Cinetosi: il famoso “mal d’auto” o “mal di mare”

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La cinetosi è un fenomeno che almeno una volta ha colpito tutti nella vita, c’è chi però ne soffre in maniera cronica. Perché accade? E quali metodi si possono utilizzare per non soffrire durante i viaggi e i movimenti ripetitivi del corpo?

Che cos’è la cinetosi?

Che cos’è la cinetosi?

La cinetosi è un fenomeno che interessa milioni di persone, almeno una volta nella vita è capitato a tutti di sentirsi male durante il viaggio in auto, in nave o in aereo. I sintomi, piuttosto fastidiosi e spiacevoli, si presentano quando il corpo viene mosso in maniera ripetitiva e irregolare. Questo tipo di situazione va a riflettersi sul sistema neurologico, che fa fatica a interpretare nella maniera corretta gli impulsi ricevuti dall’apparato vestibolare, visivo e dal sistema propriocettivo, ovvero il senso di posizione degli arti al di fuori del controllo visivo.Questa patologia si manifesta molto spesso durante i viaggi e proprio per questo motivo viene solitamente definita “mal di mare”, “mal d’auto”, “mal d’aria” (con riferimento ai viaggi in aereo). Se il viaggio è lungo più facilmente dopo un po’ di tempo il corpo si adegua alla situazione di movimento e i sintomi di affievoliscono: quindi se per esempio andiamo in crociera e ci sentiamo male, dopo 1-2 giorni il malessere sparirà. Così è nella maggior parte dei casi, tuttavia non funziona sempre in questo modo. Ci sono persone per le quali la cinetosi è un problema perché questi sintomi tendono a non sparire e si manifestano in modo persistente fino a quando la situazione non cambia.
Il movimento persistente che genera questo disturbo può essere di diverso tipo e tutti possono potenzialmente soffrirne a seconda della suscettibilità del singolo. Sebbene apparentemente questo disturbo non costituisca una patologia grave, è purtroppo fastidiosa, infatti chi ne soffre deve quando viaggia prendere delle precauzioni e tendenzialmente cercherà di muoversi il meno possibile.

Quali sono i sintomi

I sintomi della cinetosi sono in linea di massima:

DI solito i primi sintomi si manifestano a livello dello stomaco e si avverte un leggero senso di nausea. Il malessere va poi aumentando e si inizia a sudare e ad impallidire. Poco dopo giunge il senso di vertigine, una profusa salivazione e la nausea si intensifica, arrivando sino al vomito, che spesso è intenso. Nelle persone più sensibili si presentano anche: mal di testa, sonnolenza, affaticamento che in casi estremi diventa senso di svenimento. Accade talvolta, che quando si intraprende un lungo viaggio, dopo essersi abituati al movimento persistente, ci si senta male una volta tornati su terra ferma. Questo tipo di disturbo, definito “malattia dello sbarco”, è abbastanza raro tuttavia esiste. I sintomi in questo caso sono una continua percezione di ondeggiamento, come se si fosse ancora imbarcati. Dopo un po’ di tempo questa sensazione comunque dovrebbe sparire da sola.

Perché si manifesta

Questa patologia riguarda il senso di equilibrio e quello del movimento, che solitamente vengono regolati da tre elementi del sistema nervoso:

  • L’orecchio interno: l’apparato nervoso vestibolare, mediante il quale si rilevano i movimenti, si percepisce l’accelerazione e il senso di gravità.
  • Gli occhi: la percezione dello spazio intorno
  • Il sistema propriocettivo: la sensazione della postura del corpo al di fuori del campo visivo.

La cinetosi si scatena a partire da un conflitto di diversi stimoli derivanti dai sistemi responsabili del controllo visivo e dell’equilibrio: il cervello a seguito del ricevimento di informazioni in contrasto fra loro da luogo ai sintomi della cinetosi, va in tilt potremmo dire. Questo contrasto di stimoli si presenta quando il corpo viene mosso in maniera non uniforme, indipendentemente dalla natura del movimento: si va dai classici mezzi di trasporto come autobus, auto, aereo, nave; a movimenti come quelli delle giostre, dell’ascensore, dal cavalcare etc.; a movimenti non fisici ma così percepiti dal cervello, come la visione di film o video registrati con telecamere traballanti e videogame 3D.

Chi ne soffre, fattori che favoriscono l’insorgere del disturbo

Questo disturbo può riguardare tutti, non ci sono indicazioni precise che si possono dare, tuttavia è certo che alcune persone sono più sensibili di altre. I bambini (in età compresa fra i 2 ed i 12 anni) per esempio, sembrano soffrirne di più, così anche le donne in stato di gravidanza. I soggetti che spesso soffrono di emicrania sembrano essere sensibili alla cinetosi quando hanno questo disturbo e viceversa. Anche le condizioni dell’ambiente possono influire, infatti temperature alte, rumori fastidiosi e una scarsa areazione dell’ambiente possono contribuire al manifestarsi del disturbo.

Che cosa fare in caso di cinetosi

Se i sintomi di questo disturbo persistono a lungo anche al termine del viaggio, è bene rivolgersi al proprio medico per poter eventualmente escludere altri disturbi innescati dalla cinetosi, come per esempio la labirintite.
Il soggetto per prevenire i sintomi di questo disturbo può fare attenzione a prendere dei provvedimenti:

  • Distrarsi: ascoltando la radio, guardando fisso avanti l’orizzonte ed evitando di leggere o giocare. Chiudendo ogni tanto per un poco gli occhi. Cercare di mettersi davanti, perché in alternativa verrà spontaneo guardare lateralmente.
  • Assumendo farmaci: vi sono farmaci preventivi per evitare la comparsa dei sintomi, facendo conto che possono provocare sonnolenza. Un esempio è la Scopolamina, che blocca i segnali nervosi a partire dal sistema vestibolare; gli antistaminici, che riducono il senso di nausea oppure vi sono braccialetti antinausea appositi.
  • Ridurre i movimenti: muoversi il meno possibile, sia con la testa che con il corpo, stando ben dritti con la schiena e appoggiando la testa.