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Clematide: Varietà, coltivazione, cura

Con il termine clematide si fa riferimento a oltre 250 specie diverse di piante erbacee o legnose, tutte appartenenti alla famiglia delle ranunculaceae. Sono piante sempreverdi in alcune casi, in altri dalle foglie caduche che, per via della loro vistosa e resistente fioritura, si adattano bene ai giardini.

Con il termine clematide si fa riferimento a oltre 250 specie diverse di piante erbacee o legnose, tutte appartenenti alla famiglia delle ranunculaceae. Sono piante sempreverdi in alcune casi, in altri dalle foglie caduche che, per via della loro vistosa e resistente fioritura, si adattano bene ai giardini.

Come si riconosce la clematide e quali sono le varietàclematide: le varietà

È possibile riconoscere la clematide dai suoi fusti sottili e semilegnosi, da cui talvolta fuoriescono viticci in grado di attaccarsi a tralicci, muri, recinzioni e che rendono la pianta un ottimo ramipicante. Le foglie sono di forma ovale o a cuore, di un colore verde brillante e ricoperte da una leggera peluria più chiara. Quanto alla fioritura, invece, dipende sia nel colore che nelle tempistiche dalla varietà in questione: le tonalità più frequenti sono, comunque, quelle del rosa, del viola o del blu, anche se esistono clematidi con fiori bianchi o gialli e, in alcuni casi, con fiori screziati e doppi.

 

Originaria dell’emisfero boreale infatti la clematide, come si è accennato, può essere di specie diverse. Tra le più diffuse ci sono:

  • la clematis armandii: originaria della Cina, oggi cresce anche a temperature più rigide come quelle del nord Italia se adeguatamente curata. È una delle poche specie profumate e sempreverdi e con una fioritura a mazzi, dai fiori anche molto grandi (fino a 5 centimetri di diametro).
  • La clematis viticella: anche questa molto diffusa in Italia, può raggiungere fino ai 4 metri di altezza e presenta grandi fiori con una colorazione che varia dal blu al rosso.
  • La clematis vitalba: cresce spesso spontanea e infestante, può arrivare in altezza ai 12 metri e ha una fioritura a pannocchia, con fiori più piccoli (massimo 2 centimetri), di colore bianco-panna, ma molto profumati.
  • La clematis montana: è, come suggerisce il nome stesso, una specie tipica delle alte quote, può crescere fino ai 10 metri e fa fiori dalle dimensioni medie (5-6 centimetri), bianchi o rosa ma con stami gialli e appariscenti. Nella varietà rubens presenta foglie che diventano rosse e poi sfumano gradatamente verso il bronzo in autunno.
  • La clematis alpina: è anch’essa tipica delle alte quote e, in Italia, si trova per lo più nei boschi delle Alpi. I fiori hanno colorazione azzurra o rosa e sono in genere singoli e penduli.

Come prendersi cura della clematideprendersi cura della clematide

Coltivare in giardino la clematide non è complicato come si può pensare: bastano un poco di attenzioni e si potrà godere della sua fioritura o la si potrà usare come rampicante su muri separatori, staccionate e simili. La prima cosa da ricordare è che sono piante che, essendo originarie di Asia e America continentale, amano i climi temperati. Anche alle nostre latitudini, insomma, crescono bene ma si dovrà badare, per esempio, a che la pianta riceva sole diretto per un numero sufficiente di ore al giorno.

 

Se sta in luogo eccessivamente ombreggiato, infatti, la clematide potrebbe non arrivare a fioritura. Per la sopravvivenza della pianta, però, bisogna fare attenzione anche a che piedi e radici si mantengano abbastanza freschi, lontani da vento e sole eccessivo che potrebbero bruciarle. Quanto alla tipologia di terreno, la clematide ha bisogno di un terreno soffice, fresco, ricco di sostanze organiche, ben drenato e possibilmente con non troppa argilla o torba.

 

Uno dei momenti più importanti per la coltivazione della clematide – che sopravvive anche in vaso, a patto di trapiantarla ogni due anni – è la messa a dimora. Meglio farla in primavera o in autunno: si parte scavando una buca profonda almeno 40 centimetri e riempendone il fondo con un concime alcalino; una volta posizionata la pianta basta ricoprire col terreno, c’è chi consiglia interrando anche le prime gemme inferiori in modo da permettere alla pianta di creare nuovi fusti sottoterra e risultare nel complesso più stabile. Può essere utile anche posizionare un tubo o una canna vicino alla pianta a cui questa possa aggrapparsi, specie se si intende creare un rampicante.


Esposizione e annaffiaturaclematide: esposizione e annaffiatura

Prendersi cura della clematide significa comunque, essenzialmente, provvedere a mantenerne fresche e umide le radici. Per questa ragione è essenziale annaffiare abbondantemente la pianta, in primavera anche 2 o 3 volte a settimana con almeno 5 litri d’acqua – in estate, soprattutto dove il clima è secco e le piogge sono scarse, l’operazione va ripetuta giornalmente. Per rendere più rigogliosa la fioritura può essere opportuno anche concimare la pianta. Ciò avviene in due fasi: durante l’autunno si può posizionare dello stallatico sul piede, mentre durante la fioritura è preferibile usare del concime liquido ricco in potassio durante l’irrigazione. La clematide è, infine, una pianta generalmente piuttosto sana e poco attaccata da parassiti. L’unico problema a cui può andare incontro è il wilt, cioè l’improvviso seccarsi del fusto: in questo caso l’unica soluzione è potare la pianta rasoterra e permettere alle gemme interrate di ricrescere.clematide