Epifisi: la ghiandola pineale endocrina responsabile degli ormoni

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Epifisi

L’epifisi è una ghiandola endocrina che si trova al centro del cranio, dove essa costituisce buona parte dell’epitalamo. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere su questa importante, ma piccolissima parte del corpo umano.

Che cos’è l’epifisi?

L’epifisi è una ghiandola pineale (si chiama così per via della forma simile ad una pigna) necessaria per la sintesi e per la secrezione di un ormone: la melatonina. Sotto l’aspetto anatomico, l’epifisi è una ghiandola ricoperta da tessuto connettivale, con caratteristiche simile a quelle della pia madre. Internamente alla ghiandola c’è un parenchima costituito da due tipi di tessuti cellulari, ovvero una trama di cellule interstiziali che supportano delle cellule endocrine, chiamate pinealociti (o anche cellule principali) che sintetizzano la melatonina.

Embriologia, istologia e costituzione

L’epifisi ha origine dall’ectoderma. Essa origina da cellule fotorecettoriali che sono sensibili alla luce e che sono in grado di generare un impulso di tipo elettrico. Questa sua funzione si è comunque andata riducendo nel tempo, sostituendosi ad un sistema nervoso sviluppato, per scambiare impulsi. Il pinealocita è una ghiandola con delle calcificazioni. La ghiandola dell’epifisi è una ghiandola che comincia a calcificare in età puberale e continua a calcificare, minando poco a poco la sua efficacia.

Essa è organizzata in strutture cordonali che hanno al loro interno cellule di due tipologie: parenchimali e interstiziali. Le prime, anche chiamate pinealociti, sono deputate alla formazione della melatonina. Sono di origine neuroepiteliale con un aspetto epitelialoide. La modalità di impregnazione argentea sottolinea la basofilia del citoplasma, nonché la struttura dendritica, cioé con lunghi e sottili prolungamenti che terminano in prossimità dei capillari.

I pinealociti producono una sostanza proteica che si calcifica: le concrezioni calcaree sono chiamate acervuli. Le cellule interstiziali invece costituiscono la parte stromale. Esse sono la parte gliale modificata, anche questa di origine neuroepiteliale. Fra le cellule interstiziali e intorno ai capillari che irrorano la ghiandola sono presenti i fagociti, con il ruolo di APC.

L’ epifisi è contemplata negli organi circumventricolari, quindi è senza barriera ematocencefalica. La ghiandola pineale comunque rimane un organo altamente vascolarizzato, nello specifico di sangue arterioso in arrivo dalle arterie coroidee posteriori e di venoso che affluisce verso le vene cervicali interne.

L’innervazione dell’epifisi proviene dai canali neuronali indiretti che passano informazioni fotosensoriali provenienti dall’occhio. La luce viene così percepita dalla ghiandola a partire dalle cellule gangliari retiniche, che trasformano l’informazione in impulso elettrico, che passa al nucleo sopraschiamatico (SCN), all’ipotalamo laterale e al tronco cerebrale.

A cosa serve?

Anche se l’epifisi ha dimensioni ridotte, ha infatti un diametro di 8 mm circa ed un peso di 0,1 g, essa ha una funzione importantissima. Questo perché la melatonina ha importanti funzioni all’interno del corpo umano. Essa serve per regolare il ciclo del sonno e della veglia, un importante procedimento per il benessere del soggetto.

La ghiandola pineale ha anche altri effetti, come quello inibitorio dell’asse ipofisi-gonadi. Per questo motivo una sua asportazione o ablazione in età prepuberale determina la comparsa precoce delle caratteristiche legate alla pubertà, mentre quando si esegue in età adulta si accompagna all’ipergonadismo (soprattutto nell’uomo). Questo effetto della rimozione dell’epifisi ha un effetto ancora più evidente per esempio negli animali che hanno una stagione della riproduzione.

La melatonina, e quindi l’ epifisi, è anche capace di influenzare il livello di leptina, di GH e anche quello di altri ormoni, infatti essa regola i ritmi giornalieri (circadiani) del corpo umano e contribuisce a modulare quelli stagionali. Come se non bastasse, l’epifisi è anche ricca di vasi sanguigni, che possiedono un afflusso relativo secondo solo a quello dei reni, quindi consistente. La melatonina ha un effetto stimolatorio sul sistema immunitario, aumentando le difese del corpo umano, preservandolo da malattie generiche e caratteristiche dell’invecchiamento.

Epifisi diagnosi

La melatonina

La melatonina quindi svolge importanti funzioni nel corpo umano:

  • rafforza i meccanismi del sistema immunitario;
  • fa aumentare l’apporto energetico al corpo, elevando il livello di sopportazione alla fatica;
  • regola la temperatura del corpo interna, favorendo una gestione ottimale del sistema cardiovascolare;
  • rappresenta la componente antiossidante dell’organismo, con effetti evidenti sui processi anti-invecchiamento e sulla mente, sviluppando le facoltà latenti;
  • mette di buon umore il soggetto, aumentando le capacità percettive tridimensionali.

Come funziona: in medicina

L’ epifisi è una ghiandola che aumenta la sua attività nelle ore notturne, diminuendola invece durante il giorno. Proprio per questo motivo di notte il livello di produzione della melatonina è maggiore: stimolata dal buio, inibita dalla luce. In base ad alcuni studi pare che la produzione di questo ormone varia anche in base al campo magnetico terrestre. L’ormone comunque continua ancora oggi studiato, anche come sostanza per la somministrazione terapeutica. Oggi viene utilizzata per le sue proprietà ipnotiche (poiché induce il sonno), antidepressive (favorisce il miglioramento dell’umore), neuroprotettive e anche antiossidanti (perché è capace di neutralizzare le specie reattive di ossigeno ed azoto).

Problemi a carico dell’epifisi

Nella maggior parte dei casi sono benigni, ma esistono i tumori all’epifisi. I problemi legati a questo problema sono determinati dal ritardo di diagnosi. Rendersi conto infatti che c’è un problema di questo genere non è affatto semplice. Quando la ghiandola endocrina ci possono essere effetti importanti sullo stato di salute, perché si manda in tilt la produzione degli ormoni del corpo. Fortunatamente si tratta di una neoplasia molto rara.

Uno dei segnali più evidenti di questo genere di problema è dato dai problemi alla vista o addirittura dalla cecità. Se il problema si scopre in anticipo, si può guarire senza problemi, con un intervento di asportazione chirurgica o con una terapia farmacologica. Se però l’adenoma va ad intaccare e comprimere i nervi ottici, il paziente può perdere la vista ed il danno non è riparabile. Per una prevenzione in questo senso sarebbe sufficiente che gli oculisti facessero sempre un esame del campo visivo, per evidenziare eventuali anomalie.

In caso di problemi, si può anche fare una risonanza, che mette in evidenza anche il più piccolo adenoma.

Ai problemi alla vista si aggiungono poi frequenti emicranie, stanchezza e altri sintomi causati da una produzione smisurata di ormoni. Il gigantismo nei bambini, è data da uno sballamento nei valori dell’ormone della crescita, cos’ anche l’acromegalia. Gli alti livelli di prolattina possono determinare il blocco del ciclo mestruale, una produzione eccezionale e ambigua di latte dal seno o, nel maschio, impotenza e perdita totale degli istinti sessuali.

Possono aumentare i peli sul corpo, il peso, il livello di zuccheri nel sangue, diabete, ipertensione e depressione. La tempestività può fare grande differenza, per questo se ci sono segnali sospetti è bene prenotare una visita endocrinologica per fare una verifica.