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Dolori mestruali in gravidanza, perché? È normale?

Vescica piena, attività fisica, infezioni. Sono molteplici i motivi per cui una donna in stato di gravidanza sperimenta quella fastidiosissima sensazione dei crampi mestruali. Si possono avvertire durante l’intera gestazione ma sono più frequenti nella 33esima settimana.

Primo trimestre

Per alcune donne i dolori mestruali in gravidanza sono il primo segnale della dolce attesa. È molto comune, infatti, avvertire la tediosa sensazione nel momento in cui un ovulo fecondato si sistema nella parete uterina. Si chiamano crampi da impianto ed è come se il ciclo mestruale stesse per arrivare.

I crampi possono anche essere portati, in questo periodo, da una rapida crescita uterina la quale può portare a un aumento di aria nella pancia, gonfiore e costipazione, grazie ai cambiamenti ormonali.

La preoccupazione di molte donne risiede nel fatto che i crampi mestruali possono significare un aborto spontaneo durante una gravidanza precoce. No, non è così. I dolori mestruali in gravidanza non sono uno dei soliti segnali che indicano un aborto spontaneo. Questo accade quando vi è uno sviluppo anomalo dell’embrione, in genere causato da anomalie cromosomiche, e il corpo reagisce eliminando la gravidanza. È possibile sentire i crampi solo nel momento in cui il sangue e il tessuto lasciano l’utero che si irrita provocando la contrazione.

Secondo trimestre

È il periodo in cui è meno probabile avvertire i crampi e gli altri sintomi della dolce attesa. L’unica eccezione sta nelle gravidanze gemellari, perché l’utero cresce più rapidamente e raggiungerà le dimensioni dell’ultimo trimestre già in questa fase. Ecco perché le donne che portano in grembo dei gemelli sono a maggiore rischio di un parto pre-termine.

Un’altra comune eccezione si verifica quando i legamenti che sostengono l’utero si allungano come quest’ultimo cresce verso l’alto. È un tipo di dolore benigno, di solito forte, veloce e unilaterale.

Raramente è possibile riscontrare dolori mestruali in gravidanza dovuti a fibromi uterini. Sono pezzi di tessuto in più che possono svilupparsi nel secondo trimestre, perché non c’è abbastanza sangue per sostenerne la crescita. Quando questo accade, il dolore è molto forte.

Terzo trimestre

In questo periodo si possono sentire crampi simili a quelli del travaglio ma che travaglio non è. È tuttavia un bene verificare che non si tratti di una gravidanza pre-termine.

Dolori mestruali in gravidanza, perché non c’è da preoccuparsi?

Come appena verificato nei paragrafi precedenti, i dolori del ciclo in gravidanza non sono preoccupanti nella stragrande maggioranza dei casi. Le cause più comuni sono il sesso (sì, il rapporto sessuale in stato di attesa è una delle cause più comuni di crampi), allungamento dell’utero, gas e movimenti intestinali.

Il distacco della placenta

È una condizione molto grave e pericolosa. Fa riferimento alla separazione della placenta dall’utero la quale può essere parziale o completa. I sintomi possono variare ma alcune gestanti sperimentano un’evidente emorragia che può anche essere graduale. Se si verifica durante la rottura delle acque, i fluidi possono essere pieni di sangue. In questo caso, i dolori mestruali in gravidanza saranno costanti e forti, il bambino potrà smettere di muoversi e ci sarà il tipico e fastidioso mal di schiena.

Come alleviare i crampi in gravidanza

I primi consigli che i professionisti citano sono il riposo e l’assunzione di liquidi. Nel caso i dolori fossero insopportabili, sarà possibile assumere dell’acetaminofene.

No all’utilizzo di borse calde sullo stomaco. Nonostante i crampi si calmino, alzare la temperatura interna è pericoloso in stato di gravidanza, in particolare nel primo trimestre.

È invece raccomandato farsi una doccia calda ed eseguire esercizi di stretching. Fare varie pause durante la giornata, specialmente se i dolori peggiorano.

Per concludere, i dolori mestruali in gravidanza possono avere moltissime spiegazioni. In alcuni casi, però, possono essere un segno di una grave complicazione; contattare sempre il proprio medico di fiducia: è sempre meglio un falso allarme che dover intervenire su un problema.