Carenza di ferro, un minerale fondamentale per l’emoglobina nel sangue

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Carenza di ferro

La carenza di ferro e l’anemia sono due patologie in relazione tra loro, infatti questo minerale è una sostanza fondamentale che costituisce l’emoglobina ovvero una molecola che si trova nei globuli rossi ed è indispensabile per il trasporto dell’ossigeno nel sangue. Da qui nasce lo spontaneo e frequente ricorso ad integratori di ferro molto diffusi soprattutto tra gli sportivi con lo scopo di far aumentare in questa maniera i valori dell’emoglobina nel sangue. La carenza di ferro e le viarie forme di anemia sono due patologie che nascono da fattori differenti indipendenti l’una dall’altra.

Quando si manifesta una forma anemica da carenza ferro questa difetto prende il nome di “anemia sideropenica”. Le condizioni fisiche del paziente restano asintomatiche oppure si manifestano con sintomi leggeri, come pallore, debolezza, vertigini, estremità fredde ed unghie che tendono a rompersi facilmente. Tale sintomatologia è aspecifica e si manifesta in gran parte delle forme di anemia, per questo prima di intraprendere un trattamento a base di integratori di ferro, il paziente deve rivolgersi dal proprio medico per accertarsi che la sintomatologia sia realmente dovuta alla carenza di ferro.

Carenza di ferro: cosa c’è da sapere

metabolismo del ferro

Sono pochissime le persone che sono al corrente sul metabolismo del ferro nel nostro organismo, ed è per questo che ora faremo una descrizione fisiologica utile a stabilire la vera necessità o meno degli integratori di ferro.

  • L’assorbimento di ferro da parte del nostro intestino varia in base al fabbisogno che richiede l’organismo e se questo aumenta la mucosa intestinale lo assorbe in percentuali elevate e viceversa.
  • Le perdite quotidiane di ferro concesse sono quantificabili in circa 0,8-1,5 mg giornaliere, ma c’è anche una variabilità da individuo ad individuo, specialmente nel sesso femminile.3. Solamente dal 10 al 35% del ferro che troviamo negli alimenti animali ed il 2 o 10% contenuto nei vegetali viene assorbito dal nostro organismo. Assumendo una percentuale media del 10%, tale assunzione deve essere pari a 10 volte il fabbisogno e si può quantificare in 8-15 mg/di.
  • La presenza della vitamina C o di acido citrico come le gocce di limone sul pesce o sulla carne, gli zuccheri come il particolar modo il fruttosio e gli amminoacidi, facilitano l’assorbimento del ferro, che invece viene ostacolato dal consumo di caffè e di tè. Anche in alcune verdure o alimenti integrali sono presenti delle sostanze che possono interferire con l’assorbimento di ferro da parte del’organismo. Tendenzialmente la quantità che viene sottratta al corpo è irrilevante ai fini del metabolismo complessivo, ma a lungo andare può contribuire all’instaurare degli stati carenziali quando un soggetto non integra nella propria dieta carne e pesce.
  • Il bilancio del ferro dipende specialmente dall’assorbimento, mentre l’eliminazione è relativamente costante, ed avviene attraverso la bile, le feci, le piccole emorragie intestinali, l’urina e la desquamazione della pelle. Si calcola che all’incirca per ogni millilitro di sangue perso, perdiamo 1,5 miriagrammi di ferro.
  • Durante il periodo mestruale è difficile fare un calcolo delle perdite ematiche, ma una media ragionevole è compresa tra i 30 ed i 60 ml al mese, ma questo varia da donna a donna, infatti alcune lamentano un ciclo mestruale abbondante, altre un ciclo mestruale scarso.

Se consideriamo un valore di 46ml e distribuiamo le perdite totali (44/2=23mg) per i trenta giorni mensili, si ottiene un surplus giornaliero di 0,7 mg. Per compensare tale quota sono necessari circa 7,6 mg di ferro in più al giorno.

Le cause

cause della carenza di ferro

In base a quello che abbiamo descritto fino ad ora, è stato possibile individuare i fattori che possono predisporre un soggetto a carenza di ferro:

  1. Ridotto apporto a causa di diete povere di carne e basate principalmente sul consumo di cereali integrali, e verdure
  2. Dieta eccessivamente ricca di crusca, molto spesso impiegata per favorire in transito intestinale in casi di stitichezza
  3. Male assorbimento dovuto a diarrea, oppure ad alterazioni gastro-intestinali, ad abuso di lassativi o ad acloridria.
  4. Frequenti ed abbondanti perdite di sangue dovuti da: emorroidi, sangue dal naso, flusso mestruale abbondante, emorragie del tratto gastro-intestinali, ulcere
  5. Gestazione ed allattamento
  6. Sport in particolar modo la corsa di resistenza