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Brevetti farmaci, le scadenze portano in dote tanti generici

Molti brevetti sui farmaci stanno per scadere: ecco che cosa potrebbe accadere al mercato con l'arrivo di tanti nuovi generici.

Il 2017 potrebbe essere l’anno dell’ulteriore sviluppo dei generici, visto e considerato che in queste settimane stanno scadendo tantissimi brevetti di farmaci low cost. In particolar modo, è il 12 novembre il giorno in cui scatterà l’ora X dei brevetti: in quel frangente scadrà infatti il brevetto del Cialis, quello che è probabilmente il punto di riferimento dei medicinali di fascia C, cioè con prescrizione ma a carico dei pazienti, e che può incassare solamente dagli italiani circa 146 milioni di euro l’anno.

Ebbene, oltre al Cialis, anche altri farmaci in aggiunta a quello contro la disfunzione erettile vedranno cadere i diritti legati al marchio, con conseguente introduzione dei generici e calo del prezzo. L’elenco è piuttosto vario: anti ipertensivi e anti colesterolo, farmaci contro l’osteoartrosi e l’ipertrofia prostatica benigna, e così via. Tanti farmaci, molto costosi, spesso dispensati solo in ospedale, che tra breve potranno arrivare a disposizione in qualità di generici, con un risparmio stimato di circa il 60% sui prezzi di vendita.

Per quanto concerne gli indiziati, comunque, il più atteso sarà probabilmente il Cialis, ormai da un pezzo il nome di uno dei farmaci più conosciuti, probabilmente secondo solamente al Viagra come notorietà all’interno del proprio settore, anche se il primo ha un effetto di 36 ore contro le 4 del concorrente.

Tra gli altri farmaci, citiamo rapidamente il Crestor, la rosuvastatina, che potrà essere venduto da qualunque azienda farmaceutica dal 30 dicembre prossimo permettendo dunque a tanti utenti di poterlo acquistare a prezzi ridotti per poter usufruire dei suoi effetti per contrastare il colesterolo.

Cialis e Crestor a parte, quello che sembra altresì evidente è che l’ingresso sul mercato dei generici contribuirà ad abbassare anche i prezzi degli “originator”, ovvero dei medicinali di marca, visto e considerato che finalmente i medicinali brandizzati saranno esposti alla concorrenza, anche se in molti casi tale introduzione non permetterà loro di perdere la leadership del mercato.

Stando alle previsioni di Assogenerici, infatti, solo il 28,5% del volume di vendita dei prodotti a brevetto scaduto viene infatti venduto sotto forma di farmaco equivalente, mentre il resto ha il marchio della società più nota.

Sempre secondo Assogenerici, negli ultimi anni gli italiani hanno speso in farmacia almeno un miliardo di euro ogni 12 mesi solo per poter pagare la differenza tra il costo del farmaco generico, a carico del sistema sanitario, e il farmaco di marca con il brevetto scaduto.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia