Elicicoltura, l’allevamento delle chiocciole e la diffusione in Italia

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elicicoltura

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Elicicoltura è una branca che fa parte della zootecnia. In poche parole, si tratta dell’allevamento della chiocciola con un chiaro obiettivo alimentare. Lo scopo è quello di arrivare ad un’importante produzione di grandi quantitativi di lumache per poi effettuare la rivendita. Al giorno d’oggi elicicoltura si può considerare come una vera e propria realtà agricola che viene riconosciuta dalle leggi e dallo Stato. Un gran numero di norme sono previste proprio per favorire l’attività economica di tale tipologia di allevamento.

Elicicoltura e alcuni cenni storici

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L’allevamento di chiocciole è una di quelle pratiche che hanno delle origini davvero molto lontane nel tempo. Ecco spiegato il motivo per cui l’elicicoltura è da ricondurre addirittura al periodo che va da 10 mila a 6 mila anni fa. Nel bacino del Mediterraneo, infatti, sono stati scoperti dei resti di chiocciole commestibili che risalgono proprio a tale periodo storico. Gli antichi romani furono uno dei popoli che sfruttarono maggiormente l’elicicoltura. In particolar modo, erano soliti impiegare il metodo della Lumaca Romana. Già Plinio il Vecchio ebbe modo di parlare di tale tecnica in merito agli allevamenti di Fulvio Irpino. Quest’ultimo, infatti, dava alle sue chiocciole da mangiare tanti tipi di cibo e vino.

La tecnica di allevamento all’aperto

Si tratta di un sistema di allevamento a ciclo biologico completo. Nonostante sia molto più difficile da realizzare, è la tecnica maggiormente in voga. In Italia, viene usato nel 97% delle strutture di elicicoltura. In questi casi l’allevamento viene effettuato su un terreno libero e completamente all’aperto. Non vengono usate delle protezioni così come delle coperture. Infatti, l’attività assume i caratteri di economicità e produttività solo quando le spese sono limitate e controllate. Questa tecnica prevede di porre le chiocciole fattrici all’interno di specifiche recinzioni. Queste, con il passare del tempo, si potranno accoppiare e moltiplicare. Quindi, la vendita finale del prodotto non è rappresentate dalle chiocciole che sono state introdotte nelle recinzioni. Quest’ultimo è il risultato, infatti, del sistema sotto serra e non completo. Nel caso dell’allevamento all’aperto, il prodotto finale che viene venduto è rappresentato dalle chiocciole che nascono da quelle fattrici. Comprese quelle che crescono nel corso della fase di ingrasso.

La pratica di allevamento al chiuso

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Il sistema di allevamento in serra è molto diffuso in alcuni paesi europei, come ad esempio Spagna e Francia. La chiocciola viene conservata e fatta sviluppare in una situazione ambientale artificiale. Di solito si tratta di una serra, di contenitori oppure di ambienti totalmente al chiuso. La chiocciola, quindi, si accoppia e poi va a deporre le uova. Successivamente in alcuni casi arriva anche fino alla forma adulta. È molto importante porre in essere un costante lavoro di pulizia e di alimentazione. Fondamentale è anche l’irrigazione artificiale. L’allevamento al coperto permette di avere una maggiore protezione nei confronti di roditori, insetti e volatili. È importantissimo ovviamente proteggere le chiocciole anche dai vari animali predatori.

Gli svantaggi di allevare le chiocciole in serra

La tecnica dell’allevamento in serra, però, presenta anche vari svantaggi. Tra i più importanti ed evidenti problemi troviamo sicuramente un’assimilazione troppo alta di anidride carbonica. Di conseguenza, la situazione ambientale non permette alle chiocciole di sfruttare l’umidità presente in natura. Nello specifico, quella che si crea per mezzo del deposito della rugiada. E proprio l’umidità è fondamentale per un corretto sviluppo delle chiocciole. Il prodotto che si sviluppa in una zona al chiuso ha lo svantaggio di non poter godere dei raggi diretti del sole. Per questa ragione la carne di tali chiocciole avrà una consistenza molto ridotta. Difatti, con la cottura lascerà per strada una notevole percentuale di peso.

La raccolta e il confezionamento

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Le chiocciole che sono oggetto di allevamento si possono raccogliere praticamente tutto l’anno. Di norma, però, è bene evitare di raccoglierle nel corso della stagione invernale. Inoltre, dopo che sono state raccolte, vengono introdotte in particolari gabbie realizzate in legno. La durata di tale operazione è pari a circa dieci-quindici giorni. Lo scopo è essenzialmente quello di far perdere alle chiocciole i liquidi in eccesso. Questa sorta di spurgo avviene all’interno di una zona perfettamente aerata. Le chiocciole, in questa fase, non devono mangiare. Successivamente si può procedere con la selezione e poi con il confezionamento.

Il fenomeno agrario in Italia

In Italia ci sono almeno novemila aziende professionali che si occupano di elicicoltura. Queste aziende sono in grado di garantire una produzione sufficiente alla copertura del 49% del fabbisogno interno. Il 51% del mercato italiano viene coperto mediante l’importazione da altri paesi del continente europeo e del Maghreb. Il fatturato del prodotto interno è pari a circa 120 milioni di euro ogni anno.