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Dolore al seno: Cosa fare in caso di seno gonfio e dolorante!

Il dolore al seno, anche definito mastalgia, mastodinia, mammalgia, sembra essere una compagnia sempre presente durante determinati periodi di noi donne a causa dei soliti ormoni e delle alterazioni del momento: durante il ciclo mestruale, accentuandosi in pre-ciclo circa 10 giorni prima del flusso e andando poi a calare con le mestruazioni, o in gravidanza.

Quando si fa sentire, lo riconduciamo per l’appunto a un dolore al seno di tipo ciclico, di cui non abbiamo nulla di cui preoccuparci. Se il dolore al seno è però improvviso e non coincide con queste fasi della vita di una donna, allora diventa uno dei motivi più frequenti per i quali ci si reca a fare una visita specialistica senologica, una mammografia, un’ecografia mammaria: un vero peccato, dal momento che, come sempre, qualunque tipo di patologia è sempre opportuno curarla in nascere.

Il dolore al seno può variare dall’essere un leggero fastidio fino ad arrivare a un dolore forte, tale da compromettere i rapporti e molte attività fisiche quotidiane e può riguardare entrambi oppure uno solo dei seni, con o senza rispettivo dolore ai capezzoli. Il dolore al seno può inoltre anche variare fra fitte periodiche ma costanti oppure in un dolore continuo e persistente, tale da richiedere l’assunzione di analgesici per placarlo.

Le cause possono essere eterogenee: ormonali o correlate a malattie neoplastiche

cause possono essere eterogenee

A causare il dolore al seno in linea di massima sono sempre e comunque gli ormoni e un loro squilibrio, anche se può capitare che si tratti di un sintomo di malattie neoplastiche come per esempio un tumore al seno (anche se i casi sono rari! Solo il 0,5% dei dolori al seno sono da ricollegare a neoplasie mammarie). Ad ogni modo, se non si tratta di un dolore al seno da attribuire al ciclo mestruale o alla gravidanza, è in caso di intervenire subito. La tipologia di dolore al seno può variare di caso in caso, come già anticipato, a seconda della zona dolorante, dell’intensità e, aggiungiamo, dal tipo di sensazione che il dolore al seno dà, ovvero, se la donna prova una sensazione di gonfiore, di bruciore, di disagio pungente oppure di rigidità e tensione.

Una delle cause che portano al dolore al seno, di inconfondibile individuazione, è per esempio l’infezione da Herpes Zoster, accompagnata da pustole rosse contenenti un liquido trasparente sulla superficie della pelle. Un’altra causa potrebbe legare il dolore al seno a malattie reumatiche o alla mastite (infiammazione molto dolorosa). Non è da sottovalutare nemmeno una causa di origine psicologica come l’ansia e lo stress. In caso di assunzione da parte di una donna di anticoncezionali, pillola, cerotti, IUD ormonale o di medicinali antidepressivi o per la terapia per la menopausa, può verificarsi del dolore al seno dovuto a sbalzi ormonali. Se la donna è nel periodo di allattamento, il dolore al seno può essere causato da un ingorgo mammario con un dolore intenso e talvolta accompagnato da spossatezza e febbre: questo tipo di dolore è determinato da un ristagno di latte nella mammella che esteticamente appare edematosa, ovvero, lucida, gonfia e tesa.

I rimedi per contrastare il dolore al seno: palpazione, prevenzione e rimedi per contrastare il dolore

I rimedi per contrastare il dolore al seno: palpazione, prevenzione e rimedi per contrastare il dolore

Quando si avverte un dolore al seno, è bene riflettere innanzitutto se potrebbe essere causato da condizioni cicliche, analizzare la durata e la persistenza del dolore e individuare perfettamente mediante la palpazione la zona dolorante in modo da informare in maniera più precisa possibile il proprio medico curante.

In realtà l’auto-palpazione dei seni è una mossa astuta e che tutte le donne dovrebbero periodicamente effettuare poiché come sempre prevenire è meglio che curare. Per effettuare la palpazione preventiva è necessario mettersi a petto nudo e passare con le dita premendo leggermente tutta la zona dei seni per notare eventualmente anomalie al tatto, contemporaneamente osservate se vi sono ambiguità cromatiche. Non tralasciate di effettuare una strizzatura dei capezzoli per capire se vi sono anomalie.

Oltre ai soliti medicinali e analgesici (paracetamolo, diclofenac, ibuprofene etc.), è possibile cercare di placare il dolore ai seni con degli accorgimenti e delle cure naturali. Con dei semplici impacchi di acqua calda e con l’evitare in determinati periodi critici di bere eccessive bevande eccitanti, quali il caffè, il thè e la cioccolata ed intensificare invece l’assunzione di vitamina E, di omega 3 e alimenti antinfiammatori come l’olio di enotera. Si raccomanda inoltre di fare attenzione all’intimo utilizzato, soprattutto in presenza del dolore al seno, è opportuno indossare un reggiseno adatto alla corporatura, indipendentemente da quello che i mass media propongono, che sostenga bene e che allo stesso tempo non stringa troppo.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia