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Cocciniglia: parassita delle piante come riconoscerlo

La cocciniglia è un parassita che attacca le nostre piante preferite. Come riconoscere questo nemico e cosa fare per eliminarlo.

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La cocciniglia è un parassita che attacca le nostre piante preferite. Come riconoscere questo nemico e cosa fare per eliminarlo.

Che cos’è la cocciniglia?

La cocciniglia è un parassita delle piante che appartiene alla famiglia Coccoidea, all’ordine dei Rincoti. Questo insetto fitofago comprende diverse sottoclassi che hanno comportamenti e morfologia diverse, ma che hanno tutte una caratteristica comune: vivere sulle piante e cibarsi della loro linfa vitale. Per questa particolarità, la cocciniglia è considerata uno dei parassiti più comuni delle piante. Essa è pericolosa poiché se vi sono le condizioni giuste, climatiche e ambientali, essa può trascorrere sulla pianta tutta la vita. La cocciniglia è distinta in una specie polifaga e in una olifaga, in genere questi insetti possono essere parzialmente polifaghi, ovvero prediligono solamente alcune piante. Ovviamente sono ben in grado di distinguere la loro preda preferita.

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Caratteristiche della cocciniglia

Questo parassita è caratterizzato da un apparato orale appuntito e con capacità succhiante. Essa infatti si nutre della linfa delle piante che la ospitano. Questa caratteristica è solamente presente nelle femmine della specie, i maschi ne sono sprovvisti. Il maschio di questo insetto quindi ha vita breve e ha unicamente scopo riproduttivo. La cocciniglia è un insetto dalle piccole dimensioni, di solito raggiunge solo pochi millimetri e solo le femmine della specie tropicale può essere vistosamente grande: arrivando a 3 cm di lunghezza. I maschi sono comunque sempre di dimensioni minori e hanno zampe e ali, mentre le femmine non hanno ali. Il corpo della cocciniglia è ovale, ha il dorso convesso e le zampette che escono lateralmente. Vista al microscopio questa bestiola appare come un pelucchio ovale che si sposta sulla foglia.

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Riproduzione

La cocciniglia può riprodursi sia grazie al maschio, sia da una riproduzione asessuata, derivante da individui della specie ermafroditi, cioè che hanno organi genitali femminili e maschili insieme. Le cocciniglie possono essere vivipare oppure ovipare, così anche come ovovivipare. Se sono vivipare depongono le uova da cui poi nasceranno i piccoli sotto forma di neanidi, se ovipare nasceranno nel ventre della madre, nel terzo e ultimo caso le uova contenenti embrioni già formati si schiuderanno nel ventre della madre. Lo stadio larvale di questo insetto è la neanide, che attraversa 3 fasi prima di diventare adulta.

Le neanidi si nutrono della linfa della pianta ospite, restando fissa attaccata alla foglia. Le femmine di certe specie possono arrivare a deporre 600 uova, quindi è un parassita altamente infestante. Le uova di questo animale si possono schiudere in linea di massima tra marzo, giugno e settembre. In un anno la cocciniglia può dar vita a tre generazioni di insetti. La sottoclasse appartenente alla cocciniglia, determina il colore del parassita: bianco, rossastro, marrone o giallo.

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Come la cocciniglia infesta la pianta

Il maschio della cocciniglia usa le ali solo per spostarsi e arrivare alle femmine per accoppiarsi. Per attirare il compagno del sesso opposto le femmine usano emettere ferormoni. Dopo la nascita delle neanidi, i maschi hanno terminato il loro stadio di vita adulta e muoiono. L’infestazione della pianta avviene di conseguenza ad opera delle femmine e delle neanidi. La cocciniglia si lega per tutta la vita alle foglie e ai rami e in alcuni casi, alcune specie, si legano anche ai frutti. L’infestazione dei frutti è un danno soprattutto estetico, ma che non danneggia in sé la pianta. I danni maggiori si hanno invece da parte della femmina che succhia la linfa, bucando le foglie e danneggiando irrimediabilmente la pianta.

La cocciniglia in alcuni casi tende a formare anche uno scudo su sé stessa emettendo sostanze cerose che si vanno ad accumulare sul corpo e sul dorso andando a formare una barriera protettiva che impedisce l’azione di pesticidi e di altri predatori. Questo insetto infatti quando è giovane è facilmente vulnerabile. La cocciniglia durante l’attacco alla pianta secerne una soluzione melata zuccherina che ricopre la pianta, danneggiandola sia dal punto di vista estetico che nella produzione. Questa sostanza attira anche formiche che proteggono la cocciniglia da predatori e favorisce l’attacco da parte di funghi, che possono determinare fumaggine. Le punture di questo insetto possono anche portare malattie alla pianta.

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Sintomi e cause della cocciniglia

La cocciniglia è evidente dai sintomi sulla pianta ospite: la colorazione delle foglie, la forma che assumono, l’indebolimento generalizzato della pianta e dall’interruzione del suo sviluppo. Quando la cocciniglia attacca la pianta le foglie sono deformate, ingiallite o rosse, come bruciate e sono accartocciate. La melata prodotta dall’insetto crea una copertura scura che impedisce lo svolgimento della fotosintesi. La pianta appare sempre più indebolita, se non si fa nulla muore.

La cocciniglia si sviluppa quando il clima è arido, caldo e temperato: condizioni rigide e pioggia persistente non la fanno sopravvivere. La pioggia lava via le uova, anche se la femmina può resistere anche al freddo. Le piante in casa sono maggiormente ospitali per questo insetto, perché di solito si tratta di ambienti caldi e asciutti. In giardino la causa è da ricercare nella natura della pianta, come detto alcune sono amate particolarmente da questo insetto, e dall’eccessiva esposizione al sole. Potature sbagliate e scarsa irrigazione possono essere ulteriori fattori di rischio.

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Tipi di cocciniglia

Cocciniglia” è un termine che accomuna differenti tipi di parassiti della stessa categoria, ma che hanno ogni tipo delle peculiarità specifiche. Non tutte le cocciniglie inoltre sono infestanti per la pianta. Tra le più temute vi è di certo la cocciniglia cotonosa (Icerya purchasi) e quelle di tipo farinoso.

La specie definita cotonosa attacca legumi, piante ornamentali e agrumi. L’insetto appare bianco , con il dorso irregolare, così come la testa. La riproduzione di questo insetto è asessuata, perché sono femmine ermafrodite. Questo tipo di cocciniglia provoca danni soprattutto per la produzione di melata.

Le cocciniglie farinose attaccano invece piante ornamentali, piante di agrumi, la vite e il fico. Queste cocciniglie producono una cera filamentosa che forma sulla pianta un manto farinoso. Anche questo esemplare è bianco, con tante zampe per favorirne il movimento.

Un altro tipo diffuso è la cocciniglia a zampe corte, che attacca altre piante ornamentali e l’ulivo. Esse sono un parassita immobile dal colore rosso-marrone. Sono rosse anche le cocciniglie che attaccano il kaki, l’olmo, la pianta di susine, il ribes, la vite, la magnolia e altre piante ornamentali. Anche queste sono sempre immobili. Un altro genere è costituito dalla cocciniglia di colore giallastro che vivono immobili sopra rami e fusti di alberi. Queste non producono melata.

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Combattere la cocciniglia

Con la cocciniglia la cosa migliore è agire con una lotta chimica oppure biologica. La chimica avviene sostanzialmente usando oli minerali, ovvero insetticidi che sono derivati del petrolio e che hanno un’azione tossica e asfissiante per l’insetto. Molti di questi prodotti tuttavia non sono più ammessi in agricoltura, resta solo la tipologia di oli bianchi perché maggiormente raffinati hanno un impatto minore sull’ambiente. L’efficacia non è molta se non vengono associati ad insetticidi di altro tipo che ne potenziano l’azione. Questi oli vanno applicati sulle piante alla fine dell’inverno, quando le gemme sono gonfie e quando le uova dell’insetto stanno per schiudersi: il momento di maggiore vulnerabilità. Un’alternativa meno pericolosa per la pianta stessa è costituita dal piretro o dalla naftalina. Oppure si può anche impiegare il sapone molle, efficace sui parassiti succhianti. Attenzione a non usare quelli addizionati con sgrassanti o coloranti perché bruciano le foglie e fanno morire la pianta.

Come metodi biologici si possono usare insetti nemici, predatori di questo parassita: la vespa parassita, imenotteri, acari, coccinelle e scarafaggi. Per le piante di appartamento si può passare foglia per foglia con del cotone intriso di alcool. Quando piove, mettere fuori le piante affinché si puliscano è un metodo per prevenire questo parassita.