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Elettroforesi proteica: che cosa è e come capire il protidogramma

Quanto conosciuto con il nome di elettroforesi proteica, è un comune test di laboratorio effettuato al fine di valutare i livelli delle proteine plasmatiche come quelle alfa, beta e gamma, all’interno di un campione di prelievo di sangue venoso.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella

Lo scopo di tale analisi è ben individuabile nella volontà di comprendere se la presenza di queste proteine plasmatiche sia maggiore o minore rispetto a quanto considerato come “valore normale”: il loro discostamento può infatti permettere di comprendere se vi siano o meno dei disturbi in atto a livello del nostro organismo.

Che cosa è

Per prima cosa, ribadiamo che quanto conosciuto come elettroforesi proteica è un esame del sangue che serve a valutare il contenuto proteico e stabilire se è o non è all’interno dei valori di norma per quanto concerne la concentrazione delle proteine. Si tratta di un esame spesso richiesto dal proprio medico nell’ambito dei controlli di routine che possono essere effettuati a cadenze periodiche per poter monitorare il proprio stato di salute, o in maniera specifica se vi sono delle determinate condizioni di “sospetto” di certe patologie.

Come viene effettuato

L’analisi viene effettuata in laboratorio attraverso un esame del sangue. Il prelievo deve essere effettuato dopo un digiuno di almeno 10 ore. Il costo è legato al pagamento del ticket sanitario.

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Tipologie

esistono varie tipologie di elettroforesi proteica
credit: stock.adobe.com

Esistono diverse tipologie di elettroforesi, ognuna delle quali in grado di fornire una valutazione differente. Si può ad esempio distinguere una elettroforesi proteica quantitativa da una elettroforesi qualitativa. La prima (quantitativa) ha come obiettivo quello di rilevare la quantità di proteine presenti nel campione di sangue, espressa generalmente dall’intensità di colorazione di una banda.

La seconda (qualitativa) è invece spesso associata e integrata con quella quantitativa, e serve a comprendere quale sia la tipologia di proteina, comprendendo dunque quali sono le proteine presenti nel campione, e in che quantità.

Vi sono poi delle differenti tipologie di elettroforesi a seconda della metodica utilizzata: si può in questo caso distinguere l’elettroforesi zonale (eseguita su un supporto quale gel di agarosio o poliacrillamide, da immergere in una soluzione tampone su cui applicare il campo elettrico) dall’elettroforesi capillare (che non prevede una colorazione dei campione ma valuta la diversa capacità delle proteine di assorbire la luce). Ancora, possiamo distinguere l’elettroforesi bidimensionale (che separa le proteine in una miscela proteica con due fasi distinte), quella lipoproteica (che serve – appunto – a dosare le lipoproteine) e quella per immunofissazione.

Quali proteine sottoporre a screening

Di norma le proteine che vengono sottoposte a uno screening elettroforetico sono l’albumina, le alfa-globuline, le beta-globuline e le gamma-globuline.

Valori normali

Sebbene i valori giudicati “normali” possano variare da laboratorio a laboratorio, possiamo indicare come ordinari i valori dell’albumina che oscillano tra 3,6 a 4,9 – 5,3 g/dl, con percentuale di tale proteina tra il 45% e il 70%.

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Per le alfa globuline di tipo 1 l’intervallo di valori normali è compreso tra 0,2 e 0,4 g/dl con percentuale tra il 2% e il 5%. Per le alfa globuline di tipo 2 i valori sono invece compresi tra 0,4 e 0,8 g/dl, con percentuale tra lì8% e il 14%.

Le betaglobuline hanno invece valori ordinari tra 0,6 e 1 g/dl, con percentuale tra il 10% e il 22%. Infine, le gamme globuline dovrebbero essere comprese ordinariamente tra 0,9 e 1,4 g/dl con percentuale compresa tra 11% e 22%.

Nelle prossime settimane completeremo l’argomento affrontando il focus specifico su quali possano essere le cause di valori alti o bassi rispetto a quelli normali. Un consulto con il vostro medico di riferimento vi permetterà di ottenere ogni chiarimento in tale ambito.

Fonti e bibliografia