Chemioterapia, farmaci pericolosi per gli operatori sanitari

I farmaci per la chemioterapia sono pericolosi per gli operatori sanitari che, tuttavia, continuano in parte a non prendere opportune precauzioni.

Chemioterapia
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I farmaci chemioterapici possono salvare la vita ai malati di cancro, ma tali medicinali sono tossici e pericolosi per gli operatori sanitari che vi entrano in contatto. Nonostante tali accertati rischi, molti operatori non utilizzano i dispositivi di protezione raccomandati, come i guanti o i camici, quando maneggiano i farmaci chemioterapici.

A soffermarsi su ciò è un recente studio dell’Università del Michigan Rogel Cancer Center, che ha fornito alcuni spunti utili per poter stimolare l’uso di dispositivi di protezione. In particolare, l’autore dello studio, Christopher R. Friese, rammenta come l’esposizione alla chemioterapia si verifica quando gli operatori sanitari inalano vapori o toccano superfici contaminate.

Già nel passato altri studi avevano scoperto trovato che gli infermieri che hanno riferito di aver maneggiato farmaci pericolosi avevano il doppio del rischio di problemi riproduttivi. Altri studi riportano casi di tumori rari e varie condizioni respiratorie e cutanee derivanti dall’esposizione a tali medicinali.

Si tratta di “una minaccia invisibile“, dice Friese. E, proprio per questo motivo, diventano ancora più importanti le linee guida delle associazioni professionali, che raccomandano un equipaggiamento protettivo che include doppi guanti, protezione per gli occhi e maschere respiratorie.

Tuttavia, queste linee guida non sembrano aver fornito i risultati sperati, e i ricercatori citano diverse possibili ragioni per cui l’intervento non ha avuto pieno successo, tra cui la qualità dei contenuti e le barriere tecnologiche che hanno reso difficile la visione dei moduli video delle linee guida. Un altro problema è che molti di questi dispositivi di protezione sono ingombranti. I lavoratori riferiscono che l’attrezzatura è scomoda e difficile da applicare e da utilizzare in sicurezza.

Dunque, qualcosa deve cambiare – sostiene Friese. “Gli operatori sanitari devono affrontare molte sfide nei centri oncologici, trattando molti pazienti con esigenze complesse utilizzando trattamenti sempre più critici“, dice Friese.

Per questo motivo i ricercatori suggeriscono di coinvolgere i responsabili del sistema sanitario per avere un dialogo con il personale sulla protezione personale, in particolare per coloro che maneggiano farmaci pericolosi, sviluppare dispositivi di protezione personale migliori, facili da usare, economici e protettivi contro l’esposizione a sostanze tossiche, e raccogliere i dati attraverso un registro per identificare e monitorare i rischi per la salute derivanti dall’esposizione.

Fonte

Protecting against ‘invisible threat’ that affects cancer care workers – uofmhealth.org

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia