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Dissezione aortica: cos’è, classificazione e terapia

La dissezione aortica si caratterizza per essere un aneurisma dissecante. Si tratta di una condizione patologica in cui il sangue va a finire all’interno della parete aortica, oltrepassandola mediante una lacerazione della parte più interna della parete che protegge e ricopre il vaso sanguigno. Una volta intrapreso questo percorso, il sangue finisce anche nella seconda parte della parte, quella media, determinando lo sviluppo di quello che viene chiamato “falso lume”.

La dissezione della tonaca media può arrivare ancora più in profondità e coinvolgere anche tutti quei rami che si sviluppano a partire dall’aortica.

La classificazione della dissezione aortica

Ci sono sostanzialmente due sistemi per poter classificare questa condizione: il primo è il metodo di Stanford e il secondo è il metodo di DeBakey. Nel secondo caso, vengono raggruppate tre tipologie diverse di dissezione. Nel primo caso, la dissezione comincia nei pressi dell’aorta discendente e si sviluppa coinvolgendo anche l’aorta discendente. Nel secondo caso, la dissezione arriva fino all’aorta ascendente. Infine, nel terzo caso, la dissezione arriva fino all’aorta discendente, ma ha una diffusione distale. Il metodo di Stanford si caratterizza per due diverse tipologie di dissecazione. Nel primo caso la dissezione arriva fino all’aorta discendente e viene chiamata prossimale, mentre nel secondo caso si limita all’aorta discendente e viene chiamata distale.

Quali sono i pincipali fattori di rischio

La classificazione della dissezione aortica

Ci sono diversi fattori di rischio che possono portare ad uno sviluppo più probabile di tale patologia. Il primo fattore di predisposizione è sicuramente l’ipertensione, senza dimenticare anche le patologie che colpiscono il collagene e altre malattie più rare, come ad esempio sindrome di Marfan, malformazioni e valvulopatie aortiche (sia acquisite che congenite). Tra gli altri fattori di rischio troviamo sicuramente un consumo eccessivo di droghe (in modo particolare di cocaina), mentre il pericolo è maggiore nel corso del terzo trimestre di gravidanza. La dissezione aortica è più frequente nelle persone di sesso maschile, in modo particolare in un’età compresa tra 60 e 80 anni. Le principali conseguenze legate a tale malattie sono correlate strettamente alla dissecazione oppure al blocco delle varie ramificazioni arteriose dell’arteria che è soggetta al problema oppure alla compressione dei vari tessuti che si trovano tutto intorno.

Quali sono i principali sintomi

Il sintomo che insorge con la maggiore frequenza è un dolore al torace particolarmente intenso e lancinante, in modo particolare tra le scapole, che avviene per colpa dello stiramento della tonaca avventizia aortica per via dell’ematoma dissecante. In qualche caso tale sensazione dolorosa si muova in linea con l’evoluzione della dissecazione e spesso possono insorgere anche altri sintomi come la sudorazione fredda, dispnea e astenia. Nella maggior parte dei casi l’ECG e marker della necrosi miocardica risultano negativi, consentendo ai medici di togliere di mezzo dalle possibili cause l’infarto dalla diagnosi.

Come si arriva ad una diagnosi

La diagnosi si può raggiungere solamente mediante una serie di esami che comprendono sistemi di imaging cardiaco. Ad esempio, viene prescritta spesso una radiografia del torace, che permette di individuare un’eventuale dilatazione che colpisce l’aorta. Un elettrocardiogramma viene consigliato soprattutto per stabilire la presenza o meno di un’ischemia acuta che ha colpito il miocardio. L’ecocardiogramma e la TC con mezzo di contrasto sono in grado di far emergere la dilatazione o meno dell’aorta.  Infine, l’ecocardiogramma trans esofageo si caratterizza per avere una sensibilità notevolmente alta e, di conseguenza, corrisponde all’esame diagnostico migliore da eseguire.

Quale terapia bisogna seguire

Quale terapia bisogna seguire

Questa particolare patologia si può curare mediante un trattamento farmacologico e, successivamente, nel caso in cui sia necessario, anche mediante un’operazione chirurgica. Prima di eseguire l’intervento, si comincia chiaramente con la terapia cercando di controllare in ogni momento la situazione emodinamica del paziente. Al tempo stesso vengono utilizzati i farmaci beta bloccanti che servono per abbassare la pressione arteriosa (ad esempio mediante il propanolo, metapropanololo e labetalolo), così come i farmaci antagonisti (che si sfruttano soprattutto nel caso in cui il paziente non possa assumere farmaci beta bloccanti).

La terapia chirurgica è sicuramente la soluzione da prediligere per le dissecazioni che fanno parte del gruppo A e per quelle complicate del tipo B. L’operazione chirurgica si caratterizza per prevedere l’apertura dell’arteria, ma anche l’obliterazione del lume, per poi provvedere all’immissione di una protesi all’interno dell’aorta ascendente, così come nella zona vicino all’arco. Nel caso in cui il paziente soffra di incontinenza della valvola aortica, può essere necessario effettuare la sostituzione contemporanea anche di tale “elemento”. In seguito all’intervento chirurgico si registra un tasso di mortalità compreso tra il 15 e il 25%.

In modo particolare per i pazienti che soffrono di una dissecazione del gruppo B, che sia distale e non complicata, si consiglia sempre di scegliere un trattamento farmacologico. Due elementi fondamentali in questo tipo di cure è sicuramente quello di monitorare il tempo dell’ipertensione e la contrattilità cardiaca.