Diverticoli, la formazione nell’intestino di piccole sacche a rischio infiammazione

233
Diverticoli

Con il termine diverticoli si indicano delle sacche che tendono a crearsi nell’intestino o nel colon. Le sacche, definite estroflessioni, interessano le pareti intestinali interne. Ma è nel colon che vi è più probabilità di formazione dei diverticoli. Nello specifico, i diverticoli possono formarsi sulla sola mucosa. Ma anche sulla parete intestinale, a seconda della loro origine. Questa può essere congenita, e interesserà anche la parete, o acquisita.

È importante riconoscere e intervenire subito sui diverticoli, per non peggiorare il quadro clinico. Un’eventuale infiammazione infatti, può dar luogo a gravi problemi di salute.

Le conseguenze dei diverticoli

I diverticoli possono comparire con maggiore probabilità dopo i 40 anni. In questo caso, la statistica medica indica il 10% della popolazione come affetto da diverticoli. Dopo i 60 anni, questa statistica supera il 50%. Di questa percentuale, tra un decimo e un quarto dei pazienti evolvono la problematica in diverticolite. La differenza tra diverticolite e diverticolosi e nell’infiammazione dei diverticoli.

Nella diverticolosi vi è presenza di diverticoli senza infiammazione. Nella diverticolite è invece presente l’infiammazione, e quindi una condizione più grave. Diagnosticare le due patologie è quindi fondamentale per stabilire la cura, e i rischi.

Perché si formano i diverticoli

Perché si formano i diverticoli

Tralasciando i motivi genetici, la causa della formazione dei diverticoli non è accertata. È stata comunque notata una forte correlazione tra diverticoli e alimentazione particolarmente povera di fibre. Questa correlazione risale ai primi del Novecento. In quel periodo gli Statunitensi cambiarono le loro abitudini alimentari.

Non a caso, la diverticolite si riscontra maggiormente in Occidente, dove l’industria agroalimentare fornisce molti cibi raffinati. Nei paesi con regimi alimentari ancora legati alla frutta e verdura, e ai cereali grezzi, questa patologia è rara.

La correlazione con una dieta povera di fibre non è la sola causa considerata. L’infiammazione che aggrava la condizione potrebbe essere determinata anche da batteri. La permanenza delle feci nel colon è un altro motivo indicato da alcuni ricercatori. Infine l’assenza di attività fisica potrebbe favorire la formazione dei diverticoli.

La stipsi, anche se potrebbe essere una causa. È spesso considerata una conseguenza della mancanza di fibra. In questo caso, lo sforzo durante la defecazione, creerebbe pressione sulle pareti. Queste si gonfierebbero, facendo cedere le parti più fragili e delicate.

Sintomi e rischi

Alcuni comportamenti, nello stile di vita, aumentano la possibilità di formazione dei diverticoli. Un’alimentazione sbagliata è certamente un fattore a rischio importante. Lo stesso dicasi dell’obesità.

Il fumo è considerato un altro fattore a rischio, così come l’assunzione eccessiva di medicine antinfiammatorie. Poi ci sono fattori a rischio come la familiarità, che non possono essere modificati.

Quando si formano i diverticoli senza infiammazione (diverticolosi), la patologia è generalmente asintomatica. Solo pochi casi presentano gonfiore, dolore e costipazione. Questi sintomi possono essere confusi con molte altre malattie.

Diversa è la situazione per la diverticolite. In questo caso può comparire la febbre, il vomito e forti dolori intestinali. Possibili anche episodi di diarrea o stipsi. Il dolore è il sintomo più evidente di diverticolite, quando accompagnato da un ventre flaccido.

Questa patologia è molto pericolosa a causa delle possibili evoluzioni. I diverticoli possono dar luogo a emorragie e perforazioni anche gravi. Una infezione potrebbe peggiorare il quadro clinico, così come l’oppilazione del colon.

L’evoluzione della diverticolite

evoluzione della diverticolite

Difficilmente una delle conseguenze sarà la perdita di sangue dal retto. Alcuni malati possono trovare sangue nelle feci, anche copioso. Le emorragie di questo tipo tendono a fermarsi spontaneamente, senza intervenire chirurgicamente. La valutazione va comunque affidata al medico.

Per le infezioni si interviene invece con degli antibiotici specifici. Raramente questa provoca ascessi per il colon. Se questo dovesse succedere, sarebbe necessaria l’applicazione di un catetere per eliminare il pus. L’ascesso è però una conseguenza dell’infiammazione con perforazione dei diverticoli.

La situazione del paziente, in questo caso, è molto seria, e potrebbe evolvere in peritonite. L’unica terapia per la peritonite è chirurgica. Con un intervento tempestivo si può scongiurare la morte. L’intervento è mirato all’asportazione dell’infezione. Va anche eseguita la pulizia dal pus, della cavità addominale.

La fistola è invece una conseguenza che si verifica in caso di tessuti danneggiati. Questi possono essere responsabili anche dell’oppilazione intestinale. In particolare questo avviene quando cicatrizzati. In entrambi i casi, potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico.

La diagnosi

I diverticoli e le possibili patologie collegate vanno diagnosticate con precise analisi strumentali. Ma in primo luogo serve un’accurata anamnesi da parte del medico. Essendo la diverticolosi asintomatica, queste analisi sono spesso richieste per indagare altre possibili malattie.

Più semplicemente, la colonscopia è un test diagnostico utilizzato per molti scopi. Si esegue per la diagnosi e l’eliminazione dei polipi, ma spesso scopre i diverticoli. Alcuni sospetti possono emergere in fase di anamnesi, se il paziente riferisce le sue abitudini alimentati o eventuali problemi intestinali.

Tra i test c’è l’esame delle feci, o l’esame fisico, con un guanto per l’esame rettale diretto.

In caso di sospetto immediato della presenza di diverticoli, l’esame più indicato è l’ecografia addominale. Un altro esame utile è la Tomografia computerizzata.

La terapia

Quando si soffre per la diverticolosi, la terapia più efficace è una dieta sana e ricca di fibre. Questa aiuta le feci a mantenersi morbide. Per il dolore verranno prescritti degli antidolorifici, e i medici consiglieranno anche periodi di riposo.

Nella più grave situazione della diverticolite, va fatta una distinzione tra i casi lievi e quelli più seri. Per l’infiammazione servono gli antibiotici, e sempre una dieta sana. La quantità di fibre da consumare giornalmente deve variare tra i 20 e i 35 grammi al giorno.

Inoltre vanno evitati tutti quegli alimenti contenenti semi e affini, che possano introdursi nei diverticoli e infiammarli. Per i casi più gravi, abbiamo già indicato gli interventi chirurgici.