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Eritema nodoso: sintomi, cause e rimedi naturali

L’eritema nodoso, quindi, si può considerare come una malattia di natura infiammatoria che può colpire non solamente le gambe, ma anche altre zone del corpo, come la nuca, le braccia o il torace.

Cosa causa l’eritema nodoso?

Esistono, infatti, almeno due tipologie di eritema nodoso. Quello idiopatico insorge senza cause apparenti, ha un’incidenza relativamente alta (tra il 30% e il 50% dei casi diagnosticati) e colpisce per lo più donne (il rapporto con gli uomini è di circa 6 a 1) e pazienti giovani, di età compresa tra i 20 e i 35 anni.

L’eritema nodoso secondario, invece, è manifestazione di un’altra condizione patologica o infiammatoria a carico dell’organismo e, in genere, compare in concomitanza con questa o a pochi giorni di distanza.

Diverse sono le malattie che possono causarlo:

  • quasi sempre è legato a infezioni da streptococco, in particolar modo del gruppo A, che si manifestano come infiammazioni a livello cutaneo o della gola;
  • anche alcune malattie autoimmuni come la sarcoidosi possono manifestarsi con la comparsa dell’eritema nodoso, oltre che con la presenza di granulomi diffusi sul resto del corpo.
  • Come si è accennato, poi, la tubercolosi potrebbe essere tra le cause scatenanti dell’infiammazione delle cellule adipose sottocutanee,
  • così come alcune malattie veneree tra cui la clamidia
  • e le malattie infiammatorie intestinali come la colite ulcerosa o il morbo di Crohn.
  • Spesso un eritema nodoso secondario può essere manifestazione anche di infezioni di tipo batterico, tra le più comuni quelle causate da mycoplasma pneumoniae (polmonite), yersinia enterocolitica (infezioni intestinali), campylobacter (responsabile dell’omonima malattia) e salmonella.
  • In qualche caso anche cocktail di farmaci come la pillola anticoncezionale e i derivati dalla penicillina possono essere causa scatenante dell’infiammazione
  • e, in quelli più gravi, l’eritema nodoso è spia di linfomi o leucemie.
  • Se il sistema immunitario della futura mamma è compromesso o eccessivamente sensibile, poi, anche in gravidanza può manifestarsi l’eritema nodoso.

Sintomi

I sintomi dell’eritema nodoso riguardano nella maggior parte dei casi la formazione di noduli erimatosi che si sviluppano in modo particolare sulle gambe e si caratterizzano per il rossore e per il dolore che sono in grado di provocare anche senza andare a toccarli, senza dimenticare pure il prurito. Tra i vari sintomi collegati all’eritema nodoso troviamo la febbre, dei dolori che possono insorgere a livello muscolare e una generazione sensazione di stanchezza, delle artralgie che vanno a colpire le articolazioni di caviglie e ginocchia, la sinovite, ovvero un’infiammazione della membrana sinoviale che protegge le capsule delle articolazioni, ma anche la linfoadenopatia, ovvero i noduli linfatici che diventano sempre più grossi.

Diagnosi

Per quanto riguarda la diagnosi dell’eritema nodoso, nel momento in cui ci sono effettivamente delle manifestazioni sulla cute, ecco che si rende necessario effettuare diversi esami di laboratorio ed anche degli esami strumentali, in maniera tale da poter approfondire la ricerca alla causa scatenante. Per la conferma diagnostica è meglio effettuare la biopsia delle lesioni sofferte dalla cute. Tra gli esami che si effettuano con maggiore frequenza troviamo l’esame del sangue completo, che ha come obiettivo quello di verificare l’incremento della ves, l’incremento dei globuli bianchi, la tas, il test per EBV (ovvero virus Epstein bar) e per l’epatite B. Ci sono anche diversi esami radiologici che possono tornare molto utili, come ad esempio la rx del torace, per capire se siano in atto malattie come la sarcoidosi, o il test anti tubercolinico, per individuare o meno la presenza del batterio della tubercolosi.

Terapie

La terapia più comune contro l’eritema nodoso è sicuramente quella che prevede l’impiego di farmaci antibiotici. Infatti, la causa scatenante più diffusa è sicuramente un’infezione. Nel caso in cui l’eritema sia stato causato invece da un’ipersensibilità al farmaco, allora sarà sufficiente sospenderne l’assunzione. Per quanto riguarda la cura dei dolori e dei vari sintomi, spesso vengono impiegati i FANS, ovvero dei farmaci antinfiammatori non steroidei, che però vanno esclusi in tutti quei casi in cui il soggetto soffra del morbo di Crohn, dal momento che possono portare ad un aggravamento dei sintomi. In ogni caso, è meglio rivolgersi sempre ad un medico oppure, nei casi più gravi, anche ad un reumatologo. Spesso quest’ultimo può consigliare, con degli eritemi nodosi recidivi, l’impiego di creme specifiche costituite da corticosteroidi, oppure l’uso di farmaci cortisonici, come ad esempio il deltacortene.

Cure e rimedi naturali

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È chiaro, allora, che il trattamento di simile infiammazione non può prescindere dall’individuazione delle cause e dall’eventuale cura. Come si è accennato, del resto, i noduli tipici dell’eritema nodoso si riassorbono spontaneamente con il decorso della malattia. Nelle fasi più acute o per alleviare i sintomi associati alla comparsa dello sfogo cutaneo si può valutare, insieme al proprio medico di fiducia, l’assunzione dei più comuni antinfiammatori o corticosteroidi. Alcuni rimedi, poi, permettono di accelerare la guarigione: il riposo in primis. Può essere utile, per esempio, applicare impacchi freddi o bendaggi umidi sulle zone interessate o assumere ioduro di potassio, un farmaco normalmente consigliato nel caso di febbre e di dolori alle articolazione. Tra i rimedi naturali, invece, c’è chi consiglia di applicare direttamente sui noduli arrossati e dolenti alcune gocce di tintura madre di calendula o ortica diluita in acqua o un gel a base di aloe vera e camomilla.

Ci sono diversi rimedi omeopatici e fitoterapici che possono combinare le normali terapie per gli eritemi nodosi con degli oligoelementi. Un ottimo rimedio è rappresentato da tintura madre di calendula (10 gocce) e tintura madre di ortica (10 gocce) che devono essere diluite in acqua e poi applicate sulle lesioni della cute. Altrimenti è molto utile per lenire i dolori anche l’uso di foglie di Sedum semprevivo, oppure di svariati gel che contengono l’aloe. Gli oligoelementi aggiuntivi si caratterizzano per dover essere assunti a parte. Si tratta di fialette a base di oro, rame e argento, che si possono usare in alternanza rispetto alle fialette di manganese, almeno una volta al giorno.

 

Revisione scientifica a cura della Dr.ssa Roberta Gammella.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. E’ registrata all’Ordine Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Napoli e Provincia