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Capillaroscopia: come avviene l’analisi del microcircolo cutaneo

Che cos’è la capillaroscopia, quali sono le sue caratteristiche mediche e come avviene l’osservazione del microcircolo cutaneo.

La capillaroscopia rappresenta un’analisi irrinunciabile nella diagnostica delle microangiopatie di interesse reumatologico, autoimmuni a manifestazione cutanea e in numerosi disordini del tessuto connettivo.

La capillaroscopia è un esame scientificamente valido che permette di studiare, in campo  ambulatoriale, diverse malattie autoimmuni del tessuto connettivo attraverso l’osservazione diretta della microcircolazione cutanea. La metodica di quest’analisi non è particolarmente invasiva e risulta essere anche veloce.

La capillaroscopia è importantissima nella diagnosi precoce di sclerodermia, una malattia autoimmune multi-organo, contraddistinta proprio da alterazioni microvascolari.

L’esame capillaroscopico dà accesso a un’allettante dimensione morfologica dell’architettura della rete capillare cutanea e consente di riconoscere quadri patologici specifici che altrimenti non sarebbe facile individuare.

Chi viene sottoposto a una capillaroscopia avrà dunque una diagnosi differenziale sul microcircolo delle patologie reumatiche a differente eziologia, tra cui psoriasi ed artrite psoriasica, lupus sistemico eritematoso,  sindrome da antifosfolipidi e dermatomiosite.

Le immagini cliniche registrate durante la capillaroscopia consentono, tramite uno specifico software di archiviazione, di creare una schede personale del paziente. Questa scheda offre la possibilità di condurre follow-up diagnostici, confronti tra quadri capillaroscopici e teleconsulti fra diversi centri specializzati. Il tutto è necessario alla produzione di diagnosi appropriate per assicurare il costante sviluppo e perfezionamento della scienza di biomicroscopia capillare.

Esecuzione della capillaroscopia

Come detto nel precedente capitolo la capillaroscopia è un esame non invasivo che consente lo studio del microcircolo cutaneo. Vediamo nello specifico come si svolge questa pratica.

Lo studio in vivo del microcircolo viene effettuato a livello della cute periungueale, in quest’area cutanea l’asse maggiore dei capillari è simile rispetto alla superficie cutanea e quindi più adatta a uno studio morfologico.

L’esame capillaroscopico periungueale viene effettuato su tutte le dita, in quanto le alterazioni morfologiche dei capillari possono risultare circoscritte nelle fasi iniziali della malattia.

Per eseguire l’esame in maniera corretta, è necessario che il paziente stia in posizione seduta o distesa, con il palmo della mano appoggiato sul piano d’indagine. Sulla cute periungueale viene applicata una goccia di olio di cedro, inevitabile per garantire le migliori condizioni di visibilità della rete microvasale cutanea.

La capillaroscopia necessita una fase di acclimatazione termica, un rituale necessario alla regolarizzazione del flusso ematico o della circolazione sanguigna. L’esame e l’eventuale cattura di immagini clinicamente significative richiedono un tempo che non va oltre i dieci minuti.

Quale strumentazione viene usata per la capillaroscopia?

Quale strumentazione viene usata per la capillaroscopia

Lo strumento più utilizzato per svolgere la capillaroscopia è lo stereomicroscopio, anche se attualmente si sta diffondendo l’uso del videocapillaroscopio. Quest’ultimo è un apparecchio a sonda ottica che consente, grazie a maggiori ingrandimenti, una migliore visione dei dettagli morfologici e reologici del microcircolo. Oltre questo, il vedeocapillaroscopio è capace di registrare immagini cliniche digitali dei capillari.

Riguardo l’illuminazione dello spazio di osservazione è possibile ricorrere a sorgenti luminose di vario genere.

Molto utili risultano essere le lampade a fibre ottiche, che permettono di modificare l’angolazione del fascio luminoso rispetto al piano della cute o delle mucose. Ciò esclude la formazione di fastidiosi riflessi che possono compromettere sia l’osservazione diretta che la ripresa fotografica. In primo luogo per la valutazione degli aspetti dinamici del microcircolo cutaneo può essere necessario servirsi di  filtri che abbiano la  capacità di “raffreddare” il fascio luminoso.

Capillaroscopia e sindrome di Raynaud

Il sindrome di Raynaud è una malattia autoimmune capace di alterare il microcircolo sanguigno. La sua comparsa avviene principalmente durante i mesi d’inverno manifestandosi attraverso dita fredde e blu.

Le persone che soffrono di questa patologia non hanno un buon rapporto con i mesi freddi, il motivo è che più le temperature scendono più il fenomeno si acutizza. D’altro canto l’estate purtroppo non porta grossi miglioramenti, ma in qualche modo i dolori si alleviano. A soffrire il fenomeno di Raynaud sono in maggioranza le donne, specie in una fascia d’età che va dai 16 ai 40 e nel periodo di menopausa.

Attraverso la capillaroscopia si ha modo di comprendere se la sindrome di Raynaud sia solo un sintomo primario non legato ad altre malattie o se rappresenta l’inizio di problemi reumatici.

La capillaroscopia in Italia

L’Italia vanta di ottimi riconoscimenti a livello europeo, in particolare il Centro Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini-CTO di Milano. Questa struttura ha ricevuto una certificazione di qualità su segnalazione dell’Eular, entrando così a far parte, a pieno diritto, del Network Europeo di Imaging, un gruppo che annovera quindici centri in tutt’Europa, di cui tre proprio in Italia.