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Chi beve spesso caffè… è più sensibile al suo aroma!

Una recente analisi ha dimostrato che le persone che bevono più caffè sono maggiormente in grado di riconoscerne l’aroma.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Viviana Pisaniello

Può sembrare una considerazione banale, ma una nuova ricerca ha scoperto che gli assidui bevitori di caffè possono riconoscere più efficacemente e velocemente il tradizionale aroma della bevanda, anche dinanzi a piccole quantità.

L’osservazione è la prima, in assoluto, a dimostrare che gli amanti del caffè sono più sensibili all’odore di tale prodotto, aprendo vari scenari: i risultati potrebbero infatti condurre a potenziali nuovi modi di utilizzare la terapia di trattamento delle persone che sono dipendenti da sostanze con un odore distinto, come il tabacco e la cannabis.

Condotta dal dott. Lorenzo Stafford, esperto olfattivo del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Portsmouth, la ricerca ha dunque scoperto che più alto è l’uso di caffeina, più velocemente una persona è in grado di riconoscere l’odore del caffè.

Non solo: i ricercatori hanno anche scoperto che i consumatori di caffeina più assidui erano in grado di rilevare l’odore di un prodotto chimico del caffè, benchè fortemente diluito a concentrazioni molto più basse, e che questa capacità aumentava con il loro livello di desiderio. Così, più si desiderava la caffeina, migliore era il loro senso dell’olfatto per il caffè.

Considerato che la caffeina è la droga psicoattiva più consumata, questi risultati suggeriscono che i cambiamenti nella capacità di rilevare gli odori potrebbero essere un utile indice di tossicodipendenza.

Nel loro studio, il team ha voluto esaminare se ci fossero differenze nella capacità delle persone di sentire l’odore del caffè e rispondere a tale aroma, a seconda che fossero o meno grandi bevitori di tale sostanza. I risultati indicano saldamente un legame, con i bevitori frequenti di caffè che sono più sensibili all’odore del caffè.

Pubblicato in Psicofarmacologia Sperimentale e Clinica, lo studio si è basato su due esperimenti.

Il primo test

Nel primo esperimento, 62 uomini e donne sono stati divisi tra coloro che non hanno mai bevuto alcuna bevanda contenente caffeina e quelli che hanno consumato quantità moderate (70-250mg, equivalente a 1-3,5 tazze di caffè istantaneo al giorno), e ancora quelli che hanno consumato una quantità elevata (300mg, equivalente a 4 o più tazze di caffè istantaneo al giorno).

Ogni persona è dunque stata bendata e, per testare la sua sensibilità all’odore del caffè, gli è stato chiesto di differenziare quantità molto piccole dell’odore del caffè da sostanze che non hanno odore. Per il test di riconoscimento degli odori, è stato chiesto loro di identificare il più rapidamente possibile il profumo del vero caffè e, separatamente, l’olio essenziale di lavanda. Coloro che hanno bevuto più caffè sono stati in grado di identificare il caffè a concentrazioni più deboli e sono stati più veloci nell’identificare l’odore.

Ad ogni persona è stato anche chiesto di compilare un questionario sulla loro voglia di caffeina. Prevedibilmente, i risultati hanno mostrato che più caffeina una persona di solito consuma, più forte è il loro desiderio di caffeina.

Più interessante ancora è il fatto che maggiore è il desiderio, e in particolare quello determinato la capacità della caffeina di invertire i sintomi di astinenza come la fatica, e maggiore fosse anche la sensibilità nel test di rilevamento degli odori.

Il secondo test

In un secondo esperimento, 32 persone non coinvolte nel primo esperimento sono state divise in coloro che bevono caffè e coloro che non lo fanno, e sono state testate utilizzando lo stesso test di rilevamento dell’odore di caffè, e con un test separato per un controllo, utilizzando un odore non alimentare.

Ancora una volta, i risultati hanno mostrato che i consumatori di caffeina erano più sensibili all’odore del caffè, ma soprattutto, non differiscono nella sensibilità all’odore non alimentare.

I risultati suggeriscono che la sensibilità all’olfatto e i suoi legami con il desiderio potrebbero essere usati per aiutare a trattare alcuni comportamenti di consumo di droghe, compresa la dipendenza dal tabacco o la dipendenza dalla cannabis, ha detto il dottor Stafford.

Ricerche precedenti hanno dimostrato che coloro che sono stati addestrati ad associare un odore con qualcosa di sgradevole in seguito hanno mostrato una maggiore discriminazione a tale odore, fornendo la prova di un possibile modello di avversione agli odori condizionati.

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