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Chitosano: funziona davvero?

Il chitosano funziona o no? Come sempre c’è chi sostiene un prodotto e chi invece smentisce i suoi (presunti) effetti benefici. Il chitosano non fa eccezione. Per chi ancora non lo conoscesse, si tratta di un prodotto naturale utilizzato per ridurre la fame e diminuire le capacità dell’organismo di assimilare i grassi.

Il chitosano è una sostanza naturale derivante dalla Chitina, un biopolimero che la natura ci dona abbondantemente e senza restrizioni. È presente infatti in moltissimi crostacei, insetti e nell’esoscheletro. Alcune ricerche hanno poi scoperto che la Chitina è sintetizzata anche da alcuni funghi e lieviti.

Gli effetti benefici del chitosano vennero scoperti da un professore di storia naturale, il quale isolò la Chitina e la studiò, avviando così quello che sarebbe un giorno diventato un potente business nel mondo delle diete.

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Il chitosano viene infatti estratto dai gusci dei crostacei, i quali ne sono ricchi per il 20% circa. Gli scarti dei crostacei diventano quindi la materia prima per la creazione del prodotto dietetico oggi tanto in voga. Secondo l’UE però, anche la Chitina estratta dai vegetali ha la stessa medesima composizione, di conseguenza, dovrebbe riuscire a far perdere peso in uguale misura.

Il chitosano è presente negli integratori alimentari e nelle pillole il cui scopo è quello di aiutare a perdere peso. Secondo i sostenitori, basta assumere 1-1.2 grammi di chitosano prima dei pasti per riuscire a inibire le molecole di grasso, attirandole verso di se e trasformandole dopo in uno speciale composto che il nostro corpo non riuscirà più ad assorbire, ma solo a espellere. Descritto così sembra un vero prodotto miracoloso, uno di quelli che la natura ci ha regalato.

Il chitosano funziona davvero? Dipende dal punto di vista da cui scegliamo di guardarlo!

Durante una ricerca del 1999 è stata portata alla luce la dimostrazione, confermata dopo dall’Istituto Nazionale di Ricerca per Alimenti, che il chitosano non possiede la facoltà di diminuire l’assorbimento dei grassi da parte del corpo. Questa credenza che il chitosano fa dimagrire è dovuta probabilmente al fatto che, dopo la sua assunzione, il corpo rallenta per un breve periodo l’assorbimento. È stato effettuato un test su delle donne obese ma, dopo due mesi, nessuna di loro ha riscontrato reali benefici grazie all’utilizzo di chitosano.

L’Efsa ha anche ribadito più volte che il chitosano non riduce il peso e non sono autorizzati quindi a scriverlo nell’etichetta dei prodotti che lo contengono. Sempre la stessa fonte sottolinea che il chitosano funziona solo in parte nel caso si volesse mantenere buoni i livelli di colesterolo nel sangue, tuttavia non basta. Per mantenere stabili i livelli di colesterolo buono e colesterolo cattivo è necessario seguire le giuste regole alimentari e fare costante attività fisica. Il chitosano non aumenta neanche la velocità del cibo durante il suo passaggio nel transito intestinale.

Dove si trova il chitosano?

È presente in molti prodotti commerciali destinati ad accompagnare o sostituire una dieta (cosa tra l’altro sconsigliata). Nella maggior parte dei casi comunque, si può acquistare nella forma di compressa.

Il chitosano, funziona si, ma non aiuta a dimagrire!

Il chitosano, funziona si, ma non aiuta a dimagrire!

Il chitosano non è presente solo nelle pillole dimagranti. Viene utilizzato ad esempio nel settore farmaceutico, perché aiuta a veicolare i farmaci, ed è anche stato testato sotto un altro punto di vista. A quanto pare il chitosano è un prodotto capace di conservare meglio i cibi. Se aggiungiamo questo prodotto alla carne macinata vengono ridotte le possibilità che al suo interno cresca il batterio che causa spesso le tossinifenzioni alimentari.

Conclusioni

Non cercate a tutti i costi la bacchetta magica, la formula segreta e l’incantesimo che potrà farvi perdere peso a costo zero. Per dimagrire c’è solo una strada percorribile: seguire una dieta ipocalorica e fare tanta attività fisica. Gli integratori alimentari possono supportare la dieta, ma non sostituirla.  Non bastano 1-1,2 grammi di chitosano prima di mangiare per riuscire a perdere peso e non acquistarne di nuovo. In questo modo si cerca solo una via facile e illusoria, che non permetterà certo di perdere peso.

Concludiamo ricordando che anche il chitosano possiede delle controindicazioni. Non possono infatti utilizzarlo le persone che hanno allergie o intolleranze verso i crostacei. È sconsigliato anche in gravidanza, se avete già iniziato ad utilizzarlo e siete in dolce attesa consultate il medico.

Gli specialisti sconsigliano inoltre di utilizzare il chitosano per più di sei mesi consecutivi, perché riduce le capacità di assorbire minerali e vitamine liposolubili. Il chitosano potrebbe essere incompatibile con alcuni farmaci, è consigliabile quindi, prima di assumerlo, di consultare il medico, il quale potrebbe elencare anche altri effetti collaterali come ad esempio mal di testa o eruzioni cutanee.