Elettroforesi sieroproteica: cosa è e quando si utilizza

L’elettroforesi sieroproteica è un esame di screening che serve a separare le proteine del siero sulla base della loro mobilità in campo elettrico. L’obiettivo è comunemente quello di riconoscere visivamente le c.d. “disprotidemie”, ovvero le alterazioni della concentrazione delle proteine nel sangue (sia in eccesso che in carenza).

Come viene effettuata l’elettroforesi sieroproteica

L’elettroforesi sieroproteica viene effettuata mediante comune prelievo di sangue, sul cui campione il laboratorio d’analisi compirà gli opportuni test di screening. Si consiglia, in tal proposito, di rispettare tutte le principali indicazioni degli esami ematochimici, presentandosi pertanto a digiuno dalla sera prima, non modificando la propria dieta nei giorni precedenti, senza fare esercizio fisico nelle precedenti 48 ore e, infine, evitando l’assunzione di farmaci.

Proteine totali nell’elettroforesi sieroproteica

Un primo esame dell’elettroforesi sieroproteica è quello relativo alle proteine totali. Un incremento dei valori di tale complesso, può essere determinato da disidratazioni o gammopatie, mentre un decremento dei valori può essere figlio di una lunga serie di cause come diarrea, febbre, digiuno, traumi, vomito, interventi chirurgici, insufficienza renale, e così via.

Valori di riferimento per l’elettroforesi sieroproteica

Alfa 1 - globuline

L’esame dell’elettroforesi sieroproteica punta anche a comprendere quali siano i valori per le singole proteine. Vediamole nel dettaglio.

Albumina

L’albumina è tradizionalmente la parte più consistente di tutte le proteine che sono presenti nel siero. Prodotta dal fegato, ha come principale funzione quella di regolare la pressione osmotica nel sangue, e di trasportare gli ormoni, la bilirubina e i principi attivi dei farmaci che sono assunti. I valori di riferimento sono tra 55,8% – 66,1%.

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Alfa 1 – globuline

I livelli di alfa1 – globuline aumentano principalmente in relazione a situazioni come l’assunzione di contraccettivi orali, gravidanze, malattie infettive, neoplasie. Il livello cala in caso di slcerodermia, sindrome nefrosica, enfisema polmonare, epatopatia colestatica. I valori di riferimento sono generalmente pari a 2,9% – 4,9%.

Alfa 2 – globuline

I livelli di alfa 2- globuline aumentano in occasione di alcune patologie come neoplasie, morbo di Hodkin, sindrome nefrosica, sindrome di Down, infarto miocardico, diabete mellito. Il loro livello diminuisce invece in concomitanza con epatiti virali, artrite reumatoide, pancreatiti, sclerodermia. I valori di riferimento assunti dalla generalità dei laboratori sono tra il 7,1% e l’11,8%.

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Come viene effettuata l'elettroforesi sieroproteica

Beta globuline

Le betaglobuline, che servono a trasportare il ferro, i gliceriti e altri lipidi nel sangue, hanno livelli che aumentano drasticamente in caso di cirrosi epatica, gravidanza, sindrome nefrosica, macroglobulinemia. I livelli diminuiscono invece in misura significativa in occasione di atransferrinemia, lipoproteinemia congenita, enteropatie essudative. I valori di riferimento sono in genere pari a 4,7% – 7,2% per le beta 1 globuline, e del 3,2% – 6,5% per le beta 2 globuline.

Gamma globuline

Le gamma globuline, o immunoglobuline, o anticorpi, sono delle proteine essenziali nel sangue: l’incremento policlonale, cioè determinato da tutti i componenti delle gamma globuline, può essere dovuto a infezioni batterie o congenite, malattie autoimmuni, tossicodipendenza, neoplasie, parassitosi intestinali. L’incremento monoclonale, che è dunque determinato da un loro solo componente, è invece legato a potenziali protesi valvolari cardiache, mieloma multiplo, plasmocitoma, infiammazioni croniche, ecc. I valori di riferimento sono tra il 13% e il 21%.

A proposito di valori di riferimento, ricordiamo come gli stessi possano variare, anche discretamente, da un laboratorio di analisi a un altro. Proprio per questo motivo è necessario discuterne con chiarezza con il proprio medico di fiducia, l’unico professionista che potrà consigliarvi il da farsi, qualora sia necessario.

Pertanto, qualora l’esame del sangue dovesse mostrare qualche valore diverso da quelli ritenuti ordinari, il nostro consiglio non può che essere quello di ricorrere alla consulenza del medico generico e, in seconda battuta, di uno specialista.

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