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Brachicefalia: cos’è e quali sono le cause

Il cranio dei bambini è molto delicato, è completamente formato solo dopo i primi tre anni di vita, quando la famosa fontanella si è completamente chiusa.

E’ l’appiattimento della volta cranica. La testa appare schiacciata nella parte posteriore. Di cosa si tratta? Nel corso di questo articolo vediamo le cause, le possibili complicanze e come si può prevenire.

Sentir parlare di brachicefalia fa scattare il panico in molti genitori. Tutti noi siamo consapevoli del fatto che la testa dei neonati è molto delicata e deve essere maneggiata con cura. Le malformazioni del cranio perciò mettono in allarme, ed è normale. La brachicefalia comunque è un problema principalmente estetico e molto raramente può portare a delle complicanze, lo vedremo più avanti nell’articolo.

Cos’è la brachicefalia?

La brachicefalia è un’anomalia del cranio comune tra i bambini e spesso provvisoria. E’ l’appiattimento della testa nella zona posteriore. La testa del bambino così appare molto ampia e alta, schiacciata dietro. Nella maggior parte dei casi il problema si risolve solo seguendo alcuni accorgimenti, senza ricorrere a precisi trattamenti medici.

E’ la parola stessa in realtà a spiegarci cos’è la brachicefalia. Deriva dal greco ed è brachys, cioè corto, e chefale, cioè testa. Vuol dire testa corta. Viene infatti chiamata anche la sindrome della testa piatta.

Colpisce i bambini piccoli perché le ossa della testa sono molli, possono essere modificate. Vi sorprenderà forse sapere che oggi è più diffusa che in passato, questo perché una delle principali cause è posturale. Non ci sono etnie più a rischio di altre così come il sesso del bambino non influisce minimamente sulla comparsa della brachicefalia.

Quali sono le cause della brachicefalia?

La causa più comune della brachicefalia è la posizione supina. Quando il bambino dorme di notte e di giorno deve stare a “pancia in su”, soprattutto per ridurre il rischio della SIDS, la sindrome della morte improvvisa del lattante. Durante la posizione supina nel lettino, il neonato poggia l’intera testa. Provoca così una pressione ai danni della zona cranica posteriore, la quale vista la grande malleabilità delle ossa craniche del piccolo, può portare alla malformazione. Si parla in questo caso di brachicefalia posturale. Dopo vedremo come evitare la brachicefalia pur continuando a far dormire il piccolo in posizione supina.

La brachicefalia posturale non è l’unica esistente. Ci sono infatti altre cause della brachicefalia. Alcune volte può dipendere da problemi relativi alla vita nell’utero materno durante i nove mesi di gravidanza. Potrebbe trattarsi di un’insufficienza di liquido amniotico oppure quando il feto nel travaglio, attraversa il canale uterino.

Quali sono le cause della brachicefalia?

Proprio quando attraversano il canale uterino, sono i bambini nati prematuri a rischiare maggiori alterazioni della forma cranica. Questo perché la testa è ancora più morbida rispetto ai bambini nati nei tempi giusti. Sono proprio le ultime settimane di gravidanza che rinforzano le ossa craniche.

Alcune volte la brachicefalia è associata alla craniosinostosi, cioè alla fusione prematura di alcune suture craniche. Nel caso specifico della brachicefalia sono le suture coronali quelle coinvolte. Risiedono nelle ossa parietali e nell’osso frontale. In questo caso è necessario un intervento chirurgico per eliminare la brachicefalia. Si tratta comunque di una condizione poco comune e che riguarda circa 1 neonato ogni 2000-3000. Quando ci sono complicazioni per via della brachicefalia, sono nella maggior parte dei casi associate proprio alla craniosinostosi.

Quali sono i sintomi della brachicefalia?

La brachicefalia ha sintomi estetici. La parte posteriore della testa è appiattito e la testa appare più ampia e alta del normale. Non vi è la curvatura posteriore della testa e le orecchie sono sporgenti. Di complicazioni particolari invece non ce ne sono.

Come viene diagnosticata e quali sono le terapie

La diagnosi è semplice, perché basta semplicemente analizzare il soggetto. Il dottore può decidere di ricorrere ad esami diagnostici come la TAC o i raggi X qualora sospetti che alla base ci sia una craniosinostosi.

Dopo le dovute analisi il medico decide qual è il trattamento adatto. In caso di anomalie lievi, nella maggior parte dei casi guariscono da sole. I genitori devono solo adottare qualche accorgimento in modo da ridurre la pressione nella parte posteriore del cranio. Se lo schiacciamento è più marcato vanno sempre seguiti gli accorgimenti necessari ma la testa del bambino potrebbe rimanere leggermente schiacciata. Se è legata alla craniosinostosi ci vuole l’operazione chirurgica altrimenti le ripercussioni sono permanenti.

Consigli per evitare la brachicefalia

Abbiamo accennato a inizio articolo al fatto che una delle cause principali è il dormire in posizione supina, posizione tra l’altro corretta perché riduce il rischio della morte in culla. Per ridurre la pressione sulla testolina quando dorme ricordatevi di cambiare la sua posizione sul cuscino di tanto in tanto. Non dovete lasciarla sempre dritta. Quando invece gioca nel lettino, spostategli spesso i giochi che attirano la sua attenzione così da costringerlo a spostare la testa.

Quando lo portate con voi a passeggio sostituite ogni tanto l’uso del seggiolino con quello del marsupio o della fascia. Quando invece giocate con lui cercate di tenerlo con la pancia rivolta verso il basso. Solo quando è sveglio e se voi siete in sua compagnia.

Sono consigli validi sia per prevenire la brachicefalia sia per far regredire la malformazione qualora già presente. In questo caso i primi segni di miglioramento si vedono circa 2 mesi dopo.

Ogni tanto si parla anche degli elmetti, nomignolo dato alle ortesi craniche. Lo scopo è quello di evitare che la testa subisca particolari pressioni e possa così correggere alcune anomalie. Ultimamente però gli esperti hanno accennato al fatto che questi elmetti hanno benefici limitati e sono molto scomodi per il bambino. Il prezzo tra l’altro è molto elevato.

Nelle forme lievi di brachicefalia i bambini guariscono completamente entro i due anni. Sarà comunque il vostro pediatra a darvi tutte le indicazioni necessarie per prevenire o correggere il problema!