Chlamydia trachomatis: sintomi, diagnosi e cura

La Chlamydia trachomatis è il batterio che causa la clamidia un’infezione batterica che si trasmette tramite i rapporti sessuali, anali e orali ma anche tra madre e feto.

Chlamydia trachomatis
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Il suo decorso è quasi asintomatico e gli eventuali sintomi, risultano essere blandi. Le cure esistono ma quella migliore rimane sempre la prevenzione.

Un rapporto sessuale non protetto nasconde da sempre molte insidie soprattutto, a volte, molto spiacevoli; la clamidia è una di queste e nonostante la sua natura poco “preoccupante” se trascurata porta all’infertilità. Il batterio responsabile è la Chlamydia trachomatis e una volta contratto può portare nella donna, a perdite vaginali anomale, mentre nell’uomo prurito ai genitali. Proprio per questa sua “leggerezza” risulta essere, assieme alla Gonorrea e alla Tricomoniasi, una delle malattie più diffuse a livello mondiale.

Come già spiegato, i suoi segnali sono poco evidenti e molto spesso non si manifestano, denotando la Chlamydia trachomatis come “infezione sessuale silenziosa” sottolineando la sua pericolosità. I soggetti più colpiti ovviamente sono le persone sessualmente attive, con un’età compresa tra i 16 e i 24 anni, e una volta contratta l’infezione i sintomi se proprio si manifestano, lo fanno dopo 10-12 giorni dal rapporto incriminato. Alcune tra le spie più note, sono le perdite anomale, dolore nella parte bassa dello stomaco, cistite, dolori durante i rapporti, per gli uomini, invece, prurito, dolore durante la diuresi, gonfiore dei genitali, perdite dall’uretra e negli omosessuali, il batterio può generare la proctite con conseguenze più rilevanti.

L’uso del preservativo rimane l’unico sistema per tutelarsi da questo nemico e preservare il benessere della salute.

Nel caso una persona venga a contatto con un soggetto portatore, una visita professionale è la cosa più giusta da fare per iniziare il percorso verso la guarigione.

Diagnosi

La prevenzione è la migliore diagnosi ma nel caso in cui si ha contratto il batterio della Chlamydia trachomatis è fondamentale rivolgersi immediatamente dal medico che effettuerà la visita di controllo accertandone la malattia, prevenendo l’insorgere di ulteriori aggravamenti.

Il medico, o il ginecologo, preleveranno della materia con il tampone uretrale, vaginale, cervicale oppure urinario e una volta esaminato in laboratorio gli esiti, stabiliranno il grado di contagio. Ormai le strumentazioni disponibili sono all’avanguardia permettendo in breve tempo di rilevare il genoma della clamidia.

Diagnosi Chlamydia trachomatis
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Il preservativo rimane ad oggi il solo sistema per contrastare effettivamente le malattie sessualmente trasmissibili ed è prima di tutto un gesto d’amore nei confronti propri e del partner. Tutelarsi e tutelare è un approccio intelligente e maturo che migliora l’intimità e preserva la salute. In commercio esistono particolari profilattici fatti con materiali molto “sensibili” che assicurano piacevoli sensazioni nei momenti privati, facendo dimenticare completamente di indossare “l’imperbeabile”!

Nei soggetti che cambiano spesso compagno c’è una maggiore possibilità di andare incontro ad eventuali contagi, per questo è consigliabile non fidarsi mai di nessuno e nel caso fare sempre prima un test.

Cura

Oggi giorno le cure disponibili sono numerose e tutte risolutive ma questo non deve assolutamente abbassare la soglia di attenzione e sottovalutare gli effetti della malattia, che proprio perché poco evidenti, potrebbe tranquillamente peggiorare degenerando in complicanze più serie, come l’infertilità, sia nell’uomo che nella donna.

Fin dall’antichità fare sesso è una delle attività più piacevoli e il progresso ha messo a disposizione diverse tipologie di contraccettivi, il profilattico però è l’unico che ostacola la diffusione delle patologie veneree.

Si stima che oltre il 70% delle donne venga contagiato contro il 50% del genere maschile, la differenza è poca ma risulta una lieve incidenza nella percentuale femminile, uno screening annuale è una delle possibili prevenzioni. Sono stati effettuati degli studi che hanno riscontrato una notevole riduzione di contagio nei soggetti che eseguivano periodicamente il controllo.

La Chlamydia trachomatis essendo un batterio deve essere trattato con gli antibiotici presi per via orale, come l’azitromicina o di una tetraciclina, possono essere presi in considerazione anche l’eritromicina e il chinolone. Nelle donne in gravidanza sono consigliati l’amoxicillina o anche l’eritromicina oppure la clindamicina. La terapia deve essere estesa ovviamente anche ai partner, così da porre fine alla divulgazione dell’infezione.

Una volta terminata la profilassi verranno effettuati ulteriori controlli per le verifiche definitive.

Nonostante i tempi moderni non è stato ancora possibile trovare un vaccino.

Fonti e bibliografia

  • Dermatologia e malattie sessualmente trasmissibili. PIPPIONE M. BONGIORNO M.R., BORRONI G., BOTTONI U., CALVIERI S., CALZAVARA-PINTON P., CERVETTI O., CHIMENTI S., FIERRO M.T., FIMIANI M., GIROLOMONI G., MICALI G., OFFIDANI A.M., PARODI A., PASSARINI B., PATRIZI A., PAU M., PELLACANI G., PERIS K., PIMPINELLI N., QUAGLINO P., RONGIOLETTI F., TOMASINI C., TREVISAN G., VERALDI S. AMERIO P; Ed. Minerva Medica; 2014
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  • Malattie infettive. Mauro Moroni, Roberto Esposito, Spinello Antinori; Ed. Edra Masson; 2014

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia