Congedo parentale 2017: come funziona e per quanto spetta

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Il congedo parentale veniva in passato chiamato permesso parentale. Possono usufruirne sia la mamma che il papà fino a quando il bambino non raggiunge i 12 anni. Entrambi i genitori possono astenersi per un totale di 10 mesi dal lavoro. Sono cumulativi, vale a dire che il genitore può chiedere anche un giorno o poche ore quando ha bisogno, magari per prendersi cura del bambino.

Questo congedo permette al genitore di stare vicino al bambino nei primi anni di vita. Non devono esserci motivazioni precise. Mamma e papà possono chiedere il permesso anche per vedere una partita del bambino, oppure un saggio scolastico.

Quando uno dei due genitori non è un lavoratore subordinato, l’altro può usufruire pienamente del congedo parentale. Si tratta in definitiva della maternità facoltativa. Come funziona in pratica? Le cose sono un po’ meno semplici di quanto possa sembrare. Se la madre e il padre lavorano entrambi e tutti e due possono richiedere il congedo parentale, non possono richiedere a testa più di sei mesi, ne continuativi ne frazionati. Se solo un genitore ne ha diritto, questo periodo non può superare i 10 mesi. Ultimamente però la legge ha deciso di incentivare le richieste da parte del padre, permettendogli di usufruire di un periodo pari a sette mesi, se tre sono consecutivi.

Per i figli con handincap grave, la legge prevede che sia richiesto il prolungamento del congedo parentale fino ad un massimo di tre anni fino a quando il bambino non raggiunge i 12 anni. Non è possibile farne richiesta se il figlio si trova a tempo pieno in una struttura sanitaria dove non è richiesta la presenza del genitore.

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Qual è il trattamento economico?

Fino al sesto anno di età, la retribuzione è del 30%, per un totale di sei mesi considerando le ore chieste da entrambi i genitori. Tra il sesto e l’ottavo anno, la retribuzione resta invariata solo quando il reddito è molto basso. Altrimenti a partire dal sesto anno, le giornate di congedo non vengono retribuite.

Come funziona il congedo parentale 2017

La legge prevede che entrambi i genitori possono astenersi, anche contemporaneamente, dal lavoro. In questo modo possono assistere al bambino. Questo periodo può essere suddiviso in mesi, settimane, giorni o anche in ore. La madre può astenersi per massimo sei mesi, il padre per massimo sette. Quando solo un genitore può richiedere il congedo parentale, non deve superare il limite di 10 mesi.

I lavoratori parasubordinati, che non percepiscono pensioni e non sono iscritti a forme previdenziali obbligatorie, possono usare il congedo parentale per tre mesi, entro il primo anno del neonato. Lo stesso vale per le madri che lavorano come autonome. Per il padre autonomo il congedo parentale non è previsto.

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Come funziona in caso di adozione

Dal momento in cui il bambino entra in famiglia, sia per adozione che per affidamento, i genitori possono richiedere il congedo parentale. Il figlio deve essere entrato a far parte della famiglia prima degli otto anni. I permessi devono essere richiesti prima che raggiunga la maggiore età.

A chi spetta il congedo parentale?

Sono diverse le categorie di lavoratori che possono usufruirne, sia privati che pubblici. Da adesso anche i professionisti iscritti alla gestione separata possono accedere al congedo, così come i parasubordinati, i venditori a domicilio e i collaboratori a progetto.

Possono accedere coloro che lavorano come dipendenti nel settore privato. Ad esempio gli operai, gli apprendisti, i dirigenti e gli impiegati. Chi lavora nel campo agricolo a tempo determinato, purché il congedo è richiesto nel primo anno di vita. Devono essere state lavorate l’anno precedente 51 giornate di lavoro. Possono essere richiesti i permessi fino al terzo anno, quando il genitore è iscritto agli elenchi agricoli. Anche i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps.

Il Decreto Salva Italia ha aperto le porte anche ai lavoratori a progetto. Il congedo parentale è a carico dell’INPS. Il lavoratore può chiedere fino a 1/6 di congedo parentale rispetto alla durata totale del lavoro, che non deve essere inferiore a 20 giorni. Entro il primo anno di vita, per un massimo di tre mesi, può ottenere il 30% di retribuzione. Devono essere stati versati almeno tre mesi di contributi.

Anche le lavoratrici autonome come le artigiane, le coltivatrici dirette, le imprenditrici agricoli professionali etc possono ottenere il congedo parentale solo quando sono stati versati i contributi del mese precedente e che realmente si astengono dal lavoro.

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Come viene calcolato il 30%?

Il 30% della retribuzione viene calcolato sulla base della retribuzione del mese precedente, giorno per giorno.

Come si fa la richiesta online?

La richiesta di congedo parentale va inoltrata online attraverso il sito Inps. Possono farlo solo coloro che possiedono il Pin, altrimenti va richiesto in istituto. Una volta inseriti i dati richiesti, va inviata la domanda. Dopo va eseguita la procedura guidata. Infine va allegata la documentazione necessaria. Sempre dal sito può essere visionato lo stato della pratica inoltrata. Le domande possono essere presentate anche attraverso il Patronato oppure attraverso il Contact Center Multicanale.

I documenti da allegare sono la copia del documento d’identità per i lavoratori. Per i “genitori soli” deve essere allegato il certificato di morte o l’autocertificazione in caso di morte dell’altro genitore. In caso infermità grave dell’altro genitore l’autocertificazione, così come quando l’altro ha abbandonato il figlio.

I genitori che hanno adottato o preso in affidamento un bambino devono presentare copia del provvedimento in questione e del documento che attesta la data d’ingresso del bambino in famiglia. Chi è iscritto alla gestione separata deve allegare una copia della dichiarazione presentata al fine fiscale e la copia dei modelli F24 per attestare il versamento dei contributi. La domanda al datore di lavoro deve essere presentata almeno 15 giorni in anticipo.

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Malattia durante il congedo

Se il genitore sotto congedo parentale si sente male e deve quindi prendere un periodo di malattia, deve notificarla in modo che possa essere sospeso il congedo parentale, attivato quello di malattia fino al suo termine e dopo, viene ripreso il congedo.