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Carbolithium: un farmaco per la cura di psicosi e altri disturbi della psiche

Carbolithium è un farmaco antipsicotico, adoperato nella profilassi e nel trattamento degli stati di eccitazione nelle forme maniacali o ipomaniacali e degli stati di depressione o psicosi depressive croniche della psicosi maniaco-depressiva. Secondariamente e solo in particolari casi, Carbolithium può essere adoperato anche per combattere la cefalea a grappolo.

Avvertenze importanti

Il paziente ed i suoi familiari devono essere a conoscenza della sintomatologia che indica una precoce tossicità del farmaco:

  • diarrea
  • nausea
  • vomito
  • dolori addominali
  • sonnolenza
  • perdita della coordinazione muscolare
  • sedazione
  • tremori fini
  • debolezza muscolare
  • sensazione di freddo

In caso di comparsa di questi sintomi, è necessario consultare immediatamente il medico e sospendere la terapia. Lo specialista che prescrive Carbolithium dovrebbe informare il medico di base del trattamento al quale il paziente è sottoposto.

L’assunzione di litio va sospesa almeno una settimana prima di iniziare una terapia elettroconvulsiva (ECT) e ripresa alcuni giorno dopo il completamento della stessa.

Inoltre, l’assunzione di litio andrebbe sospesa 24 ore prima di interventi chirurgici maggiori, in quanto la ridotta clearance renale causata dall’anestesia può causare a sua volta un accumulo di litio. La terapia deve essere ristabilita il più velocemente possibile dopo l’intervento.

Il paziente deve essere consapevole che il litio può alterare la capacità mentale o fisica. Una terapia con Carbolithium influisce sulla capacità di guidare veicoli o di utilizzare macchinari. Un paziente impegnato in attività che richiedano prontezza di riflessi deve essere consapevole di questi effetti.

PrecauzioniAvvertenze importanti per i pazienti in cura con Carbolithium

I sali di litio, ingrediente attivo di Carbolithium, hanno un basso indice terapeutico (ovvero il rapporto tra l’effetto terapeutico e quello tossico) e devono essere quindi sempre assunti sotto stretto controllo medico, con una prescrizione individualizzata.Si inizia la terapia con dosi basse che verranno poi adeguate in base alla litiemia, che è raccomandabile misurare al raggiungimento del livello stazionario, circa 4-8 giorni dopo l’inizio della terapia, avendo cura di prelevare il campione di sangue a distanza di 10-12 ore dalla somministrazione. La misurazione verrà poi ripetuta in modo da mantenere la litiemia costante per tutta la durata del trattamento. La concentrazione plasmatica deve rimanere tra 0,4 e 1 mEq/litro.

Per il trattamento della mania acuta sono normalmente necessarie concentrazioni tra 0,8 e 1 mEq/litro. Una prevenzione delle ricorrenze si può generalmente ottenere con concentrazioni plasmatiche comprese tra gli 0,6 e gli 0,75 mEq/litro ma alcuni pazienti sono controllati anche da concentrazioni più basse, da 0,4 a 0,6 mEq/litro.In modo particolare vanno effettuati controlli in caso di malattie, di alternanza di fasi maniacali e depressive, di introduzione di nuovi farmaci, di cambiamenti nella dieta.

Compatibilità con altre patologie

Compatibilità con altre patologie

Altri fattori da valutare prima di iniziare una terapia con Carbolithium sono la funzionalità cardiaca e quella tiroidea, che è opportuno valutare prima dell’inizio e durante il corso dell’intera terapia, normalmente ogni 6-12 mesi per quanto concerne la funzionalità della tiroide (un lieve ipotiroidismo può essere compensato con ormoni tiroidei).

Per quanto concerne pazienti con patologie cardiovascolari od una storia famigliare di prolungamento dell’intervallo QT, la terapia deve essere somministrata con maggiore cautela. La terapia deve essere completamente evitata nei pazienti con insufficienza renale. I pazienti con grave compromissione della funzionalità renale trattati con litio per più di 10 anni sono a rischio di sviluppare un tumore del rene benigno o maligno. Alterazioni improvvise della funzionalità renale, anche quando permangano entro limiti normali, indicano la necessità di rivedere una terapia in corso.

La tossicità del litio è aumentata dalla deplezione di sodio, dunque la terapia non è consigliata nei pazienti con morbo di Addison, altre condizioni di deplezione di sodio e pazienti gravemente debilitati o disidratati. Una disidratazione corporea anche temporanea, come ad esempio profusa sudorazione, diarrea o vomito, può essere causa di una diminuzione della tollerabilità al litio. In questi casi è opportuno per il paziente aumentare la somministrazione di sali minerali ed avvisare il medico. Nel caso in cui ai suddetti disturbi si accompagni una infezione con temperatura elevata può essere consigliabile, sempre sotto stretto controllo medico, una riduzione della dose o anche una sospensione della terapia.

I pazienti affetti da miastenia gravis sono a rischio di esacerbazioni della patologia, pertanto in questi casi vanno adottate particolari cautele.

Anche se non ci sono prove chiare di una sintomatologia da astinenza o di psicosi da rimbalzo, l’interruzione brusca del litio aumenta il rischio di una ricaduta. Qualora il trattamento dovesse essere sospeso, la dose dovrebbe essere ridotta gradualmente, possibilmente nell’arco di qualche settimana e sempre sotto stretto controllo medico. Il paziente dovrebbe essere messo in guardia sulla possibilità che una interruzione brusca provochi una ricaduta.

Dosi e modalità di utilizzo

Il dosaggio è sempre individuale e negli adulti ed adolescenti varia normalmente da 2 a 6 assunzioni al giorno da 300 mg, ad intervalli regolari.  Le dosi massime vengono impiegate nella terapia di attacco delle forme gravi, le minime per il mantenimento profilattico.  In caso di dimenticanza di una o più dosi di Carbolithium, avvertire immediatamente il medico e non prendere in nessun caso due dosi insieme. In caso di assunzione di un numero di compresse superiore a quello previsto, avvertire immediatamente il medico e recarsi presso il più vicino ospedale con la scatola del medicinale.