Canesten Unidie è un noto farmaco antimicotico che viene utilizzato come elemento per trattare le dermatomicosi sostenute da funghi patogeni: dalle micosi del piede a quelle della mano, da quelle del tronco a quelle delle pighe cutanee, dall’onicomicosi alla candidosi superficiale, sono numerose le patologie che il farmaco è in grado di fronteggiare. Ma quale è la sua composizione? E come si può utilizzare?

Da cosa è composto Caneste Unidie

Canesten Unidie 1% è disponibile sotto forma di crema: 100 grammi di prodotto contengono 1 grammo del principio attivo rappresentato dal bifonazolo. Gli eccipienti utilizzati sono soprattutto l’alcol cetilstearilico, il sorbitano monosteratao e il polisorbato.

Come va somministrato

Canesten Unidie viene utilizzato per trattamenti prolungati, considerando che molto spesso le infezioni da funghi sono piuttosto “persistenti” e ben lungi dal guarire sul breve termine. Inoltre, è consigliato di non interrompere la terapia subito dopo la scomparsa delle manifestazioni acute e della sintomatologia “soggettiva”, attenendosi invece ai tempi medi di trattamento e alle indicazioni del proprio medico. In particolare, per le micosi del piede e del tronco il trattamento è di 3 settimane, mentre per la ptirysiasis il trattamento va protratto per 2 settimane. Per le candidosi superficiali il trattamento potrebbe essere prolungato alle 4 settimane.

Per quanto concerne le modalità di somministrazione, salvo che il medico prescriva diversamente, Canesten Unidie deve essere applicato in piccole quantità sulle parti infette con un lieve massaggio, e una sola volta al giorno, prima di coricarsi. Una piccola quantità di crema è sufficiente per trattare anche grandi dimensioni (un palmo di una mano): attenzione pertanto a non esagerare con il dosaggio.

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Avvertenze, controindicazioni e uso in gravidanza

Per completare il quadro sulla fruizione di Canesten Unidie, ricordiamo come tra i principali effetti collaterali vi sia la possibilità di sperimentare una ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti. Inoltre, si tenga conto che l’utilizzo prolungato di prodotti per uso topico come il Caneste Unidie, può portare a fenomeni di sensibilizzazione che si manifestano con arrossamenti e pruriti. In questi casi è bene interrompere il trattamento e istituire una terapia “idonea”. Bisognerà inoltre aggiornare il medico sull’evoluzione della malattia, condividendo con lui l’eventuale resistenza dei microorganismi all’azione terapeutica con tale crema.

Per quanto infine concerne l’uso di tali farmaci in gravidanza, i dati preclinici di sicurezza e i dati di farmacocinetica sull’uomo per il momento non danno alcuna indicazione sugli effetti per la madre e per il bambino quando si utilizza il bifonazolo (cioè, il principio attivo di Caneste Unidie) durante la gravidanza. Naturalmente, considerando ciò e valutato che nessun farmaco dovrebbe essere assunto alla leggera durante la dolce attesa, sarebbe bene astenersi dal suo uso, soprattutto durante il primo trimestre di gravidanza (in ogni caso, ponderate con il vostro medico curante l’eventuale convenienza alle applicazioni).

Per quanto concerne l’uso di Caneste Unidie in allattamento, ricordiamo come studi compiuti sugli animali dimostrano che il bifonazolo e i suoi metaboliti passano nel latte materno. Per motivi cautelativi, pertanto, non bisognerebbe applicare bifonazolo durante l’allattamento, o bisognerebbe sospendere l’allattamento durante il trattamento con bifonazolo.