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Emorroidi, importanti per il corpo, dolorose quando si infiammano

Le emorroidi sono una struttura molto importante del corpo umano, localizzate nell’ano, e svolgono una funzione ben precisa durante la defecazione.

Generalmente però ci si riferisce alle emorroidi come una patologia, quando queste si infiammano e si gonfiano, provocando dolore, fastidio, prurito e sanguinamento.

Per questo “fraintendimento”, la medicina ufficiale distingue tra emorroidi, ovvero la struttura, e malattia emorroidaria, ovvero la patologia di infiammazione della struttura.

Cosa sono e a cosa servono

Come accennato, le emorroidi sono una struttura del corpo, costituita essenzialmente da cuscinetti e masse tessutali con vasi sanguigni. Si distinguono in emorroidi interne ed emorroidi esterne. Il loro compito è essenziale nel trattenere o rilasciare le feci.

Le emorroidi infatti, gonfiandosi di sangue, consentono all’ano di trattenere le feci, che altrimenti sarebbero libere di fuoriuscire in ogni momento. Quando invece ci si reca in bagno per defecare, queste si rilassano, consentendo il passaggio. Generalmente chiudono l’ano per il 20% della pressione necessaria in condizioni di riposo, ma nella loro funzione principale, il contenimento fecale, si gonfiano velocemente per aumentare la pressione. Hanno anche la funzione di protezione per lo sfintere durante la defecazione.

Si tratta di cuscini venosi altamente vascolarizzati, e sono collegati anche agli apparati urinari negli uomini, e a quelli uterini nelle donne. Per questo ultimo motivo, può capitare che la donna in gravidanza, possa soffrire della malattia emorroidale. In linea generale, la separazione tra emorroidi interne ed esterne è rappresentata dalla linea pettinata dell’ano.

Ci sono ancora molti studi riguardo alle emorroidi, e molti ricercatori le considerano costituite essenzialmente dai vasi sanguigni contenuti nel tessuto. Ma fino al 1975 erano considerate addirittura delle vene varicose. Successivamente vennero riclassificate come cuscinetti vascolari.

Ma gli studi stanno evolvendo in quanto i ricercatori sono oggi propensi a ritenere il sistema emorroidale molto più complesso di quello ritenuto finora.

Le cause della patologia emorroidale

patologia emorroidale

La malattia emorroidale, quella che comunemente indichiamo semplicemente come emorroidi, si verifica quando vi è un’infiammazione e un rigonfiamento doloroso dei vasi, spesso seguito da sanguinamento.

In realtà, la diagnosi delle emorroidi, come indicheremo da questo momento la malattia, non è del tutto semplice. Vi possono infatti essere delle confusioni con altre patologie dell’ano. A seconda di dove si presentino, se all’interno o all’esterno, le emorroidi possono assumere varie forme. È inoltre possibile che si verifichino contemporaneamente, sia quelle interne che quelle esterne.

Alla base della loro comparsa vi possono essere varie cause, non tutte accertate. Come nell’aspetto anatomico infatti, anche qui vi sono alcune incertezze.

I motivi sono comunque da rintracciare in tutti quei fattori che possono comportare un rigonfiamento e un’infiammazione localizzata. Sono quindi imputati lo stile di vita sedentario, un’alimentazione sbagliata, ma sforzi nel defecare o fattori congeniti, come la mancanza di valvole in quelle vene o quelle condizione che possono aumentare localmente la pressione, come la gravidanza.

Il dolore e il sanguinamento sono comunque due sintomi comuni. Nelle emorroidi interne, anche con assenza di dolore, si può osservare il sanguinamento, mentre in quelle esterne, oltre a questi due sintomi, può presentarsi un forte gonfiore. Generalmente è sufficiente un esame visivo.

I trattamenti

emorroidi infiammate

Le emorroidi infiammate vengono generalmente trattate con ghiaccio e pomate topiche con applicazione locale. Questi due trattamenti, associati al riposo e ad un’alimentazione ricca di fibre e povera di alcuni alimenti “vasodilatatori”, sono generalmente sufficienti a far scomparire l’infiammazione nell’arco di una settimana, o dieci giorni.

Nei casi più difficili invece, si può intervenire anche a livello ambulatoriale, seguendo varie pratiche mediche. A seconda del grado di gravità, si possono applicare delle legature elastiche o altri trattamenti.

Le legature sono praticate per le emorroidi interne con grado di malattia comprese tra il 1° e 3° grado. Un’altra terapia è l’iniezione di alcune sostanze che possono far restringere le vene localmente. Se queste terapie non sono efficaci, si possono praticare anche la crioterapia in associazione alla legatura, e in ultima battuta la cauterizzazione.

Quando tutte le terapie sono fallite, il medico può proporre al paziente un intervento chirurgico, seguendo varie tecniche operatorie sviluppate nel corso degli anni.