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Cisti pilonidale: descrizione, evoluzioni e sintomi

All’interno della lesione della cisti pilonidale possono essere contenuti peli (e da questo fattore deriva il nome di cisti pilonidale, da “pili nidus”), così come secrezioni di natura sebacea, frammenti di cute e/o materiale di consistenza semisolida come altro materiale di natura cellulare.

Cisti pilonidale: descrizione e caratteristiche

Cisti pilonidale: descrizione e caratteristiche

La cisti pilonidale, anche conosciuta con il nome di “cisti sacro – coccigea”, si forma nei tessuti che si trovano tra le fasce muscolari e gli strati adiposi cutanei, ed assume una morfologia che la fa assomigliare ad una leggera tumefazione.

La cisti pilonidale è innocua fino al momento in cui non debba andare incontro ad un processo infettivo ed ad una flogosi. Se la cisti pilonidale si infetta potrebbe anche subire un processo degenerativo che la trasformerebbe in un ascesso e questa ultima forma è senz’altro dolorosa. Oltretutto il pus che si genererebbe nel caso di trasformazione in ascesso provocherebbe sicuramente l’insorgere delle fistole. Tutti possono essere soggetti ad una cisti pilonidale, ma questo tipo di lesione è più frequente nel soggetto giovane adulto di razza caucasica, in una età compresa tra il quindicesimo ed il ventiquattresimo anno di età. Nel dettaglio ne soffrono maggiormente coloro che, per lavoro o stile di vita sono costretti a restare in posizione seduta molto più a lungo della media. Tra questi soggetti i camionisti sono i più frequenti.  La gestione e la cura della cisti pilonidale è in dipendenza di molteplici fattori, soprattutto per quanto attiene alla cronicità ed alla entità della lesione. Si può curare completamente la cisti pilonidale, ma le cavità cistiche possono essere soggette a reiterazione anche se vengono eliminate per la via chirurgica. Addirittura le percentuali di recidiva tra coloro che si sottopongono ad intervento chirurgico o ad altra terapia, raggiungono il quaranta / cinquanta percento dei casi.

Fistola, ascesso e cisti pilonidale

I termini di fistola, ascesso e cisti pilonidale fanno capo a tre diversi stadi della patologia pilonidale:

  1. Una fistola pilonidale è una apertura di piccole dimensioni (canale di comunicazione) tra la cisti pilonidale che si è infettata ed un piccolo “buchino”, un orifizio nella cute che le dà una via d’uscita esterna: dalle lesioni aperte continua ad uscire del pus misto a siero. Con il passare del tempo l’episodio acuto può recidivare. Se dovesse chiudersi la fistola pilonidale, si determinerebbe la genesi di ascessi uno dietro l’altro. La patologia non trova una risoluzione e dal canale di sbocco esce in continuazione il pus misto a siero. Se tale processo non viene interrotto si ha la formazione di varie fistole con diverse diramazioni in diverse direzioni, con la conseguente apertura di questi sbocchi esterni (orifizi) in una regione anche abbastanza estesa nei pressi del coccige.
  2. L’ascesso pilonidale, invece, è un raccogliersi di materiale purulento che deriva da infezioni batteriche della cavità della cisti. Tale formazione è più grande della cisti pilonidale ed è anche dolorosa, arrossata e porta con se tutti i sintomi caratteristici di un processo infiammatorio. Dopo qualche giorno l’ascesso si rompe e si fistolizza e le condizioni iniziano a migliorare immediatamente. Però, se non venga curato in modo adeguato, il processo infiammatorio tende a cronicizzarsi in quanto non subisce arresti spontanei.
  3. La cisti pilonidale è una piccola cavità sacciforme che non si è ancora infettata, assomiglia ad un nodulo di piccole dimensioni non ha sintomi o, al massimo, una lievissima dolenzia quando palpata. La cisti pilonidale può restare silente anche per molti anni, oppure può andare incontro all’evoluzione che abbiamo descritto nei due punti precedenti.

Sintomatologia della cisti pilonidale

Una cisti pilonidale ha la morfologia delle lesioni, come abbiamo visto ha uno sviluppo nella zona centrale ed inferiore della schiena, in area coccigea, esattamente vicina alle fessura che si sviluppa tra i glutei ed ad una distanza non superiore ai quattro o cinque centimetri dallo sfintere anale. Taluni soggetti potrebbero non averne i sintomi, almeno per un certo periodo, prima che si sviluppi l’infiammazione acuta. La patologia a carattere sintomatico, solitamente, si manifesta allorquando la cisti pilonidale subisce il processo degenerativo in ascesso pilonidale: in questa fase il soggetto avverte maggiori disagi, la tumefazione dell’area è ben evidente e tutta la regione è soggetta a dolenzia se toccata.

Se la cisti pilonidale subisce un processo infettivo la sintomatologia che si può sviluppare è la seguente:

  1. Sintomi da infiammazione da ascesso: dolenzia, gonfiori, arrossamenti, sensazione di calore cutaneo nell’area interessata;
  2. Escrezione di materiale siero – purulento o anche solo purulento, maleodorante dal colore giallognolo;
  3. Stato febbrile (non troppo frequentemente), mal di testa e malesseri generalizzati.

Questa sintomatologia può svilupparsi anche in modo rapido, sovente in alcuni giorni.  Le dolenzie causate da una fistola possono essere anche gravi e, soprattutto, rischiano di andare incontro a peggioramento se non si organizza una terapia adatta.

Meno spesso la cisti pilonidale potrebbe apparire anche in zone diverse da quella coccigea, ad esempio l’ombelico, le mani, le regioni genitali piuttosto che l’ascella.

Le cause della cisti pilonidale

Le cause della cisti pilonidale

Nonostante esistano svariate teorie sulle cause che portano alo sviluppo di una cisti pilonidale, al momento la maggioranza degli studiosi ritiene che queste lesioni siano acquisite (quindi non innate o congenite, come si riteneva in passato); il loro insorgere sarebbe correlato ad un processo infettivo del follicolo del pelo il quale, una volta che si dilati, consentirebbe il processo di incistidamento dei peli. Come conseguenza al pelo incarnito si sviluppa una infiammazione locale la quale è, poi, la causa della genesi della cisti pilonidale. Una eccessiva pressione, gli attriti o un trauma che si ripeta più volte in quella regione (l’area sacro – coccigea) possono essere predisponenti per lo sviluppo della cisti pilonidale o causare l’infiammazione di una cisti già presente in loco.

Fattori di rischio

Esistono dei fattori i quali predispongono alla formazione di una cisti pilonidale. Tra questi troviamo:

  1. L’obesità: il soggetto obeso tende ad essere maggiormente predisposto alle recidive;
  2. Attività di tipo lavorativo o sportivo che portino il soggetto a restare seduto molto a lungo (con conseguente aumento della pressione sull’area coccigea);
  3. Igiene personale scarsa con presenza di una moltitudine di peli superflui;
  4. Una eccessiva sudorazione: la presenza di umidità rende più probabile lo sviluppo di flora batterica anaerobica la quale porta sovente al processo infettivo della cisti pilonidale;
  5. Una infiammazione locale o il susseguirsi di traumi che favoriscono infiammazioni di cisti già esistenti o ne favoriscono la formazione;
  6. L’indossare un indumento stretto in quella determinata area cutanea.

Diagnosi della cisti pilonidale

La cisti pilonidale è di facilissima diagnosi: la visita clinica la individua sulla scorta dei suoi sintomi più comuni. Gli orifizi esterni, la secrezione del materiale di natura purulenta, ecc.