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Drosera: una carnivora contro i disturbi dell’apparato respiratorio

La drosera, nota anche come Rosolida o Rugiada del Sole, è una pianta carnivora dalle proprietà officinali e terapeutiche, proprio per questo viene coltivata in tutto il mondo.

La drosera (Drosera rotundifolia) è una pianta carnivora insettivora appartenente alla famiglia delle Droseraceae, dotate di diverse trappole di cattura, ma che hanno in comune foglie che hanno sulla superficie tentacoli colorati, con gocce di una secrezione appiccicosa, in grado di attrarre gli insetti che restano così catturati. Le foglie, obovate, pelose e dal lungo picciolo, alla cattura dell’insetto producono altre sostanze che servono alla pianta per digerire gli insetti, in questa fase la foglia si arriccia nel corso di circa 14 ore.

La drosera (dal greco rugiadosa) fiorisce in primavera-estate e i suoi fiori, piccoli e bianchi,durano solamente tre giorni prima di appassire e generare i semi. La pianta raggiunge al massimo un’altezza di 20-25 cm e in inverso si chiude in una specie di ibernacolo per riposare. La drosera è originaria Nord America, ma viene ormai coltivata ovunque per le sue proprietà benefiche e officinali.

In commercio la drosera la si trova in granuli, in tisana, come tintura madre, in formato liquido e in gocce orali. Della drosera si utilizzano tutte le parti aeree e si può utilizzare sia fresca che essiccata. Con essa è possibile fare un infuso per la tosse e le infiammazioni, oppure può essere presa pura. Il sapore è acido e amaro con punte di piccante, il che lo rende un prodotto non adatto a scopo culinario.

Proprietà

La drosera ha numerose proprietà benefiche per gli esseri umani poiché la sua foglia contiene principi importanti come gli naftochinoni, i glucosidi, oli essenziali, i flavonoidi e gli antociani (entrambi antiossidanti), diversi enzimi proteolitici, tannini, minerali, resine, nonché acido citrico e malico, per questo ha importanti proprietà antispasmodiche, bronco-sedative, antisettiche, decongestionanti, antinfiammatorie, espettoranti. La sostanza principale della drosera è il droserone, ovvero una sostanza dalle capacità calmanti. I naftochinoni, in particolare il tipo plumbagineo, contenuti nella pianta le conferiscono una capacità antimicrobica e antiflogistica che agisce inibendo la sintesi alla radice delle prostaglandine pro-infiammatorie.

Benefici

Benefici della Drosera
credit: stock.adobe.com/motivjaegerin1

Tradizionalmente, il costume popolare, propone l’utilizzo della drosera per le sue capacità proteolitiche in forma di succo fresco, da porre per esempio sulle verruche. Questo liquido, che altro non è che la linfa delle foglie, può tuttavia provocare delle irritazioni e degli arrossamenti se non usato con cautela.

La drosera è principalmente utilizzata come calmante della tosse, in tutte le sue sfumature spastiche, grazie alla presenza di droserone. La sostanza antispastica lenitiva agisce rilassando i muscoli lisci dei bronchi favorendo l’alleviarsi dei sintomi della tosse, in particolare anche quella stizzosa con brancospasmo. Le sue proprietà disinfiammanti e antisettiche (leggermente antibiotiche e decongestionanti) intervengono poi per la definitiva guarigione eliminando gli agenti patogeni anche dell’asma e della tubercolosi, così come di tutte le affezioni dell’apparato respiratorio, come possono essere le bronchiti, le tracheiti, le laringiti e la pertosse. Le sue capacità espettoranti permettono l’eliminazione del catarro dal sistema respiratorio.

Il droserone, un derivato naftochinonico simile alla plumbagina, fa di questa pianta officinale anche un farmaco naturale antinfiammatorio e antidolorifico ed è ottimo anche per alleviare i disturbi a livello dell’intestino, poiché agisce rilassandolo, contro le ulcere allo stomaco e la dissenteria. È utile contro i reumatismi, le artriti e tutti i dolori osteoarticolari e nelle affezioni del sistema linfatico. L’omeopatia propone anche la drosera per la cura di patologie legate alla psiche come l’ansia e la depressione.

Controindicazioni

Come tutte le piante officinali, anche la drosera ha degli effetti collaterali in determinati soggetti. Coloro per esempio che assumono farmaci per l’ipertensione o per la cura di malattie infettive è meglio che consultino il medico di fiducia. La drosera va assunta in maniera moderata, come da indicazioni sulle confezioni, poiché se il dosaggio è eccessivo può generare col tempo problemi all’apparato urinario. La linfa delle foglie, inoltre, può provocare irritazioni e arrossamenti sulla pelle. L’assunzione della drosera deve essere evitata in caso il soggetto abbia o sospetti la gastrite, l’ulcera peptica ed enterocoliti. La dose quotidiana consigliata non supera i 3 grammi, sia per adulti che per bambini. L’ideale è dividere questo quantitativo nell’arco della giornata.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia