Diabete mellito: cosa è e quali sono le sue cause

 

Il diabete è una nota e diffusa alterazione del metabolismo, che è conseguente a un calo di attività dell’insulina. Dunque, considerando che nei pazienti diabetici tale ormone scarseggia o non riesce a svolgere una normale azione, il diabete mellito è contraddistinto per frequenti situazioni di iperglicemia, alla quale con il passare del tempo potrebbe accompagnarsi qualche complicazione sui vasi sanguigni, come la macro o microangiopatia.

Quando si soffre di diabete?

quando si soffre di diabete

Il diabete è caratterizzato da una condizione di iperglicemia. Per poterla determinare è sufficiente effettuare un prelievo di sangue venoso, e determinare su di essa la quantità di glucosio presente. Stando a quanto affermano i criteri dell’ADA, per poter accertare che una persona è affetta da diabete, devono essere soddisfatti i seguenti criteri:

  • Quando la glicemia è > a 200 milligrammi di glucosio su decilitro di sangue (mg/dl) in qualsiasi momento del giorno;
  • Quando la glicemia a digiuno è > a 126 mg/dl;
  • Quando la glicemia dopo 120 minuti dall’OGTT (prova con carico orale di glucosio) è > a 200 mg/dl.

Come classificare il diabete

Il diabete può essere suddiviso in cinque distinte classi, qui riassunte:

  1. un diabete “insulino-dipendente (IDDM)”, definito in precedenza anche diabete infanto-giovanile;
  2. un diabete “non insulino-dipendente” (NIDDM), definito anche diabete dell’età adulta o della maturità;
  3. un diabete da malnutrizione, particolarmente comune nei paesi tropicali;
  4. altri tipi di diabete secondari a patologie diverse, come malattie pancreatiche (pancreatite cronica, tumore del pancreas), affezioni endocrine responsabili di una eccessiva secrezione di ormoni controregolatori (sindrome di Cushing, acromegalia, feocromocitoma, ipertiroidismo, glucagonoma, somatostatinoma, aldosteronoma); uso di farmaci che inducono iperglicemia (glucocorticoidi, ormoni tiroidei, interferone, pentamidina, agonisti adrenergici); assunzione di sostanze tossiche; anomalie dell’insulina o del suo recettore; anomalie genetiche;
  5. un diabete gestazionale (GDM), legato alla gravidanza.

Secondo altri studi è invece possibile distinguere il diabete in:

  • diabete di tipo 1, rappresentato per la quasi totalità dalla forma immunomediata (cioè, la disregaolazione del sistema immunitario del soggetto);
  • diabete di tipo 2, dovuto ad un deficit di secrezione dell’insulina da parte delle cellule del pancreas o alla condizione di resistenza dei tessuti all’azione della stessa insulina.

Quali sono le cause del diabete

Diabete mellito

Acquisita la distinzione di cui sopra, si può ricordare che il diabete primario di tipo 1 è condizionato da fattori genetici, che possono conferire una predisposizione a sviluppare la malattia. Per poterla provocare occorrono tuttavia alcuni fattori esterni al soggetto, come alcune infezioni di tipo virale. Il diabete di tipo 1 è infatti una malattia autoimmunitaria, che comporta la distruzione delle cellule del pancreas deputate alla produzione di insulina, da parte dello stesso sistema immunitario del soggetto. Il processo di distruzione in questione viene innescato da alcuni anticorpi, che si ribellano contro le cellule del pancreas. Tale processo provoca l’attivazione di altre cellule del sistema immunitario che a loro volta distruggono le cellule pancreatiche stesse.

Nel diabete primario di tipo 2 sono ancora i fattori genetici a svolgere un ruolo fondamentale (probabilmente, perfino più importante di quanto non accada nel diabete primario di tipo 1). Non esiste alcuna relazione tra il diabete di tipo 2 la disregolazione del sistema immunitario. È stato altresì osservato che in tale tipo di diabete la funzione delle cellule pancreatiche non normale, e inizia a declinare gradualmente con il tempo, iniziando addirittura 10 anni prima che venga diagnosticato il diabete (quando la funzione delle cellule è oramai ridotta al 30% del normale).

A questo punto la secrezione insulinica è incapace di compensare la resistenza a tale ormone, e la malattia metabolica diviene quindi evidente. Dunque, nell’insorgenza del diabete di tipo 2 giocano un ruolo essenziale due fattori: da una parte la resistenza del tessuto muscolare all’insulina, che dunque verrà iperstimolata, e il declino che con il tempo avverte la funzione delle cellule pancreatiche. Giocano altresì un ruolo di supporto all’insorgere della malattia l’aumento di peso corporeo, che comporta un’incrementata sintesi dei trigliceridi, che si accumulano nelle cellule pancreatiche e determinano una diminuita funzione. L’esercizio fisico può invece ostacolare l’insorgenza di questo tipo di diabete.

Per quanto infine concerne il diabete secondario, e in particolare nelle forme con alterazioni endocrine, l’iperglicemia sembra essere dipendente dalla eccessiva produzione di ormoni ad attività controinsulare come il cortisolo, GH, ormoni tiroidei, adrenalina.

Detto ciò, ricordiamo infine che nel diabete di tipo 1 si avverte una riduzione assoluta della produzione di insulina che, nel caso più estremo, può giungere alla completa abolizione. Generalmente una certa quantità di insulina continua ad essere prodotta in fase iniziale. Nel diabete di tipo 2 la produzione di insulina è normale o aumentata, ma è ridotta rispetto alle necessità. Il prolungato deficit di insulina comporta quindi uno stato di calo di sensibilità dei tessuti all’azione dell’ormone.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia