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Cauterizzazione, un particolare intervento chirurgico di bruciatura

Che cos’è la cauterizzazione, preparazione all’intervento, come si svolge e a cosa serve.

cauterizzazione

Quando si parla di cauterizzazione si fa riferimento a un particolare intervento di bruciatura, che viene eseguito servendosi del cauterio. Quest’ultimo non è altro che uno strumento diffuso in ambito clinico e chirurgico, che permette di effettuare delle bruciatura, chiaramente con scopi terapeutici, per rimuovere delle imperfezioni che sono presenti sulla pelle, ma non solo. Infatti, il cauterio spesso può essere impiegato per l’eliminazione di escrescenze che si formano sulla cute, ma in alcuni casi anche di tumori di ridotta dimensione. Si tratta di una tecnica particolarmente diffusa anche nel momento in cui vi è la necessità di bloccare delle ridotte fuoriuscite di sangue nel corso di un’operazione chirurgica. Una volta che il tessuto subisce la bruciatura, ecco che viene generato del calore che porta alla coagulazione delle proteine che formano i vari tessuti organici che si trovano nei pressi della ferita, svolgendo un’azione emostatica.

Quando viene usata la cauterizzazione nasale

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Il naso si caratterizza per avere una notevole concentrazione di sangue che consente di conservare l’aria che viene inalata umida e anche calda durante il percorso che compie fino ad arrivare ai polmoni. L’alto quantitativo di sangue, in alcuni casi, può causare quel fenomeno che viene chiamato in gergo medico epistassi, ma che è sicuramente meglio conosciuto con il termine di perdita di sangue dal naso. Nello specifico, sono i bambini e i giovani le categorie di persone maggiormente colpite da tale problematica. Tra le cause che possono portare alla fuoriuscita di sangue dal naso troviamo certamente anche un trauma, un’infezione oppure un’asciugatura che ha colpito le membrane del naso. Tra i vari comportamenti che possono portare all’epistassi troviamo la tosse secca, degli starnuti particolarmente pesanti, mettersi le dita nel naso oppure una certa attività fisica. Nella maggior parte dei casi, un sanguinamento che si verifica in modo spontaneo deriva da una sola vena che è stata congestionata all’interno del setto. Nel caso in cui l’emorragia non si arresti e prosegua per diverso tempo, ecco che può rendersi necessaria un’operazione come la cauterizzazione.

Come funziona questa operazione

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La cauterizzazione del naso si può eseguire seguendo due tecniche differenti e, in ogni caso, si può considerare una pratica del tutto indolore e anche notevolmente veloce. Nel primo metodo è previsto l’uso di un ago di platino che viene riscaldato tramite l’energia elettrica e poi immesso all’interno della narice per andare a sigillare i vari tessuti. In altri casi, invece, possono essere utilizzati quelli che vengono chiamati agenti caustici, come ad esempio dei sottili bastoncini di nitrato d’argento che si basano su una reazione chimica per garantire il l’otturazione dei tessuti colpiti dall’emorragia.

Lo svolgimento della cauterizzazione

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Nella gran parte dei casi questa procedura chirurgica non prevede alcun tipo di preparazione da parte del paziente che deve subirla, così come non va a provocare alcun tipo di dolore o fastidio e, al tempo stesso, viene portata a termine molto rapidamente. Tra i vari passaggi che caratterizzano tale operazione troviamo, in primo luogo, l’ispezione della narice: ogni narice, quindi, subisce un esame con luce e speculum, che consente di capire quale sia il punto esatto del sanguinamento e la relativa causa. Successivamente, si preleva un po’ di sangue dal naso, in maniera tale da eseguire diversi test, tra cui quello per l’anemia e quello per comprendere se vi siano delle sostanze anti-coagulazione. Il terzo passaggio è quello che prevede l’applicazione dell’anestetico locale sul naso, sfruttando un piccolo pezzo di cotone che viene messo nella narice, in maniera tale da poter prevenire il possibile dolore che verrà avvertito dal paziente.

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Infine, dopo che il naso è stato reso privo di sensibilità, ecco che si può procedere con l’operazione chirurgica vera e propria, optando per uno dei due metodi che sono stati descritti in precedenza. Nei sette giorni successivi all’intervento, il paziente dovrà avere cura di non rimuovere o rompere il sigillo che è stato cauterizzato, altrimenti l’emorragia potrebbe insorgere nuovamente.