Questo sito contribuisce alla audience di logo ilmessaggero

Dieta Paleo: il regime alimentare dell’età della pietra

Sicuramente avete sentito già parlare di Dieta Paleo o Paleodieta. Esso è un tipo di regime alimentare che si basa sul proprio corredo genetico. Come funziona esattamente?

Che cos’è la Dieta paleo

L’uomo è comparso due milioni di anni fa e secondo i teorici di questa dieta la sua composizione genetica non è cambiata di quasi nulla. Le informazioni nutrizionali restate in memoria secondo il nostro codice genetico sarebbero quindi identiche a quelle che c’erano nell’era della pietra. Sostanzialmente quindi se siamo progrediti in tutti gli altri settori, non lo siamo affatto per quel che riguarda la genetica.

Cosa mangiava l’uomo del paleolitico

Le informazioni sugli alimenti dell’uomo dell’età della pietra ci vengono fornite da resti scheletrici, dal tipo di usura dei denti, dagli strumenti utilizzati, da considerazioni sui resti di animali e vegetali trovati nei siti identificati come preistorici. In base a tutti questi elementi è possibile stabilire com’è avvenuta l’evoluzione alimentare che inizia dai primi uomini (4 milioni di anni fa, in Africa orientale) sino all’Homo sapiens. Nel 99% del tempo, l’uomo ha cacciato, raccolto e pescato, privilegiando un metodo rispetto ad un altro nelle varie fasi, in base alle condizioni ambientali. L’alimentazione comunque si basa sostanzialmente su carne e pesce, su semi e noci, vegetali di diverso tipo e frutta.

La Dieta Paleo è stata un’idea del dottor Loren Cordain che lavora presso l’Università del Colorado. Questi ha sottolineato come quasi il 60% delle calorie in quel tempo derivasse dall’ingestione di animali, in particolare, gli uomini preferivano l’assunzione di organi interni e midollo osseo e solo di rado si nutrivano di uova. Le tribù più antiche conservano ancora questo tipo di alimentazione: gli aborigeni del deserto in Australia, le tribù delle Filippine, gli indios dell’Amazzonia.

Cosa mangiava l’uomo del paleolitico

All’incirca 12.000 anni fa, avviene l’introduzione dell’agricoltura, che secondo le teorie dello studioso ha completamente stravolto il nostro organismo, che ancora non lo ha ancora accettato. La conservazione del cibo non era nelle note dell’uomo primitivo, come lo è difficilmente oggi. Gli alimenti quindi di questo tipo, come cereali, latte e derivati, sarebbero secondo questa teoria in contrasto con le caratteristiche genetiche umane. Questi alimenti sarebbero molto calorici, ma poveri di nutrienti utili per l’uomo, a differenza di quelli consumati precedentemente all’evoluzione dell’agricoltura, che erano ricchi di vitamine, di Sali minerali, proteine etc.

Questo impatto sul corredo genetico ha scatenato quello che è definito Sindrome X o disinsulinismo, che ha causato patologie notissime al giorno d’oggi come l’ipertensione, l’obesità, l’iperlipidemie, il diabete, malattie cardio circolatorie e altre. Per un evoluzione genetica corretta per alimentarsi con i cibi dell’agricoltura e dell’allevamento, secondo la stima di questi studiosi della Dieta Paleo, dovrebbero passare tra i 20mila e i 60mila anni, quindi manca ancora.

Quindi secondo la dieta Paleo cosa si mangia?

  • Frutta e vegetali non amidacei: perché ricchi di acqua e il nostro corpo è costituito principalmente da essa; perché sono ricchi di vitamine, minerali e fibre, quindi sono ottimi spazzini e mitgano l’eccesso di insulina. Questi aono anche ricchi di fruttosio, soprattutto la frutta, uno zucchero a basso indice glicemico che fornisce energia evitando pericolosi sbalzi glicemici.
  • Verdura in quantità: perché produce nel corpo umano un ambiente alcalino con effetto protettivo per le ossa e la salute.
  • Carne magra, pesce, frutti di mare: alimenti ricchi delle cosiddette proteine nobili che contengono pochi grassi saturi. Il pesce in particolare è un’ottima fonte di proteine con l’aggiunta di grassi (Omega 3) quando non vengono fatti crescere in allevamento. Queste sostanze sono essenziali per l’organismo.
  • Frutta secca: ricca di proteine vegetali e ottima fonte lipidica.

Cosa non bisogna mangiare

Prodotti industriali, trattati e i cosiddetti cibi spazzatura sono da eliminare totalmente. Così tutti i dolcificanti, gli alimenti con grassi idrogenati, oli raffinati e prodotti con conservanti e coloranti. Vanno anche esclusi caffè e alcol.

Quali sono le regole della Dieta Paleo

Quali sono le regole della Dieta Paleo

Secondo il dott. Cordain, in primo luogo non bisogna calcolare l’apporto calorico di quello che si mangia, ma bisogna nutrirsi fino a quando si è sazi. L’importante è scegliere certi alimenti specifici e di qualità: la qualità va scelta rispetto alla quantità. Bisogna assumere una buona quantità di proteine animali, mangiare meno carboidrati, favorendo piuttosto frutta e verdura, senza tuberi, cereali e zuccheri di tipo raffinato.

La fibra deve essere presa da quantitativi elevati di frutta e verdura. È bene assumere con regolarità Omega 3 e Omega 6, quindi mangiare pesce e frutti di mare con periodicità. Meglio scegliere cibi ricchi di potassio ma poveri di sodio. La dieta Paleo perfetta dovrebbe essere perlopiù alcalina, cioè ricca di Sali minerali come il calcio, il potassio e il magnesio.

Considerazioni sulla dieta Paleo

È evidente che gli alimenti consigliati da questa dieta sono molto calorici. È sebbene vero che da quando l’uomo ha iniziato ad assumere cereali sono insorte diverse patologie.

A parte il regime della dieta paleo, molti parlano di come sarebbe meglio evitare il glutine. Questa proteina infatti, contenuta in diversi cereali, sarebbe una proteina capace di dar luogo a forti reazioni autoimmuni a livello del pancreas, dell’intestino e della tiroide. I cereali contengono anche fitati che riducono l’assorbimento dei Sali minerali e l’assimilazione proteica, e esorfina che provoca dipendenza.

La dieta paleo demonizza i latticini e propone invece l’assunzione di grassi come omega 6 e omega 3. Questo rapporto è discutibile. Il rapporto di questi due grassi in generale risulta squilibrato nelle bestie di allevamento che si nutrono di cereali. Ad ognuno resta la libertà di riflettere e poi effettuare le sue scelte alimentari, l’importante è che rispettino quelle degli altri.