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Cheratosi seborroica: sintomi, cause e cura

La cheratosi seborroica è un tumore benigno che interessa la nostra pelle, e che si concretizza nella comparsa di macchie di piccole dimensioni, marroni o brune, in rilievo. La superficie delle aree che sono colpite da cheratosi seborroica tende gradualmente a squamarsi, e a formare delle croste untuose, periodicamente inclini a staccarsi dalla superficie. La diffusione delle macchioline non conosce differenze di sesso, sebbene si noti una maggiore concentrazione nei pazienti di età maggiormente avanzata. Per quanto concerne il loro posizionamento, le macchie si concentrano principalmente nel viso e nel tronco.

Sintomi della cheratosi seborroica

Di norma i primi sintomi visibili della cheratosi seborroica sono rappresentati da piccole papule giallastre, che con il tempo si imbruniscono fino a diventare scure e squamose. Le papule possono avere dimensioni diverse, ma di norma sono comprese entro il centimetro. Spesso le papule danno l’impressione di essere “staccabili” facilmente, ed effettivamente non sono rari i casi in cui si possano eradicare in seguito a un trauma (un graffio o una “grattata” casuale, ad esempio). La papule non sono contagiose, non sono infettive e non possono evolvere in forme tumorali maligne.

Cause della cheratosi seborroica

Come diagnosticare la cheratosi seborroica

Non sono note, con precisione, le cause della cheratosi seborroica. L’unica connessione conosciuta è quella con la familiarità: le verruche seborroiche (questo un altro nome della malattia) sono infatti trasmesse geneticamente, e vengono favorite da alterazioni ormonali o irritazioni, per quanto tali elementi non siano determinanti scatenanti. È comunque per queste motivazioni che durante la menopausa, che è tradizionalmente un momento di grande modulazione ormonale, si verifica un potenziamento della cheratosi seborroica.

Come diagnosticare la cheratosi seborroica

La cheratosi seborroica è regolarmente diagnosticata durante una visita dal dermatologo, che analizzerà ogni singola verruca per poter valutare che si tratti effettivamente di tali verruche, e non di altro. Alcuni dei sintomi della cheratosi seborroica sono infatti spesso simili ai segnali che vengono lanciati da malattie cutanee ben più gravi, come il melanoma o il carcinoma. Una volta che la diagnosi viene accertata in maniera univoca dal dermatologo, è inutile procedere con l’asportazione della verruca, che viene limitata ai soli casi in cui la cheratosi seborroica rappresenti un problema estetico agli occhi del soggetto che ne è affetto. La procedura attraverso la quale il dermatologo accerta che si tratti effettivamente di cheratosi seborroica e non di altre malattie è una semplice dermatoscopia effettuabile in qualsiasi studio dermatologico minimamente attrezzato.

Classificazione della cheratosi seborroica

Classificazione della cheratosi seborroica

Stabilito quanto precede, possiamo altresì ricordare come non tutte le cheratosi seborroiche vengano accomunate ad un’unica categoria. Si possono infatti distinguere la cheratosi seborroica acantosica (la forma più frequente, con pigmentazione nocciola o marrone e pseudo-cisti giallastre) dalla cheratosi seborroica acroposta, che colpisce le gambe in maniera multipla.

Ancora, si individua la cheratosi ipercheratosica, con continuo sfaldamento della manifestazione cheratosica, da quella pigmentata, con la forma cheratosica che si manifesta con più pigmentazione e presenza di melanociti ben evidente. Ulteriormente, tradizionali classificazioni sono la cheratosi seborroica irritata, che viene appunto accompagnata da irritazioni e altre alterazioni della pelle (sanguinamenti, rossori, ecc.) e la c.d. cheratosi seborroica su pelle scura.

Come curare la cheratosi seborroica

L’unico trattamento per la cura della cheratosi seborroica è la sua rimozione. Tuttavia, considerato che si tratta di una forma tumorale benigna, e che non vi sono rischi di “migrazione” a una forma maligna, la rimozione delle verruche seborroiche con crioterapia, diatermocoagulazione, laser o asportazione chirurgica, è limitata ai casi in cui vi sia un fastidio estetico per il soggetto che ne è affetto.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia