La commozione cerebrale, spesso utilizzata come sinonimo di trauma cranico minore o trauma cranico lieve, definisce in realtà una vera e propria entità fisiopatologica a sé stante caratterizzata dall’alterazione temporanea delle funzioni cerebrali, dovuta ad un trauma, e accompagnata da una serie di sintomi fisici e cognitivi che, d’altra parte, in alcune circostanze possono non essere rilevabili e/o riconosciuti. Si stima, infatti, che una buona parte delle diagnosi di commozione cerebrale risulti misconosciuta al primo esame obbiettivo.

I traumi ai quali abitualmente si fanno risalire la maggior parte delle commozioni cerebrali sono rappresentate da: incidenti automobilistici, infortuni accidentali, come quelli domestici (il più delle volte sottovalutati) e infortuni sportivi.

Quando avviene il trauma, il cervello subisce uno scuotimento e la persona a quel punto subentra in uno stato di confusione che solitamente ha una durata di pochissimi minuti. La commozione cerebrale è dunque un sintomo causato da una evidente alterazione delle strutture nervose che hanno la funzione di controllare lo stato di coscienza di ognuno di noi. Tendenzialmente gli effetti di questo problema sono per la maggior parte dei casi reversibili e di breve durata ma, se non adeguatamente riconosciuti e trattati, potrebbero causare alterazioni importanti delle capacità motorie, psichiche e cognitive.

Fisiopatologia

Cause principali

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Come abbiamo accennato, le principali cause della comparsa di commozione cerebrale possono essere le cadute accidentali, gli incidenti stradali e gli infortuni causati da attività fisica. Una persona può subire una commozione cerebrale anche quando la testa, oppure la parte superiore del corpo, vengono scosse in maniera violenta e ripetuta.

Alla base del problema c’è un movimento importante di una parte del cervello, conosciuta con il nome di RAS (Reticular Activating System), ovvero sistema di riattivazione reticolare.
Questo RAS è un insieme di cellule che compongono il tessuto cerebrale appartenenti al sistema nervoso centrale, che serve a regolare il senso di consapevolezza e coscienza, e tenere sotto controllo lo stato di veglia con il ritmo circadiano.

Il RAS inoltre funge da filtro, ovvero si occupa di ignorare informazioni inutili e prestare attenzioni su quelli importanti.

Quando avviene un trauma cranico, il cervello si sposta dalla sua posizione naturale per un periodo di tempo più o meno breve, ed in questa fase si interrompe l’attività elettrica da parte dei neuroni che costituiscono il RAS, che a sua volta provoca la perdita di memoria temporanea e la comparsa di incoscienza con confusione mentale. Questa interruzione dell’attività elettrica, causata dallo spostamento momentaneo del cervello dalla sua posizione naturale, può comportare anche gravi conseguenze.

Soggetti a rischio

I soggetti più a rischio di commozione cerebrale sono gli anziani e i bambini che impiegano molto più tempo per recuperare le capacità fisiche e che presentano, già di per se, un’anatomia favorevole a questo tipo di danno essendo il loro encefalo molto più piccolo della scatola cranica che lo contiene e quindi più soggetto a movimento e concussione durante gli spostamenti e i traumi.

Quando questi subiscono un trauma, una commozione cerebrale deve essere sempre sospettata e questa deve essere curata tempestivamente e nel migliore dei modi, in maniera tale da non doversi rendere evidente poi in seguito per mezzo di una qualche complicanza subentrata.

Anche determinate attività sportive causano questi traumi, come il calcio, il rugby, la boxe, il ciclismo e le arti marziali in generale.

In ultimo, ma non per importanza, alcuni fattori che aumentano il rischio di sviluppare complicanze da un trauma cranico anche innocuo sono: interventi chirurgi precedenti, con età del paziente superiore ai 65 anni, condizioni che alterano il processo di coagulazione come emofilia e trombofilia e l’utilizzo cronico di farmaci anticoagulanti/antiaggreganti (es. Warfarin/Acido Acetilsalicilico).

Sintomi cognitivi,sintomi fisici e segni

Commozione cerebrale

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I sintomi cognitivi che possono presentarsi a causa di un trauma alla testa sono:

  • Perdita di memoria che può riguardare sia gli eventi precedenti il momento del trauma (Amnesia Retrograda) e sia quelli subito successivi allo stesso (Amnesia Anterograda)
  • Confusione mentale generale
  • Diminuzione dei riflessi

Ora elencheremo tutti i sintomi fisici che si possono manifestare a causa di questo problema cerebrale sottolineando, ancora una volta, come in alcune circostanze possano non repertarsi sebbene vi sia un danno anatomopatologicamente rilevabile:

  • Disturbi oculari
  • Dolore alla testa
  • Ronzio alle orecchie
  • Vomito
  • Nausea
  • Vertigini
  • Fotofobia
  • Sensibilità al rumore
  • Alterazioni del gusto
  • Alterazioni olfattive
  • Perdita di equilibrio
  • Problemi di coordinamento motorio
  • Stanchezza cronica
  • Mancanza di energie
  • Insonnia
  • Sonnolenza permanente

I segni di una commozione cerebrale sono, ancor più dei sintomi, spesso irrilevabili a causa di una vasta eterogeneità di presentazione e ci teniamo a ricordare che non sempre il paziente tende a perdere coscienza. Oltretutto segni e sintomi, se non presenti al momento del trauma, potrebbero anche rendersi evidenti molti giorni dopo l’accaduto, motivo per il quale l’osservazione del paziente nei giorni successivi resta il cardine del trattamento.

Alcuni dei segni che assolutamente non devono essere sottovalutati e che richiedono l’intervento medico immediato perché veri e propri campanelli d’allarme nel paziente traumatizzato sono:

  • stato di incoscienza prolungato e non responsività del soggetto per oltre 1 ora
  • difficoltà di comprensione
  • difficoltà nel rimanere sveglio nonostante gli stimoli
  • comportamenti insoliti, agitazione, aggressività e confusione estrema
  • difficoltà di visione duratura, movimenti oculari incontrollati e pupille di dimensioni differenti
  • convulsioni

Diagnosi e gestione della commozione cerebrale

A seguito di un trauma, escluse primariamente evenienze che richiedono trattamenti immediati d’emergenza come l’emorragia intracranica o i traumi midollari, la gestione del paziente si limita, in prima battuta, all’osservazione clinica. Si utilizzano differenti scale e test per esplorare la sfera neuropsicologiche del paziente e diverse funzioni come l’attenzione, la memoria, la coordinazione, i riflessi etc. 

La metodica di imaging più utilizzata in queste circostanze è la Tomografia Computerizzata (TC) che in prima linea va ad escludere il sanguinamento in atto così come lesioni cerebrali gravi; essa non viene proposta a tutti i pazienti ma solo a quelli che mostrano segni e sintomi d’allarme all’esordio o in progressione o che, per alcune caratteristiche in possesso, risultano maggiormente a rischio di complicazioni.

La diagnosi di commozione cerebrale può dunque essere fatta sulla base dei riscontri fisici e neurologici obiettivi del paziente, sulla durata della perdita di coscienza (che dev’essere inferiore ai 30 minuti) , dell’amnesia post-traumatica (di solito inferiore alle 24h) e sul punteggio della Glasgow Coma Scale (che dovrebbe variare da 13 a 15) e non richiede, eccezion fatta per alcune circostanze, alcuna indagine strumentale.

Il trattamento prevede un attento monitoraggio del paziente nei giorni successivi all’evento traumatico che, a seconda della gravità del trauma appunto, sarà di durata variabile e il riposo, sia fisico che cognitivo. Quest’ultimo dovrà essere protratto fino alla scomparsa totale o quasi di tutti i segni e i sintomi correlati al trauma cosa che avviene, salvo complicazioni, nel giro di 7-10 giorni per gli adulti e in un periodo anche più lungo per i bambini e gli adolescenti.

Fonti e bibliografie

  • Medicina di emergenza e di pronto soccorso – IV edizione completamente rivista e aggiornata. Balzanelli – Miniello – Ristagno – Berlot – Sinagra – Locatelli – Astuto – AAVV; Ed. CIC Edizioni Internazionali; 2018
  • Concussion: Evaluation and management. Alexandra Stillman, MD, Michael Alexander, MD, Rebekah Mannix, MD, Nancy Madigan, PhD, Alvaro Pascual-Leone MD, PhD , William P. Meehan III, MD; Cleveland Clinic Journal of Medicine; 2017
  • The New Neurometabolic Cascade of Concussion. Christopher C. Giza, David A. Hovda, PhD; Neurosurgery; 2014

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia