brucellosi

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La Brucellosi è una malattia infettiva determinata dai batteri del genere Brucella, e tale patologia ha moltissimi sinonimi, derivati principalmente dalle regioni dove la malattia è più diffusa: febbre mediterranea, maltese, di Cipro e febbre di Gibilterra. Questa patologia colpisce principalmente gli animali bovini, provocando in loro mastite e aborto, ma accidentalmente può colpire anche l’uomo, causando una forma morbosa dalle caratteristiche cliniche variabili, molti simili a malattie febbrili.

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Brucellosi: contagio nell’uomo

L’umo può contrarre la malattia tramite contatto diretto con l’animale infetto, con il materiale di aborto o con le sue deiezioni. Il contagio può avvenire tramite piccole lesioni cutanee per contatto, ad esempio quando si svolge la mungitura dell’animale o si assiste al parto, oppure attraverso la mucosa congiuntivale o mediante respirazione, nel caso in cui si soggiorni in determinati ambienti dove sono presenti cariche microbiche elevate, come la stalla durante il parto dei bovini. Tale contagio interessa principalmente tutte le categorie professionali a diretto contatto con il bestiame, ovvero gli allevatori, i macellai, i veterinari ed i cacciatori.

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Molto comune è la trasmissione della brucellosi mediante l’ingestione di alimenti infetti, come il latte fresco non pastorizzato e i suoi derivati, ovvero panna, burro, gelati e formaggi, mentre molto raramente si può contrarre mediante l’ingestione di vegetali infetti da urine contaminate. Il calore uccide molto velocemente le brucelle, infatti basta l’esposizione di 10 minuti ad una temperatura di circa 70 gradi per il loro decesso, ed inoltre sono poco resistenti ai succhi gastrici, a differenza delle urine e delle feci, dove possono sopravvivere anche per settimane. La trasmissione della brucellosi da uomo a uomo è molto rara, ed il contagio può avvenire solo tramite rapporti sessuali o mediante l’allattamento.

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Brucellosi: patogenesi

In base alle condizione immunitarie, nutrizionali e dalla carica infettante del paziente, varia la gravità della malattia. I medicinali antiacidi ad esempio, sono in grado di ridurre l’acidità gastrica e grazie a questo, facilitano il passaggio delle brucelle mediante l’apparato digerente. Le brucelle sono dei patogeni intracellulari obbligati, ovvero sono in grado di vivere all’interno delle cellule fagocitiche del soggetto, evitando in questa maniera di essere uccise. Mediante il circolo sanguigno, esse raggiungono i linfonodi e da li si dirigono verso gli altri organi del sistema monocito-macrofagico, ovvero verso il midollo osseo, fegato e milza. L’eliminazione di tale infezione, dipende principalmente dall’attivazione dei macrofagi e dallo sviluppo della reazione immunitaria cellulo-mediata di tipo Th-1. Il bestiame come ovini, caprini e suini, eliminano le brucelle attraverso il latte, le secrezioni vaginali, le urine e le feci.

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Brucellosi: sintomatologia

Una volta che il virus è entrato nell’organismo umano, le sue brucelle vanno a stazionarsi nei linfonodi regionali, per poi successivamente diffondersi nel circolo e colonizzare gran parte degli organi, specialmente quelli ricchi di tessuto reticolo-endoteliale, dove causano fenomeni proliferativi ed irritativi. A causa della brucellosi, gli organi della persona affetta particolarmente ricchi di tale tessuto, tendono ad aumentare di volume, come ad esempio la milza ed il fegato. Un sintomo che si manifesta con frequenza a causa di questa malattia è la febbre, che tende a comparire nel malato dopo circa 10-20 giorni dal contagio, e si manifesta con un andamento ondulante e molto spesso irregolare. Se la malattia non viene curata adeguatamente o tempestivamente dopo il suo esordio, la febbre potrebbe persistere, e scomparire dopo diverse settimane oppure un anno. Tali manifestazioni si accompagnano ad episodi di sudorazione persistente e maleodorante, debolezza fisica, dolori muscolari ed articolari diffusi e disturbi dell’apparato gastrointestinale, come vomito, diarrea, nausea e perdita dell’appetito. In base alla gravità della brucellosi ed alla forma con il quale si manifesta, la sintomatologia può variare.

Brucellosi: trattamento

La brucellosi si combatte in maniera efficace con la somministrazione di farmaci antibiotici, che sono in grado di bloccare la febbre dopo solo pochi giorni dall’inizio del trattamento. L’andamento della brucellosi comporta delle recidive, per questo la terapia deve essere prolungata nel tempo, con la somministrazione dei farmaci per 4 o 8 settimane. Grazie agli attuali criteri di allevamento e produzione zootecnica, che prevedono la vaccinazione del bestiame e la pastorizzazione e sterilizzazione del latte e dei suoi derivati, abbinati alla sensibilizzazione da parte dei lavoratori a rischio, è diminuita notevolmente l’incidenza di tale patologia nel nostro paese.