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Capezzoli in gravidanza: come cambiano e cosa succede

È una sensazione molto comune tra le donne incinta, dopo circa tre settimane dal concepimento sentire i capezzoli che cominciano a diventare più tesi.

Anche il seno si gonfia e la sensazione è molto simile a quella che precede solitamente il ciclo mestruale.

Cosa succede al seno ed ai capezzoli durante la gravidanza?

I seni diventano più pieni e morbidi e a partire dalla sedicesima settimana circa, i capezzoli e le areole si pigmenteranno; i capezzoli diventeranno più prominenti e le ghiandole poste sulle areole (dette tubercoli di Montgomery) si ingrosseranno. Uno dei primi segnali che la donna riconosce ed associa al concepimento è il dolore al seno. A provocare il dolore sono gli ormoni adibiti a preparare il corpo per la gravidanza. Il seno subisce cambiamenti, come l’ingrossamento delle ghiandole mammarie e l’ispessimento del grasso dato che è l’organo che dovrà nutrire il neonato per molti mesi. Questi ormoni stimolano l’accrescimento e la ramificazione dei dotti galattofori all’interno delle mammelle, preparandole alla futura produzione del latte ed all’allattamento dopo la nascita del bambino. Questo processo crea una sensazione di fastidio e chi non è abituata a portare il reggiseno è meglio se in questo periodo lo indossi perché aiuta a ridurre notevolmente le smagliature.

Con l’avanzare della gestazione le vene sui seni si faranno più evidenti, dato l’aumento dell’irrorazione sanguigna in questa zona. Dai capezzoli potrebbe fuoriuscire di tanto in tanto un liquido trasparente e giallo, si chiama colostro e corrisponde al primo latte che alimenterà il bambino fino alla produzione del latte definitivo. Il colostro è importantissimo per il bambino dato che è molto ricco di immunoglobuline di classe A e cellule immunitarie (come i linfociti). Con il colostro la madre trasmette le proprie difese immunitarie al figlio, che lo proteggeranno durante i primi mesi di vita.

Il colostro un tempo era chiamato erroneamente “latte della strega” o “latte guasto”, per secoli è stato considerato nocivo per il lattante; i medici sostenevano che si dovesse evitare e suggerivano pratiche alternative per i primi giorni.

Il seno in gravidanza

Durante i mesi dell’attesa le modificazioni della mammella avvengono grazie all’influenza di due ormoni: la prolattina (prodotta dall’ipofisi fin dalle prime settimane) e l’ormone lattogeno placentare (prodotto dalla placenta a partire dalla quindicesima settimana). La prima fase di cambiamento è detta cinetogena, comincia all’inizio della gravidanza e prosegue fino al quinto mese. Il tessuto ghiandolare accresce e come risultato il seno in gravidanza diventa più voluminoso e turgido e palpandosi si avverte un aumento della sua nodularità.

Mentre il tessuto ghiandolare prolifera, quello adiposo diminuisce, per questo la mammella risulta più sensibile alle stimolazioni esterne. Per questo motivo durante la gravidanza è consigliabile usare un reggiseno comodo e contenitivo che può essere indossato anche di notte per attenuare eventuali sensazioni di peso ed indolenzimento.

Verso il quinto mese l’irrorazione sanguigna è tale che il capezzolo cambia colore, diventando più scuro, e l’areola si allarga. I vasi sanguigni della mammella traspaiono attraverso la pelle ed intorno al capezzolo si accentua il rilievo delle ghiandole di Montgomery, che producono secrezioni grasse necessarie per mantenere morbida la pelle.

Rimedi utili contro il dolore ai capezzoli

Rimedi utili contro il dolore ai capezzoli

Per alleviare il fastidio si possono usare creme ed oli lenitivi appositi, in aggiunta ai prodotti idratanti da usare regolarmente durante tutta la gravidanza. Se invece il dolore ai capezzoli è post gravidanza, esistono rimedi più specifici. In caso di ingorgo mammario, per evitare che degeneri in mastite, si possono effettuare impacchi caldi sul seno, si consiglia di svuotare il seno molto spesso. In caso di ragadi invece, meglio cambiare posizione tra una poppata e l’altra, lavare con cura con acqua tiepida i capezzoli dopo ogni poppata e lasciarli asciugare all’aria. Contro le micosi, l’unica soluzione è applicare localmente, sul seno e capezzolo, una pomata antimicotica specifica.

È consigliabile, durante i mesi dell’attesa, preparare il seno all’allattamento, per prevenire in seguito la formazione di ragadi, fessurazioni che si aprono sulla cute del capezzolo. È consigliabile quindi mantenere il capezzolo ben idratato, massaggiandolo con olio di mandorle dolci, olio d’oliva o lanolina. Questa operazione però non deve essere effettuata prima di allattare il bambino, dato che potrebbe avvertire il sapore dell’olio e rifiutarsi di mangiare.

Consigli per preservare salute e bellezza del seno

  • Sin dai primi mesi di gravidanza, indossare un reggiseno adeguato alla misura del seno
  • Per mantenere la pelle elastica ed idratata, applicare ogni giorno una crema antismagliature sulla pelle
  • Se il capezzolo è rientrante o piatto, durante il massaggio si può provare a tirarlo in fuori delicatamente con le dita (in commercio ci sono apposite ventose che favoriscono l’uscita del capezzolo)
  • Per mantenere un seno tonico fare con costanza esercizi di rinforzo dei muscoli pettorali
  • Cercare di mantenere sempre un portamento eretto e non cedere alla tentazione di incurvarsi in avanti

Sarebbe buona norma effettuare un’ecografia mammaria prima del concepimento e dopo la fine dell’allattamento per prevenire eventuali tumori (tra i benefici dell’allattamento c’è quello di ridurre il rischio di tumore al seno)