questo caso Botox, per migliorare le rughe glabellari (fra le sopracciglia) e quelle perioculari. Questo prodotto è efficace e testato infatto solo per queste zone. Altre tipologie di applicazioni sono sotto responsabilità medica.

Come qualunque farmaco, tanto più che si tratta di una tossina, il Botox ha effetti indesiderati e controindicazioni. Durante l’allattamento e la gravidanza va evitato assolutamente, così anche se si stanno assumendo antibiotici. Gli effetti collaterali dipendono da persona a persona: si va dal mal di testa, alle reazioni cutanee localizzate, alla debolezza alla ptosi delle palpebre. Se insorge un qualunque sintomo anomalo, recarsi al pronto soccorso.