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Emiparesi cerebrale: scopriamo quali sono i sintomi principali e le cause

Un disturbo che coinvolge i muscoli del nostro corpo, e che provoca una loro paralisiparziale, è l’emiparesi, la quale non è semplicemente conseguenza diretta di un ictus o di altre patologie cerebrali: infatti cercheremo di capire quali altre cause sono alla base di questa malattia, cercando anche di conoscerne i principali sintomi e i metodi principali d’intervento per fronteggiarla.

Un disturbo che coinvolge i muscoli del nostro corpo, e che provoca una loro paralisiparziale, è l’emiparesi, la quale non è semplicemente conseguenza diretta di un ictus o di altre patologie cerebrali: infatti cercheremo di capire quali altre cause sono alla base di questa malattia, cercando anche di conoscerne i principali sintomi e i metodi principali d’intervento per fronteggiarla.

Che cos’è l’emiparesi?

Peremiparesisi intende l’impossibilità di muovere una parte del proprio corpo. Di solito questa patologia colpisce la partedestra o sinistra del corpo, ed è per tale motivo che si parla di una paresi parziale, alla quale si può far fronte seguendo alcune terapie di cuoi parleremo in seguito.

Il disturbo è solitamente legato alesioni cerebrali vascolari, le quali a loro volta producono una perdita parziale delle facoltà di movimento, che come abbiamo detto riguardano in genere la parte destra o sinistra del corpo.

Pur essendo di natura cerebrale, il disturbo non è tuttavia unicamente causato da ictus o ischemie transitorie: infatti vi sono numerosi fattori scatenanti di cui parleremo a breve.

Inoltre in alcuni casi l’emiparesi porta anche all’incapacità di parlare, portando all’afasia totale del soggetto.

A seconda del grado di emiparesi, il paziente dovrà seguire un percorso specifico di riabilitazione, in modo tale da tornare a prender possesso delle proprie facoltà motorie e linguistiche.

Quali sono i sintomi principali dell’emiparesi?

Uno dei principali sintomi è il cosiddetto segno di Babinski, che si caratterizza per una risposta anomala da parte del paziente agli stimoli che il medico effettua al di sotto della pianta del piede. Questa stimolazione viene solitamente effettuata con un oggetto dalla punta arrotondata, il quale viene fatto scorrere dal calcagno fino al metatarso, seguendo la bordatura esterna del piede.

In condizioni normali, tale stimolazione porta a flettere il dorso del piede incurvando la pianta; i pazienti che invece allargano le dita del piede estendendo il dorso potrebbero avere lesioni che portano alla diagnosi di emiparesi.

Il secondo sintomo caratteristico dell’emiparesi è l’afasia, la quale solitamente è legata all’emisfero sinistro del cervello, e che consiste nella perdita della capacità di articolare un discorso linguistico di qualunque tipo.

I sintomi che compaiono invece quando l’emiparesi è ormai stata diagnosticata a pieno sono i tratti del viso particolarmente rilassati e molli, come ad esempio parte delle labbra e la zona del contorno occhi, così come una rigidità totale a livello degli arti superiori e inferiori colpiti da paralisi.

Tipologie di emiparesi

A seconda di questi particolari sintomi, si può parlare di emiparesi facciale o spastica, le quali differiscono proprio per le caratteristiche di rigidità o debolezza muscolare.

Infine un particolare tipo di emiparesi è quella atassica, che comporta una parziale immobilità di un arto inferiore, connesso con la difficoltà di coordinazione motoria dell’arto superiore della medesima parte del corpo.

Cause principali dell’emiparesi

Se già in precedenza abbiamo avuto modo di parlare di lesioni cerebrali a livello vascolare, che portano alla paralisi corporea dell’individuo, è tuttavia doveroso andare ad analizzare in modo più approfondito le cause e i fattori scatenanti che sono legati ad una emiparesi.

Oltre ad ictus ed ischemie, anche alcuni tipi di tumori celebrali possono causare questo tipo di patologia, così come un trauma cranico di particolare rilevanza.

Infine rientrano tra le cause di emiparesi alcune infezioni cerebrali come l’ascesso, oppure l’insorgenza di un’emorragia cerebrale.

Come si arriva alla diagnosi di emiparesi?

Se mediante la sintomatologia sopra descritta un medico può con certezza arrivare ad una diagnosi di emiparesi, è tuttavia difficile da parte sua individuare con certezza il punto esatto in cui risiedono le lesioni vascolari: infatti questo non sempre è possibile, anche se con un’analisi per immagini del cervello si può arrivare a delineare le zone di corteccia cerebrale in cui la lesione può essere situata.

È chiaro che prima viene diagnosticata la malattia, meglio si riesce ad intervenire a livello clinico; tuttavia spesso si fa fatica a riconoscere i segni parziali o minimi di un’emiparesi, fin tanto che il danno cerebrale non mostra segni molto evidenti come quelli della sintomatologia sopra descritta.

Per questa ragione è bene riconoscere subito i sintomi distintivi di questa patologia, in modo da recarsi tempestivamente presso il pronto soccorso più vicino e provvedere ad indagini e terapie d’urgenza per ridurre al minimo i danni cerebrali.

Cura e tipologie di terapie per l’emiparesi

Per poter trattare in modo efficace un’emiparesi bisogna per forza agire localmente, ossia all’interno della regione cerebrale in cui essa si trova.

Per questa ragione i rischi connessi a un possibile intervento di chirurgia cerebrale sono molto alti, e vanno valutati attentamente sia da parte del paziente che da parte del personale medico.

Una volta sottopostosi all’intervento, e dopo aver provveduto a rimuovere la lesione cerebrale, il paziente dovrà sottoporsi ad un periodo di rieducazione motoria e linguistica, per permettergli di recuperare al pieno la propria capacità motoria e di parola.