Caffè in gravidanza: consigli e rischi sull’assunzione

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Ansie e stress accompagnano spesso la gravidanza, uno dei momenti più felici nella vita di una donna: accanto alle difficoltà e disturbi fisici che possono spesso spaventare le future mamme, ci sono una serie di consigli su cibi e abitudini avvolte dal mistero. Sesso, attività sportiva, ma anche

  • alcolici
  • salumi
  • caffè

É possibile praticare le attività e consumare i cibi elencati senza conseguenze negative per il feto e per la donna? In alcuni casi si può parlare di “miti da sfatare” in quanto gli esperti del settore non hanno mai dimostrato correlazioni negative tra una particolare attività o assunzione di cibo e complicanze della gravidanza. Tra gli argomenti più dibattuti vi è senza dubbio il caffè in gravidanza: è possibile consumarlo o meglio evitarlo? Il caffè, una delle bevande più amate in Italia ma anche in tutto il mondo, non è solo una bevanda gustosa e dal gusto energico ma rappresenta un momento di pausa nel corso della giornata a cui in molti fanno fatica a rinunciare.

Dosi consigliate

Nonostante non siano ancora stati scientificamente provati disturbi della gravidanza e assunzione di caffeina, i medici stessi consigliano prudenza ma soprattutto buon senso: gli esperti del settore consigliano infatti di assumere la caffeina con moderazione e parsimonia. Assumere due caffè al giorno non comporterebbe infatti gravi conseguenze in gravidanza: a dichiararlo sono le principali autorità scientifiche e sanitarie mondiali quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, l’American Congress of Obstetricians and Gynecologists e il Ministero della Salute italiano.

Gli esperti raccomandano di non superare i 200/300 milligrammi di caffeina al giorno che corrispondono quindi a:

  • 2/3 caffè al giorno
  • 3/4 tazze di te nero
  • 3/4 tazze di te verde.

I possibili rischi

Il caffè contiene la caffeina, una sostanza stimolante che è contenuta in tantissimi alimenti e bevande, farmaci, foglie, semi e frutti (te, cioccolata, barrette, bevande energetiche). Oltre alla stimolazione dell’attenzione e al gusto forte e deciso, il caffè favorisce l’attività diuretica consentendo l’eliminazione di liquidi con possibili conseguenze quali impoverimento di

  • acqua
  • calcio
  • potassio nell’organismo.

La bevanda stimola inoltre la produzione di acidi gastrici che potrebbero causare nausea, mal di stomaco e disturbi gastro intestinali. Proprio l’eccessiva produzione di acidi gastrici potrebbe rappresentare un problema in gravidanza, quando il corpo della donna è sottoposto a particolari stimoli e disturbi del tratto gastrointestinale.

Un consumo eccessivo di caffeina in gravidanza potrebbe inoltre far aumentare l’insonnia, uno dei disturbi più diffusi tra le donne in dolce attesa: tra i consigli degli esperti vi è infatti evitare il consumo di caffeina dopo le ore 16 per favorire un buon sonno ristoratore.

Rischio di aborto

Il primo mese e in particolare il primo trimestre in gravidanza sono i momenti più delicati dell’intera gestazione, in quanto il rischio di aborto è più alto. Durante i primi mesi avvengono importanti processi quali il movimento dell’ovulo fecondato all’interno dell’utero e la formazione degli organi del feto. Le future mamme devono quindi prestare particolare attenzione in questo periodo, scegliendo con cura quali cibi mangiare e quali attività svolgere, senza rinunciare a vivere una vita sana e rilassata.

Esistono delle correlazioni tra aborto e assunzione di caffè in gravidanza? L’aborto spontaneo è purtroppo frequente ma gli studi non hanno mai dimostrato che un moderato consumo di caffeina (200/300 milligrammi) possa aumentare il rischio o causare la morte del feto. Alcuni studi hanno documentato un maggiore rischio di aborto a seguito del consumo di:

  • caffeina e fumo
  • caffeina e alcol
  • consumo eccessivo di caffeina (oltre gli 800 milligrammi al giorno).

Possibili malformazioni del feto

Trascorso il delicato periodo del primo trimestre, anche i restanti mesi di gestazione non devono essere sottovalutati dalle donne in gravidanza. La caffeina, come altre sostanze, è infatti in grado di attraversare la placenta posta a protezione del feto: è quindi consigliato non eccedere nella consumazione di caffeina e non superare mai le dosi giornaliere raccomandate.

Gli studi scientifici non hanno mai dimostrato una forte correlazione tra consumo di caffeina e malformazioni o malattie congenite del feto. Alcuni studi hanno però dimostrato che donne che consumano medie dosi di caffeina hanno più probabilità di procreare figli affetti da frequenza cardiaca e respiratoria elevata e che soffrono di tremori, oltre a rimanere più svegli nei primi mesi di vita.

In ogni caso si consiglia di rivolgersi al medico di fiducia che saprà illustrare con sapienza le giuste dosi di caffeina che è consentito assumere in gravidanza.

Dimagrire con il caffè è possibile?

Il caffè si può rivelare un prezioso alleato anche nella dieta, considerato che aiuta a dimagrire accelerando il nostro metabolismo e, dunque, portando il nostro organismo a bruciare più velocemente le calorie che ingeriamo.

Ad affermarlo è uno studio pubblicato dalla National Library of Medicine, secondo cui consumare caffeina può effettivamente contribuire a ridurre la massa grassa. Una parallela sfera di analisi disciplinata da un gruppo di ricercatori del Centro di ricerca sull’infiammazione di Hong Kong, in Cina sostiene inoltre che il caffè, combinato con la cannella, può aiutare a dimagrire più rapidamente. Sarebbe sufficiente aggiungere mezzo cucchiaino di tale spezia in una tazza di caffè nero.

Un nuovo studio ci dice perché preferiamo il tè al caffè

Se sei maggiormente incline a scegliere il caffè o il tè verde per la tua spinta mattutina, tutto potrebbe essere determinato dai tuoi geni.

Di fatti, per poter esaminare le associazioni genetiche con le preferenze alimentari, i ricercatori del Riken Center for Integrative Medical Sciences (IMS) e dell’Università di Osaka in Giappone hanno studiato i dati genetici e le preferenze alimentari di oltre 160.000 persone in Giappone, trovando connessioni genetiche per 13 abitudini alimentari, tra cui il consumo di alcol, altre bevande e alimenti, e anche complesse malattie umane come il cancro e il diabete.

Ad esempio, sono state individuate nove collegamenti genetici associati al consumo di caffè, alcool, yogurt, formaggio, natto (fagioli di soia fermentati), tofu, pesce, verdure e carne.  Sono state osservate anche le varianti responsabili della capacità di assaporare sapori amari. Questa associazione è stata trovata tra le persone che amavano mangiare il tofu; mentre quelli senza la variante consumavano meno alcol o non ne consumavano affatto.

Coloro che mangiavano più pesce, natto, tofu e verdure avevano una variante genetica che li rendeva più sensibili ai gusti umami, meglio descritti come sapori salati.

Anche gli ingredienti principali degli alimenti erano importanti. Per esempio, sono state individuate delle correlazioni genetiche positive tra il consumo di yogurt e il consumo di formaggio, entrambi alimenti a base di latte.

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