Diverticolite acuta: sintomi, cause e cura

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Diverticolite acuta

Avete mai sentito parlare di diverticolite? E di diverticolite acuta? Ma soprattutto, sapete che cosa sono i diverticoli e perché a volte possono rappresentare un problema per la salute umana? In questo nostro odierno approfondimento, cercheremo di svelare alcune caratteristiche fondamentali di questo fenomeno, andando alla ricerca delle cause, dei sintomi più ricorrenti e, ovviamente, della cura che è maggiormente consigliabile per poter ritrovare il miglior benessere!

Che cosa sono i diverticoli e la diverticolite

I diverticoli si manifestano nell’ipotesi in cui delle piccole sacche presenti nel rivestimento del colon e dell’intestino crasso tendono a rigonfiarsi verso l’esterno. Si parla pertanto di diverticolosi quando ci si vuole riferire a una condizione piuttosto frequente nella popolazione italiana – tanto che secondo alcune recenti stime circa il 10 per cento degli over 40 ne risulta essere coinvolto – e che solo in alcuni casi tende a trasformarsi in diverticolite.

Ma quando si passa dalla diverticolosi alla diverticolite? Quale è la differenza che sta dietro a questa diversità di termine?

Per comprenderlo, almeno in questa chiave sintetica, può essere utile far cenno al fatto che i diverticoli possono iniziare a infiammarsi. E, così facendo, possono generare una serie di sintomi e di problemi dalla portata variabile. I sintomi possono a loro volta interessare tra il 10 per cento e il 25 per cento delle persone che hanno la diverticolosi, pur con diverse incisività.

Ma quali sono le cause di un simile contesto? E come poter porre un congruo rimedio?

Cause della diverticolite

Che cosa sono i diverticoli e la diverticolite

Non c’è ancor a una uniformità di pensiero a riguardo delle cause della diverticolite. Tuttavia, si può ritenere come la principale causa della diverticolite sia legata alla dieta a basso apporto di fibre. E che, dunque, sarebbe fondamentalmente legato a una non corretta abitudine alimentare. Peraltro, non è un caso che il luogo in cui è molto comune la diverticolite siano proprio i Paesi industrializzati occidentali. D’altronde, è proprio qui che si seguono diete più povere di fibre. Di contro, la diverticolite è sicuramente è più rara, in buona evidenza, in Asia e in Africa. In questi grandi Continente, infatti, la maggior parte delle persone segue di norma una dieta con alto apporto di fibra.

Ma dove si può trovare la fibra? In linea di massima, volendo sintetizzare il tema, si può ricordare coma la fibra si trova in particolar modo nella frutta, nella verdura e in cereali integrali, ovvero non raffinati, che il corpo non riesce a digerire completamente. E perché è importante la fibra per evitare la diverticolosi e la diverticolite?

La spiegazione è abbastanza semplice, almeno in questi termini.

La fibra, infatti, può facilmente sciogliersi in acqua creando un materiale soffice all’interno dell’intestino.

Parte delle fibre passano invece comunque, immutate (o quasi) attraverso esso.

Stipsi e scarsità di fibre

Entrambi i tipi di fibra possono inoltre aiutare a prevenire la costipazione, grazie al loro contributo per rendere le feci più morbide e facili da espellere. Di contro, la stipsi determina uno sforzo notevole per l’organismo, e dunque un conseguente aumento della pressione nel colon. Tale incremento di pressione determina pertanto un rigonfiamento del rivestimento attraverso i punti deboli nella sua parete. Le tasche così create sono, appunto, i diverticoli.

Ad ogni modo, la non corretta alimentazione non è l’unico elemento tipico della diverticolite. Altri elementi che possono rappresentare delle cause di questa condizione – spesso, concomitanti alla cattiva alimentazione in termini di scarsità di fibre – sono rappresentati dalla mancanza di esercizio fisico.

Sintomi della diverticolite

Ma in che modo si può “riconoscere” la diverticolite?

Mentre la diverticolosi generalmente non manifesta alcun sintomo tangibile o alcun disagio nell’uomo o nella donna che ne sono affetti, la diverticolite si manifesta con un dolore addominale e una flaccidità nella zona bassa e sinistra del ventre.

Il dolore è generalmente forte e piuttosto intenso, e tende a manifestarsi all’improvviso. Di norma, inoltre, questo dolore è accompagnato da crampi, nausea, vomito, febbre, brividi, stipsi, dissenteria.

Conseguenze della diverticolite

La diverticolite – come vedremo tra breve – può essere trattata in maniera piuttosto ordinaria mediante una serie di accorgimenti che il vostro medico potrà ben suggerirvi.

Anche se non si tratta quasi mai di una condizione in grado di apportare dei danni seri al proprio organismo, qualora non venga adeguatamente trattata può comunque condurre a effetti pregiudizievoli di varia natura. Non si può infatti escludere che la diverticolite possa determinare delle situazioni particolarmente gravi come emorragie, infezioni, perforazioni intestinali, ostruzioni del colon.

Diagnosi della diverticolite

Per poter effettuare la diagnosi della diverticolite, il medico inizierà riassumendo la storia clinica del paziente, e procederà poi con alcuni esami in studio e con il ricorso ad esami più approfonditi come l’ecografia addominale e la tomografia computerizzata.

Cura della diverticolite

Ma in che modo è possibile curare la diverticolite? Certamente, il rimedio più efficace per questa condizione, anche alla luce di quanto sopra affermato, non può che essere rappresentato da una dieta ad alto apporto di fibra.

In aggiunta a ciò, tale accorgimento alimentare potrà essere accompagnato – se il medico lo ritiene consigliabile – dall’uso di antidolorifici. Lo scopo degli antidolorifici non sarà ovviamente quello di curare la diverticolite, ma solamente contribuire ad alleviare il dolore, che in alcuni casi può essere piuttosto persistente.

Di solito, inoltre, per i casi di diverticolite lieve è sufficiente che la persona si riposi e segua una dieta liquida. Se invece la diverticolite è grave, non è escluso che possa rendersi necessario un ricovero ospedaliero. In sede di ricovero, potrebbero essere somministrati antibiotici per via endovenosa e – raramente – scegliere un intervento chirurgico.

Ad ogni modo, nella maggior parte dei casi aumentare la quantità di fibre nella dieta si rivela un rimedio molto efficace per poter ridurre i sintomi della diverticolosi. Oltre che, intuibilmente, per poter cercare di prevenire le complicazioni della diverticolite qualora si stia già manifestando.

Come abbiamo già avuto modo di ricordare, infatti, le fibre contribuiranno a mantenere morbide le feci e abbasseranno la pressione all’interno del colon. In questo modo, il contenuto intestinale potrà muoversi più facilmente.

Ma quale è il quantitativo di fibre consigliabile nella dieta umana?

Sintomi della diverticolite

Naturalmente, la scelta del quantitativo di fibre dipenderà da paziente e paziente. E, dunque, il nostro consiglio non può che essere quello di rivolgervi a un buon dietologo. Tuttavia, possiamo anche sintetizzare come in linea di massima può essere raccomandabile un consumo tra i 20 e i 35 grammi di fibra, abbinando eventualmente un integratore alimentare.

Seguendo una dieta così composta, non si ritiene generalmente necessario procedere con l’eliminazione di alimenti specifici. Naturalmente, ripetiamo ancora una volta, tutte le decisioni in merito alla dieta dovranno essere assunte considerando le differenze tra soggetto a soggetto. Un pratico consiglio potrebbe inoltre essere quello di conservare un diario alimentare che aiuterà il medico a individuare eventuali alimenti che possono generare dei problemi.

In particolare, se si rilevano comuni crampi, gonfiore, costipazione e altri sintomi, il medico potrà prescrivere altresì un eventuale ciclo di antinfiammatori di breve durata. In tale ambito, si dovrà altresì tenere in considerazione che a volte l’utilizzo di antidolorifici può causare costipazione e, dunque, contribuire a peggiorare il quadro.

L’alimentazione e i diverticoli

L’alimentazione gioca un ruolo molto importante quando si tratta del nostro intestino. Un consumo eccessivo di cibi raffinati e ricchi di grassi al posto di un’alimentazione ricca di frutta, verdura, cereali e legumi, potrebbe infatti causare, con il passare del tempo, la formazione dei diverticoli al colon.

Quando i diverticoli sono infiammati e provocano forte dolore, una dieta sana ed equilibrata è il primo passo da compiere per migliorare il nostro stato di salute, e per proteggere la mucosa intestinale da stimoli infiammatori.

I diverticoli, se non curati, possono peggiorare lo stato di salute del paziente, e con il trascorrere del tempo potrebbero causare complicazioni quali:

  • Sanguinamento: se non si diagnostica in maniera tempestiva la presenza di diverticoli, il paziente potrebbe avere carenza di ferro ed anemia.
  • Diverticolite: provoca forti dolori addominali ed in casi gravi la perforazione intestinale con peritonite.

Quest’ultima appena menzionata, è una complicanza di grave entità, che deve essere monitorata sotto stretto controllo medico.

Quando la malattia è in stato avanzato, è possibile che al paziente venga prescritta una cura antibiotica per contrastare l’infiammazione, e se necessario in caso estremo, anche intervenire chirurgicamente.

In questo caso specifico, il consumo di cibi deve essere sospeso, e sostituito con l’alimentazione artificiale. Una volta terminata la fase acuta della malattia, il paziente dovrà riprendere gradualmente la sua dieta, seguendo degli accorgimenti particolari sulla nutrizione.

Alimentazione

La prima cosa che non deve mai mancare nella dieta per chi soffre di diverticolite, sono le fibre per un quantitativo pari a quanto sopra suggerito (ferma restando la necessità di condividere tali riflessioni con il proprio medico).

Anche l’idratazione è molto importante. Per questo motivo il paziente deve assumere almeno due litri di acqua naturale ed eliminare tutti i cibi di origine animale e le bevande ricche di zuccheri e grassi.

Ai classici metodi di cottura, si deve preferire quella al vapore, alla piastra, con la pentola a pressione, o con quella antiaderente. Di contro, meglio evitare i bolliti, le fritture e tutte le cotture che necessitano dell’aggiunta di olio o burro. Se il medico lo richiede, il paziente può anche consumare integratori alimentari a base di fibra in polvere.

Dobbiamo evidenziare che nella recidiva, la dieta che deve seguire il paziente cambia. È sempre preferibile dunque assumere cibi liquidi o semi liquidi a ridotto tenore di fibra, per un tempo limitato. Si deve sempre e comunque mantenere, quando si è affetti da diverticolosi, una dieta leggera di cibi non soffritti. Se si desidera ingerire dell’olio di oliva, questo deve essere assunto a crudo, senza nessuna cottura.

Pietanze ricche di fibra

Come abbiamo accennato, la dieta che deve seguire chi è affetto da diverticolite è prevalentemente ricca di fibre, e qui possiamo fare un elenco sommario degli alimenti che le contengono maggiormente:

  • Pasta integrale
  • Riso integrale
  • Legumi (fagioli, ceci e soia)
  • Fave
  • Broccoli
  • Cavolfiore
  • Cavoletti di Bruxelles
  • Mandorle

Possiamo affermare che, generalmente, ogni vegetale contiene un buon quantitativo di fibra. Dunque, la cosa migliore da fare per assumerne una quantità sufficiente, è variare la dieta di tutti i giorni, anche per non mantenere una dieta monotona che potrebbe far desistere il malato. Una cosa da evitare è il consumo di cibi che contengono i semi, perché, se non vengono masticati bene, questi possono annidarsi internamente ad un diverticolo, causando infiammazione.

In base a quanto appena detto, i cibi da escludere sono: semi di sesamo, semi di girasole, lenticchie e tutti gli alimenti di piccole dimensioni che potrebbero rimanere di piccole dimensioni anche nell’intestino.

Alimenti come le arachidi ad esempio oppure il mais, vanno masticati a lungo, per evitare il deposito di piccoli frammenti nell’intestino e causare a sua volta ulteriori problemi. Il consumo di acqua serve a facilitare il lavoro intestinale ed a favorire il suo transito regolare, ed è sconsigliato l’impiego di bevande eccitanti, perché potrebbero causare effetti avversi.