Cardo mariano, ecco tutte le proprietà terapeutiche!

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Cardo mariano

Il cardo mariano è una pianta erbacea selvatica, molto diffusa in buona parte d’Italia e nell’area mediterranea. La pianta è costituita dai frutti, della lunghezza di circa un centimetro e dal colore nero brillante, chiazzati di giallo. Molto noto in ambito alimentare e per le sue virtù benefiche per il nostro organismo, viene impiegato tutt’ora all’interno di farmaci e prodotti per la cura dei disturbi di origine epatica, sfruttando le specificità naturali che sono insite nella sua composizione.

Aspetti botanici del cardo mariano

La pianta del Cardo mariano è molto comune in tutto il Mediterraneo, dove dovrebbe essere originaria, e conosciuta fin dall’antichità. Come molte piante del bacino mediterraneo, è molto vigorosa, con delle spine e senza peluria. Il fusto è basso, e arriva al massimo al metro e mezzo. Sul fusto crescono dei rami dritti e robusti, come lo stesso fusto.

Le foglie si caratterizzano per le spine sulla punta dei lobi triangolari, molto lunghe, quasi 40cm. Il colore è verde intenso con macchioline bianche. I suoi fiori sono di un intenso colore rosso porpora, ermafroditi, la cui parte terminale è rivestita con brattee.

La pianta fiorisce in primavera per dare vita ai frutti, poi usti in erboristeria. La fruttificazione è estiva, così come la raccolta. Anche la radice è molto robusta e si infila dritta nel terreno, anche quello più duro e sassoso.

Ama i climi caldi del sud, riuscendo ad essere anche infestante, mentre teme il freddo. Quindi si trova più raramente a nord della Toscana. Riesce a popolare anche le zone pedemontane, ma la sua diffusione prevalente è sulla costa.

A cosa serve il cardo mariano

A cosa serve il cardo mariano

Il cardo mariano riveste numerose proprietà particolarmente importanti, e oramai ben note. Tra le principali, ricordiamo la sua capacità di esercitare un’azione di protezione per il fegato contro numerosi agenti tossici, come i farmaci e l’alcol. Ulteriormente, ha un’azione di stimolazione nella rigenerazione degli epatociti (le cellule del fegato) e a volte viene consigliato anche durante l’allattamento per le sue proprietà galattogene.

Ulteriori proprietà che vengono tradizionalmente riconosciute al cardo mariano, e che sono state comprovate da numerose ricerche in merito, sono quella di rinforzare le pareti dei capillari, e l’azione antiossidante, controllando il danno causato dai radicali liberi.

Proprietà terapeutiche

Le proprietà terapeutiche che vengono riconosciute al cardo mariano derivano dalla presenza della silimarina, un mix di flavolignani (silibina, isosilibina, diidrossisilibina, silidianinina e silicristina) assente nelle foglie, ma concentrata nello strato esterno del frutto. Il cardo mariano contiene inoltre steroli, flavonoidi, proteine, oli vegetali (acido oleico, linolenico e plamitico).

Conosciuta fin dall’antichità, questa pianta è stata sempre considerata officinale, e molto usata. La fitoterapia fa del cardo mariano un ottimo rimedio per il fegato. In particolare viene utilizzata per l’epatite cronica sintomatica. In questo caso gli estratti di cardo mariano riescono a risolvere la sintomatologia. Quindi scompariranno l’inappetenza, la dispepsia, il meteorismo e l’astenia.

Se si hanno alterazioni di transaminasi, il cardo mariano può risolverle. È la silibinina a ridurre le transaminasi, ma questa è utile anche al fegato e ai reni.

Alcune sperimentazioni hanno dato ottimi risultati per risolvere i sintomi derivanti dalla chemioterapia. In particolare il ciclo chemioterapico colpisce il fegato, che trova notevole aiuto con il cardo mariano. La pianta viene somministrata come decotto o infuso, e serve principalmente il fegato, mentre non è indicata per pazienti con ipertensione. Infatti contiene tiramina, che aumenta la pressione del sangue.

La proprietà di rigenerare le cellule epatiche, sarebbe dovuta ai flavonolignani contenuti nella pianta. Il condizionale è d’obbligo in quanto le ricerche in questo senso sono ancora in corso. In particolare la silandrina dovrebbe agire sui trigliceridi e la cicloossigenasi II che causa le infiammazioni.

La silimonina invece agisce su un enzima e sulla pompa ATP. L’enzima 17beta-idrossisteroide deidrogenasi sarebbe ugualmente influenzato, secondo queste ricerche, che confermerebbero l’azione sulle cellule epatiche. In questo senso si aumenterebbero le potenzialità di espulsione delle tossine dal fegato, sia per i grassi, che per l’alcool e farmaci di forte azione, come gli steroidi.

Come acquistare il cardo mariano

Per poter usufruire di tutte le migliori caratteristiche benefiche del cardo mariano, è sufficiente acquistare le forme con cui è commercializzato. Di norma il cardo mariano si può trovare sotto forma di estratto secco, contenuto in capsule da 200 – 400 mg. È sufficiente conservarlo in contenitori ben chiusi, al riparo dalla luce solare, e utilizzarlo nelle indicazioni che sono contenute nei foglietti informativi delle confezioni.

Gli estratti di cardo mariano così acquistabili sono particolarmente controindicati nelle ipotesi di calcoli alla colecisti (i calcoli biliari), al fegato o alla cistifellea. Tra le altre capacità del cardo mariano, anche quella – leggera – ipertensiva e lassativa.

In quantità più modeste, è possibile trovare il cardo mariano anche come componente di tisane e di infusi, utilizzabili per poter beneficiare di una parte delle sue proprietà e dei suoi vantaggi.

Per poterne sapere di più vi consigliamo naturalmente di consultare il vostro medico di riferimento e condividere con lui ogni curiosità e informazione utile su tale elemento.

Conosciuta fin dall’antichità, questa pianta è stata sempre considerata officinale, e molto usata. La fitoterapia fa del cardo mariano un ottimo rimedio per il fegato. In particolare viene utilizzata per l’epatite cronica sintomatica. In questo caso gli estratti di cardo mariano riescono a risolvere la sintomatologia. Quindi scompariranno l’inappetenza, la dispepsia, il meteorismo e l’astenia.

Come acquistare il cardo mariano

Se si hanno alterazioni di transaminasi, il cardo mariano può risolverle. È la silibinina a ridurre le transaminasi, ma questa è utile anche al fegato e ai reni.

Alcune sperimentazioni hanno dato ottimi risultati per risolvere i sintomi derivanti dalla chemioterapia. In particolare il ciclo chemioterapico colpisce il fegato, che trova notevole aiuto con il cardo mariano. La pianta viene somministrata come decotto o infuso, e serve principalmente il fegato, mentre non è indicata per pazienti con ipertensione. Infatti contiene tiramina, che aumenta la pressione del sangue.

La proprietà di rigenerare le cellule epatiche, sarebbe dovuta ai flavonolignani contenuti nella pianta. Il condizionale è d’obbligo in quanto le ricerche in questo senso sono ancora in corso. In particolare la silandrina dovrebbe agire sui trigliceridi e la cicloossigenasi II che causa le infiammazioni.

La silimonina invece agisce su un enzima e sulla pompa ATP. L’enzima 17beta-idrossisteroide deidrogenasi sarebbe ugualmente influenzato, secondo queste ricerche, che confermerebbero l’azione sulle cellule epatiche. In questo senso si aumenterebbero le potenzialità di espulsione delle tossine dal fegato, sia per i grassi, che per l’alcool e farmaci di forte azione, come gli steroidi.