Cheratoacantoma: cause, diagnosi e cura.

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Cheratoacantoma

Il cheratoacantoma prende origine da una ghiandola pilo sebacea o da un follicolo pilifero, il suo sviluppo completo avviene in circa sei settimane per poi scomparire, se non si interviene prima chirurgicamente, nel giro di alcuni mesi.

Le possibili cause del cheratoacantoma.

Le cause che possono dar origine ad un cheratoacantoma sono molteplici: le radiazioni ultraviolette, se ci si espone eccessivamente potrebbero esserne una causa, ma anche venire a contatto con alcune sostanze tossiche può determinare la nascita del tumoretto benigno. Un’immunodepressione è un’altra delle possibili cause.

Per procedere ad una diagnosi esatta si richiede l’esame obbiettivo da parte di un dermatologo ed anche una biopsia per poterne analizzare i tessuti.

Il trattamento terapeutico

Si può intervenire su questa neoformazione benigna, tanto chirurgicamente quanto con terapia farmacologica: la scelta va fatta esclusivamente in base alle caratteristica della neoplasia.

Il trattamento terapeutico adottato può essere di tipo chirurgico oppure farmacologico. La scelta di un determinato metodo di cura dipende esclusivamente dalle caratteristiche del cheratoacantoma.

Come lo distinguo da un carcinoma?

carcinoma

Come abbiamo scritto, il cheratoacantoma è una neoplasia benigna che prende origine da una ghiandola pilo sebacea o da un follicolo pilifero, però, sia per la sua velocità nel crescere che anche per la morfologia che assume man mano che si sviluppa, ricorda molto da vicino una neoformazione maligna della pelle, ed esattamente il carcinoma spinocellulare, anche chiamato carcinoma squamocellulare. In realtà, data la sua origine benigna, il cheratoacantoma si autorisolve nel giro di cinque o, al massimo, sei mesi. Il potenziale metastatizzante di questo tumoretto benigno è praticamente vicino allo zero.

Il termine “potenziale metastatizzante” individua e quantifica le capacità di una neoformazione di produrre metastasi. Ma cosa sono le metastasi? Sono il veicolo grazie al quale il carcinoma può diffondersi in altre parti del corpo rispetto alla sede primaria e, nel dettaglio, una o più cellule che si distaccano dal tumore primario e, attraverso vari “vettori”, che siano il sistema circolatorio piuttosto che il lume di un organo dell’apparato digerente o respiratorio, vanno ad insediarsi, formando alti carcinomi secondari, nei linfonodi e/o in altri organi, contaminandoli.

Il cheratoacantoma è un tumore benigno. Ma cosa vuol dire?

Il termine “tumore” in medicina individua una massa cellulare composta di cellule particolarmente attive che proseguono nella loro suddivisione in modo incontrollato perché il loro DNA ha subito delle mutazioni genetiche. Quando la neoformazione è benigna, la massa cresce ad una velocità molto lenta, non si infiltra nei tessuti adiacenti e non ha capacità di produrre metastasi.

E il tumore maligno?

E’ un male molto aggressivo e a volte letale perché la suddivisione delle cellule e quindi la crescita della massa tumorale è particolarmente veloce e, se non rimosso chirurgicamente ed estremamente velocemente (fondamentale per la risoluzione dei carcinomi è la diagnosi precoce), si diffonde rapidamente nei tessuti circostanti ed ha un forte potenziale metastatizzante, cioè è probabile che si riesca a diffondere anche in linfonodi ed organi anche distanti dalla sede primaria.

L’epidemiologia

L’epidemiologia

Stando alle stime di alcuni ricercatori inglesi questa piccola neoformazione benigna si riscontra in una su circa mille persone. Sono più a rischio le persone con oltre sessant’anni (rarissimo riscontrarla nei giovani) e colpisce il doppio dei maschi rispetto alle femmine.

Anche il colorito della pelle ha una sua influenza: è raro riscontrarlo negli individui che abbiano un colorito della pelle tendente allo scuro. Gli Africani di colore, ad esempio, ne sono quasi del tutto immuni. Questo dato pare sia dovuto alla quantità di melanina, maggiormente presente negli individui di pelle scura, che difende la pelle dai raggi ultravioletti, impedendogli di causare il cheratoacantoma.

La sua morfologia.

Nella maggior parte dei casi questo piccolo tumore benigno si manifesta come una escrescenza della pelle a forma, più o meno, di vulcano. Una protuberanza (detta papula) che contiene al centro come un cratere piccolo che è pieno di una proteina tipica delle cellule epidermiche, dal nome di “cheratina” (da cui il mone della neoformazione).

Dove si forma.

Normalmente le aree dove si manifesta nella maggior parte dei casi sono quelle con una maggior esposizione ai raggi del sole: gambe (principalmente nelle donne), il collo, le orecchie, il dorso delle mani, il cuoio capelluto ed il volto. La papula ha una forma tonda ed è rigida di consistenza. Il suo colore o è identico a quello della cute circostante, oppure può tendere al rossastro.

Le sue dimensioni.

La grandezza di questa piccola neoformazione può variare da un centimetro fino, al massimo a due centimetri e mezzo di diametro. Cresce velocemente solo tra la prima e la sesta settimana, per poi rallentare e poi smettere del tutto di crescere.

Dopo circa cinque o sei mesi tende a scomparire autonomamente, ma lascia sulla cute una evidente cicatrice.