Bulging discale, uno schiacciamento doloroso del disco

Il bulging discale o discopatia si manifesta quando il nucleo polposo si disidrata, riducendo in questa maniera l’altezza del disco e l’anulus fibroso ovvero l’anello che circonda tale nucleo.

Il bulging discale è una patologia che si manifesta quando il nucleo polposo tende a ridursi a causa di disidratazione, e provoca la diminuzione dell’altezza del disco e dell’anello che circonda il nucleo. La discopatia si espande verso l’esterno proprio, come quando diamo un morso un panino con la marmellata. Il dolore che provoca tale disturbo può durare anche alcune settimane fino ad estendersi verso l’articolazione sacro-iliaca, al gluteo ed alla parte superiore e quella posteriore della coscia. Il nostro corpo risponde a tale condizione con fagocitosi oppure assorbimento delle fibre anulari che hanno subito la rottura.

Come colpisce

Tale patologia tende a colpire sia i giovani che le persone adulte, ed i sintomi possono essere avvertiti alla schiena, ma non sono dipesi dal bulging, e durante il giorno il soggetto non mostra dolori e può anche praticare attività fisica. Durante la notte, a causa dell’assorbimento di acqua da parte del disco, provoca a sua volta un aumento notevole del volume discale. Una volta in piedi, la gravità tende ad aumentare con la pressione idrostatica che spinge il nucleo verso la parte esterna.

La rottura del discale può essere determinata a causa di evento traumatico, oppure a seguito di un movimento brusco che provoca la rottura delle fibre interne dell’anulus e di conseguenza tutto questo scatena la risposta autoimmune da parte del nostro organismo. Dopo tale avvenimento, il mal capitato riferisce dolore nella zona lombare, ed eventualmente anche all’arto inferiore che tende ad intensificarsi attraverso il movimento, causando a loro volta contratture muscolari. I sintomi che mostra il paziente non rientrano a far parte dei sintomi neurologici e se viene effettuato il test per il nervo sciatico oppure crurale, questo risulterà negativo. Attraverso una semplice radiografia oppure una TAC non si evidenziano lesioni.

Anatomia del disco

Il disco che si trova tra le vertebre è composto da un tessuto cartilagineo situato tra i due corpi vertebrali, ed è una parte molto importante della nostra colonna che va a formare l’articolazione tra i due corpi vertebrali. In base al segmento della colonna in cui è situato, la grandezza varia infatti quelli lombari sono più alte di quelle cervicali. All’altezza lombare le proporzioni tra il corpo vertebrale e l’altezza discale è superiore rispetto al tratto cervico-dorsale. I dischi che si trovano nella cervicale e nel tratto lombare sono più larghi nella parte anteriore rispetto alla parte posteriore, e si adeguano perfettamente alla forma dell’osso e sono del tutto complementari tra loro perché la vertebra è biconcava, mentre il disco è biconvesso.

La parte interna prende il nome di nucleo polposo perché contiene acqua ed è posizionato centralmente, mentre il rivestimento esterno prende il nome di anello fibroso per la sua consistenza molto simile ai nostri tendini. Se il disco è in buone condizioni ed idratato, esso ha una solidità maggiore rispetto all’osso circostante. Una vertebra è formata dal corpo, dalle apofisi sia spinose che trasverse dove si scarica il peso corporeo, ma sono di fondamentale importanza per la protezione delle strutture nervose e per limitare la rotazione, mentre favoriscono il movimento sia di flessione che di estensione. Il disco ha vari compiti tra cui:

1. Supportare e trasmettere il peso corporeo alla vertebra posta nella parte sottostante
2. Agire da fulcro per favorire i movimenti della parte lombosacrale della schiena
3. Mantenere i corpi vertebrali uniti tra loro

Nucleo polposo

Il nucleo polposo è formato per ben due terzi da Proteoglicani ovvero delle proteine che si legano con i disaccaridi del residuo dell’acido ialuronico, andando a formare in questa maniera un complesso con la capacità fondamentale di assorbire un quantità di acqua pari a 500 volte il loro stesso peso. Grazie a questa caratteristica, il disco può comportasi come fosse una sorta di spugna, infatti la presenza della porzione di liquido permette di diffondere su tutta la superficie che si trova nella parte inferiore del disco il peso corporeo. Quando la colonna vertebrale è piegata in avanti, il flusso si muove verso la parte posteriore del disco, e va ad incrementare in questa maniera la pressione interna e la capacità di sostegno, altrimenti tutto il peso andrebbe a scaricarsi nell’area situata nella parte anteriore.

Lascia un commento