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Enantyum: dexketoprofene agire subito contro il dolore

Questo farmaco di Menarini è un antidolorifico in granuli o compresse per agire contro il dolore rapidamente in caso di mal di testa, dolori mestruali e altri tipi di dolori.

Che cos’è Enantyum

Enantyum, prodotto dall’azienda farmaceutica Menarini, è un farmaco antidolorifico che appartiene ai cosiddetti FANS, ovvero i farmaci antinfiammatori non steroidei. Esso è utilizzato per il trattamento sintomatico occasionale di breve durata del dolore lieve o moderato. Per esempio dolori muscolari acuti, dolori articolari, mestruazioni dolorose, mal di denti. È stato studiato per agire velocemente contro il dolore e in caso sia forte è possibile assumerlo anche a stomaco vuoto. Alla base di questo farmaco è presente il principio attivo dexketoprofene trometamolo, in commercio disponibile anche come farmaco generico.

Enantyum è disponibile granulato e in compresse per soluzione orale da 12,5 mg e da 25 mg e in soluzione per iniezione o per infusione da 50 mg/2. Ogni bustina di Enantyum contiene dexketoprofene ed i seguenti eccipienti: ammonio glicirrizinato, neoesperidina diidrocalcone, E104 giallo di chinolina, aroma di limone, silice colloidale idrata, saccarosio (1,25 g per bustina).

Controindicazioni ed effetti collaterali

Enantyum non deve essere utilizzato se si è allergici o ipersensibili al bexketoprofene trometamolo o a uno qualunque degli eccipienti contenuti in questo medicinale. Così anche se si è allergici all’acido acetilsalicilico o ad altri antinfiammatori non steroidei. Non assumere Enantyum se si è sofferto di attacchi di asma, di rinite allergica, di polipi nasali, d’orticaria,di angiodema. Se dopo aver preso aspirina o farmaci antinfiammatori non steroidei si sono avvertiti sibili nel torace non assumere Enantyum.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Il farmaco è sconsigliato anche per chi ha sofferto in concomitanza con ketoprofene o di fibrati, di reazioni fotoallergiche o fototossiche. Così anche se si è sofferto d’ulcera a causa di farmaci o se si è avuta emorragia allo stomaco o all’intestino per questo motivo. In caso di malattie infiammatorie intestinali, di insufficienza cardiaca, epatica o renale, o di disturbi della coagulazione meglio non assumere questo farmaco. Enantyum è sconsigliato in allattamento, dal terzo mese di gravidanza e se si hanno meno di 18 anni di età. In alcuni casi il farmaco può dare sonnolenza, capogiri e disturbi visivi, per questo è meglio evitare se possibile di guidare veicoli e di usare macchinari.

In caso di sovradosaggio è meglio informare il medico, se compaiono sintomi strani è bene recarsi al pronto soccorso (portando con sé il foglio illustrativo del farmaco magari). Se dimenticate di prendere Enantyum non compensare la dose mancata con una doppia dose, ma proseguire con l’assunzione regolare al momento previsto.

Precauzioni e interazioni

Prima di prendere questo farmaco è bene sapere che ci sono delle situazioni per le quali è bene stare attenti ad assumere Enantyum. In particolare in caso di allergie in corso o passate, se si soffre di patologie renali, epatiche oppure cardiache, di lupus eritematoso, di disturbi del sangue e delle cellule ematiche. In generale è bene fare attenzione se si hanno avute patologie oppure disturbi a livello dell’apparato digerente, cioè a stomaco e intestino. Se si è persone anziane il rischio di effetti collaterali sono maggiori, quindi prestare attenzione a sintomi strani.

Se si stanno assumendo altri farmaci in concomitanza è meglio dirlo al medico o al farmacista, perché alcuni medicinali non possono essere usati insieme ad Enantyum, mentre altri richiedono modifiche per quanto riguarda il dosaggio. Attenzione in particolare se si associa questo farmaco ad acido acetilsalicilico (aspirina), corticosteroidi, eparina, litio, metotressato, fenitonina, idantoina, sulfametossazolo. Non risultano interazioni problematiche fra questo farmaco e cibi o bevande particolari. Se il dolore per il quale si prende Enantyum è forte comunque, è possibile assumerlo a stomaco vuoto: 15 minuti prima dei pasti nel caso del granulato, 30 minuti per le compresse, per dar modo al farmaco di agire più rapidamente.

Dosi, modi e tempi di somministrazione

La posologia di questo farmaco può dipendere dalla persona, dall’intensità del disturbo e dalla sua durata, quindi è bene seguire il consiglio medico a questo proposito. Egli vi consiglierà su quante bustine assumere durante il giorno e per quanto tempo. Il dosaggio raccomandato comunque di solito è 1 bustina da 12,5 mg di dexketoprofene ogni 4-6 ore, fino ad arrivare ad un massimo non superabile di 6 bustine al giorno (quindi a 75 mg di droga). Se il paziente è anziano è meglio non superare le 4 bustine al giorno. La bustina di Enantyum granulato va assunta in un bicchiere di acqua, mescolando bene sino a che il farmaco non si è completamente sciolto. La compressa va assunta con sufficiente acqua e cibo. La soluzione così ottenuta deve essere bevuta subito, non la si può conservare.

Effetti indesiderati

Effetti indesiderati

Enantyum come tutti i farmaci può dare in alcuni soggetti determinati effetti collaterali. Poiché la formula del farmaco in granuli è più rapidamente assorbibile può essere che i sintomi si presentino prima e con più probabilità. Gli effetti collaterali più comuni sono a livello gastrointestinale: nausea, vomito, dolori allo stomaco, problemi di digestione, flatulenza, stipsi. In certi casi si manifestano anche capogiri, sonnolenza, insonnia, nervosismo, vampate di calore, emicrania, palpitazioni, rash cutaneo, brividi, sensazione di febbre e malessere generalizzato. Altamente raro che l’assunzione di Enantyum dia sintomi come ulcera, problemi di respirazione, acne, disturbi epatici, reazioni anafilattiche, prurito e altre manifestazioni rare.

Scadenza e conservazione

Enantyum può essere pericoloso per i bambini, quindi meglio tenerlo fuori portata. Una volta scaduto il farmaco non consumarlo, ma riportarlo in farmacia per il corretto smaltimento. Questo medicinale non richiede particolari modalità per la conservazione.

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia