Negli ultimi anni diverse ricerche hanno dimostrato che un incremento dell’uso della cannabis, favorito alla regolamentazione del settore, è stato associato a livelli ridotti di uso e abuso di oppiacei. Tuttavia, nuovi dati vanno anche oltre, e indicano come molti pazienti sostituiscano analogamente la marijuana a una varietà di altre sostanze, tra cui alcool, tabacco e benzodiazepine.

A scoprirlo è stato un team di ricercatori di Canada e Stati Uniti, che ha intervistato oltre 2.000 pazienti che assumevano cannabis medica. Ebbene, i ricercatori hanno riferito che quasi il 70 per cento degli intervistati ha dichiarato di aver assunto cannabis abbandonando farmaci da prescrizione, principalmente oppiacei. Il 45 degli intervistati ha riconosciuto di sostituire la cannabis all’alcol e il 31 per cento degli intervistati ha dichiarato di consumare marijuana al posto del tabacco.

Tra coloro che hanno riferito di aver sostituito l’alcol con la cannabis, il 31 per cento ha detto di aver smesso del tutto di usare alcolici, mentre il 37 per cento ha riferito di aver ridotto la sua assunzione di almeno il 75 per cento. Il 51 per cento di coloro che hanno riferito di aver sostituito la cannabis con il tabacco ha dichiarato di aver cessato completamente con il suo uso.

Lo studio di cui ora traiamo la sintesi non è certo il primo che riflette sugli effetti sostitutivi della cannabis. Un’analisi condotta nel 2017 su pazienti di cannabis medica ha ad esempio riferito che il 25 per cento del campione ha riferito di sostituire la cannabis all’alcol, mentre il 12 per cento l’ha sostituita al tabacco.

Numerosi studi indicano altresì che l’accesso legale alla cannabis è associato ad una riduzione della spesa complessiva nazionale di farmaci da prescrizione. Mentre gran parte di questa riduzione è il risultato del ridotto uso di oppiacei, gli studi riportano anche una diminuzione del consumo di altri farmaci prescritti, come gli ausili per il sonno, gli antidepressivi e i farmaci ansiolitici.

Un altro studio del 2019, condotto da un gruppo di ricercatori canadesi, ha poi riferito che l’uso di marijuana è associato alla sospensione delle benzodiazepine, un popolare farmaco ansiolitico. Secondo le conclusioni dello studio, il 45 per cento dei partecipanti ha cessato l’uso di benzodiazepine.

Tutte queste scoperte scientifiche sono dunque in aperto contrasto con la cosiddetta “teoria della porta d’ingresso”, ovvero la teoria secondo cui che l’esposizione alla marijuana induce i consumatori a utilizzare sostanze sempre più intossicanti e che creano dipendenza. Al contrario, per molte persone la cannabis sembra agire come una “porta di uscita” da farmaci potenzialmente letali, alcol, sigarette e persino altre sostanze illecite come la cocaina.

Fonte

Marijuana access is associated with decreased use of alcohol, tobacco and other prescription drugs – TheHill.com

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia