Diabete, 3 pazienti lo interrompono con la dieta del digiuno

La dieta a intermittenza potrebbe dare una mano per poter contrastare il diabete?

dieta del digiuno

La dieta del digiuno, o digiuno intermittente, potrebbe interrompere il diabete in alcuni pazienti. Certo, si tratta di una notizia importante ma da prendere con la dovuta cautela, pur essendo comunque una buona novità in diverse tipologie di persone, che potrebbero far regredire la malattia attraverso il digiuno a giorni alterni.

A suggerire la valutazione di cui sopra è una recente ricerca pubblicata sull’ultimo numero del British Medical Journal Case Reports, e condotta da Jason Fung del Scarborough Hospital in Canada.

Ad ogni modo, come sopra abbiamo già avuto modo di anticipare, sarebbe opportuno non saltare troppo rapidamente alle conclusioni, poiché 3 soli casi clinici non sono certamente un campione sufficientemente rassicurante.

Peraltro, sottolineano i medici, è anche vero che il dimagrimento sostenuto nel tempo sia molto efficace contro il diabete, tanto che 8 diabetici su 10 hanno un’eccedenza ponderale, tanto che si tratta di “diabesità”. Partendo da questo spunto, è dunque abbastanza chiaro che se il paziente riesce a perdere peso, riesce a contribuire all’ottenimento di un maggior controllo della glicemia e, pertanto, almeno in via apparente il diabete riesce a regredire.

Tornando allo studio, l’analisi ha coinvolto alcuni maschi tra i 40 e i 67 anni, in sovrappeso, posti in digiuno terapeutico. I giorni in cui la loro alimentazione era normale, sono stati così alternati a giorni in cui potevano bere solo tè, caffè, acqua e brodo, e consumare una cena leggera.

I pazienti hanno anche potuto sospendere i farmaci, almeno in parte, per il controllo del diabete. E tutti hanno mostrato un abbassamento dei valori glicemici, sia in condizioni di digiuno sia in termini di glicemia media, con perdita dal 10% al 18% del peso iniziale.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia