Diete sane possono proteggere contro la demenza

Il ricorso a diete sane ed equilibrate può proteggere contro la demenza in età più avanzata: ecco i risultati di un recente studio.

Diete sane
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Il modo migliore per mantenere la mente “fresca” con l’avanzare dell’età? È probabilmente quello di mangiare una dieta sana, secondo quanto ci suggeriscono alcune recenti ricerche, secondo cui un piano dietetico variegato nella mezza età può influenzare positivamente il rischio di demenza in età avanzata.

In particolare, uno studio ha esaminato i partecipanti che seguono una dieta di tipo mediterraneo, gli approcci dietetici per fermare l’ipertensione (DASH) e il c.d. APDQS, un indicatore di qualità alimentare basato sui benefici nutrizionali di particolari alimenti.

Lo studio ha coinvolto oltre 2600 partecipanti, uomini e donne, di età compresa tra i 25 e i 45 anni. La dieta di ciascun partecipante è stata valutata con questionari ripetuti in tre momenti, che sono stati utilizzati per determinare l’apporto dietetico medio per ogni individuo.

Ebbene, coloro che hanno seguito i primi due modelli dietetici hanno avuto la migliore salute cognitiva a 50 – 55 anni, rispetto al terzo. Ma perché?

Probabilmente, perché queste diete concentrano molta attenzione su grassi monoinsaturi, legumi, proteine, fibre e micronutrienti come tiamina, folato, magnesio, zinco, ferro e potassio. La dieta tipica di alcuni Paesi come gli Stati Uniti è invece ricca di grassi trans e saturi, vegetali altamente trasformati e altri alimenti, così come zucchero raffinato e sale. Al contrario, la dieta mediterranea è ricca di cereali integrali, frutta a guscio, frutta, verdura e olio d’oliva e povera di carni lavorate, carni rosse, grassi trans o saturi e zuccheri raffinati.

Oltre alla salute del cervello, è stato suggerito che la dieta mediterranea abbia anche effetti protettivi contro le malattie cardiovascolari. In un altro piccolo studio dell’Università di St Louis, i partecipanti che seguono una dieta mediterranea hanno mostrato migliori prestazioni di resistenza rispetto a quelli che seguono una dieta convenzionale meno sana.

I ricercatori hanno poi coinvolto i partecipanti in un percorso cinque chilometri su un tapis roulant, una volta dopo quattro giorni di dieta mediterranea e un’altra volta dopo quattro giorni di dieta occidentale. È emerso che dopo questo breve regime di quattro giorni, la dieta mediterranea ha prodotto una velocità del 6% più elevata, nonostante la frequenza cardiaca sia comparabile durante entrambe le corse.

La ragione di questa differenza può essere dovuta al fatto che una dieta di tipo mediterraneo è più alcalina, ha proprietà antinfiammatorie, contiene nitrati ed è ricca di antiossidanti.

Fonte

  • Dietary patterns in early life pay dividends for midlife cognitive performance. Neurology. 6th March 2019.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella. Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia