Ernia iatale

Tuttavia, nonostante questa diffusione, spesso la confusione intorno a tale condizione è piuttosto elevata, con il rischio di attribuire all’ernia iatale delle caratteristiche che, in realtà, non possiede. Per tutti i pazienti che sono interessati da tale patologia diventa pertanto fondamentale cercare di riconoscerne le cause, i sintomi, i potenziali pericolo, la cura e la possibilità di fronteggiare questa situazione attraverso una opportuna dieta. Ma andiamo con ordine, e vediamo tutte le specificità dell’ernia iatale, punto per punto, cominciando dalle più frequenti cause.

Le cause

Per comprendere nel dettaglio quali siano le cause dell’ernia iatale, compiamo un piccolo passo introduttivo cercando di comprendere cosa sia il diaframma. Un muscolo importantissimo che divide i polmoni dall’addome, e che può contrarsi e appiattirsi quando facciamo un respiro particolarmente prolungato, al fine di consentire l’ingresso di aria nei polmoni.Nell’area sinistra il diaframma contiene un varco di dimensioni ridotte, mediante il quale passa l’esofago, un piccolo tubo che conduce alimenti e cibi nello stomaco. Lo stomaco è invece posizionato al di sotto del diaframma.Ebbene, in alcuni pazienti l’apertura del diaframma (iato), dove passa l’esofago, diventa più debole e si allarga, ponendo le basi per l’ernia iatale. Le cause potrebbero essere numerose, e non tutte chiare: alcune ricerche sostengono ad esempio che l’ernia iatale possa essere ereditaria. Altri studi hanno invece sostenuto che la causa potrebbe essere riconducibile verso l’aumento di peso, o ancora l’esercizio fisico, lo stress muscolare, e così via.

Come si origina l’ernia

Come si origina l’ernia

Al di là delle cause l’ernia si origina quando una parte dello stomaco si sposta nell’area superiore, entrando nell’area toracica, poiché l’apertura di cui sopra è diventata più larga.

Sostanzialmente, esistono tre tipologie di ernia iatale:

  1. Da scivolamento: è il tipo più diffuso, in cui l’ernia sale e scende (ovvero, entra ed esce dall’area toracica). Si tratta di ernie di piccole dimensioni, che non causano pregiudizi e/o sintomi.
  2. Fissa: in questa ipotesi, la parte superiore dello stomaco rimane intrappolata nell’area toracica. Si tratta di un caso più raro, spesso senza particolari sintomi, ma con il rischio che si possano verificare dei problemi all’esofago.
  3. Complicata: è un tipo di ernia molto raro ma piuttosto grave, fino ad arrivare alle situazioni in cui lo stomaco nella sua interezza forma un’ernia. Purtroppo, non si può escludere (anzi, è probabile) che questa tipologia di ernia possa generare dei problemi anche incisivi, e che pertanto possa comportare delle cure, come l’intervento chirurgico.

Quali sono i sintomi dell’ernia iatale

Quali sono i sintomi dell’ernia iatale

Nella maggior parte dei casi l’ernia iatale si forma nelle ipotesi più comuni e non fornisce alcun sintomo evidente (soprattutto per quanto concerne le ernie da scivolamento). Detto ciò, se il paziente avverte dei sintomi, generalmente può trattarsi di rigurgito e fastidio nella zona dello stomaco, a loro volta derivanti dal riflusso degli acidi prodotti dallo stomaco verso l’esofago. Se il paziente soffre di reflusso gastro-esofageo, può soffrire altresì di ulcere, sanguinamento, asma, anemia.

Attenzione tuttavia a non attribuire all’ernia iatale più colpe di quante non ne abbia. L’ernia iatale infatti generalmente non provoca dolori forti, e dunque se si avvertono dolori forti potrebbe essere colpa di altre patologie. Un consulto approfondito con il proprio medico, e le diagnosi specifiche , possono aiutare a individuare le migliori terapie.

Come viene diagnosticata l’ernia iatale

L’ernia iatale è di solito diagnosticata attraverso una radiografia effettuata mediante un mezzo di contrasto, nella parte superiore del tubo digerente. Il medico potrebbe inoltre consigliare una gastroscopia, esaminando l’esofago e lo stomaco sotto sedazione lieve del paziente.

È pericolosa?

Tranne nelle ipotesi di ernia grave, le complicazioni dell’ernia iatale sono scarse o nulle. Vi possono tuttavia avvenire situazioni di fastidio di stomaco cronico (una sensazione di diffuso bruciore), infiammazione continua della parte inferiore dell’esofago, anemia che può essere provocata o favorita dalla perdita di sangue nel tratto inferiore dell’esofago, ulcere e restringimento della parte inferiore dell’esofago, che causano difficoltà a deglutire, tosse.

Come curare l’ernia iatale

Generalmente l’ernia iatale non viene curata, soprattutto se non produce alcun sintomo evidente. Per curare il fastidio di stomaco e l’infiammazione dell’esofago, è di norma consigliato evitare le sostanze che possono accrescere il reflusso dell’acido nell’esofago (tra le tante, si pensi alla caffeina e all’alcol).

Viene consigliato altresì di fare pasti meno abbondanti ma, di contro, più frequenti nel corso della giornata, oltre che lasciar trascorrere almeno 2 ore tra il pasto e l’istante in cui si decide di addormentarsi. Tra gli altri consigli, spiccano il suggerimento a evitare di inchinarsi o di effettuare degli esercizi per gli addominali, o ancora di indossare cinture particolarmente strette, che potrebbero incrementare la pressione sulla zona dell’addome e, dunque, favorire il reflusso.

Parlatene inoltre con il medico in maniera tempestiva, poiché possibile che il dottore prescriva farmaci che possano bloccare i canali del calcio, e alcuni antidepressivi che possano indebolire i muscoli che compongono la parte inferiore dell’esofago. Un buon esercizio è quello, nel letto, di alzare l’appoggio per la testa di 20-30 centimetri: in questo modo riuscirete a evitare l’afflusso di acidi nello stomaco, durante il sonno.

Come affrontare l’ernia iatale con una dieta

Come abbiamo accennato nelle righe che precedono, la dieta nei pazienti che sono affetti da ernia iatale prevede principalmente il consumo di pasti leggeri durante il giorno. Evitate pertanto le grandi abbuffate, e privilegiate un’alimentazione che sia diffusa nell’arco della giornata. Meglio evitare inoltre cibi che possano alimentare il tradizionale bruciore di stomaco e i reflussi (dunque, allontanante dalla vostra dieta agrumi, alimenti piccanti o alcolici, e così via).

Via libera invece a carni bianche e pesce, da preferirsi rispetto alle carni rosse e ai nocivi insaccati. Limitate i dolci, ed evitate i formaggi molto grassi. Infine, ricordate che è bene non coricarsi nelle ore successive al pasto, poiché la posizione orizzontale aiuta la risalita dei succhi gastrici.

I fattori di rischio

L’età (a partire dai 50 anni), l’obesità ed una gravidanza sono i fattori di rischio più comuni. Il disturbo ha un’incidenza maggiore nel sesso femminile.

La sintomatologia

Generalmente è un disturbo del tutto o quasi del tutto asintomatico, soprattutto nelle ernie da scivolamento. Al limite un po’ di bruciore di stomaco o rigurgito di lieve entità. Se ci si trova dinnanzi ad una ernia iatale fissa allora è più probabile che si origini un reflusso gastroesofageo cronico con ulcerazioni e sanguinamenti (anche asma, a volte). In questo caso una possibile conseguenza è una carenza di globuli rossi nel sangue.

La diagnosi

I fattori di rischio

La diagnosi più comune è quella che passa per una radiografia a contrasto della parte superiore dell’apparato digerente. Anche una gastroscopia può venire in soccorso o, comunque, un’endoscopia del tratto superiore dell’apparato digerente.

Un’ernia iatale può portare delle complicanze.

  1. Bruciori di stomaco cronici ed infiammazioni croniche del tratto distale dell’esofago (esofagiti da reflusso);
  2. Anemie, a causa di eventuali sanguinamento del tratto distale dell’esofago;
  3. Ulcera e/o restringimento del tratto distale dell’esofago, con difficoltà a deglutire;
  4. Tossi croniche, dispnee e polmoniti causate dalla secrezione gastrica notturna che filtra nell’esofago;
  5. Difficoltà respiratorie e dolori sternali, soprattutto in età avanzata.

Le terapie

Si consiglia di effettuare terapie esclusivamente se l’ernia iatale origina una sintomatologia conclamata, come, ad esempio, bruciori cronici o difficoltà a deglutire.

Rimedi naturali contro i bruciori di stomaco possono essere riassunti nell’eliminazione di:

  • Alcool;
  • Menta;
  • Cibi ad alto contenuto lipidico;
  • Cioccolato;
  • Caffeina;

Altri consigli utili sono

  • Pasti meno abbondanti e riposo in posizione stesa lontano dai pasti;
  • Non chinarsi, non fare esercizi ginnici specifici per i muscoli dell’addome, evitare pantaloni, gonne e cinture troppo stretti;
  • Non essere MAI in sovrappeso;
  • Dormire con la testa più alta di 30 centimetri rispetto al resto del corpo;
  • Utilizzare farmaci che riducono le secrezioni acide dello stomaco e quelli che incrementano il tono muscolare della parte distale dell’esofago (riducendone il reflusso).

Un’ernia iatale di tipo misto può necessitare di un’operazione chirurgica, soprattutto se le complicanze generano un quadro clinico d’emergenza. Per gli altri casi si ricorre all’intervento esclusivamente in caso di complicanze non risolvibili per via farmacologica.

Chi soffra di ernia iatale dovrà consumare pasti sempre leggeri e suddividere il quadro totale giornaliero dei pasti in quante più eventi possibili. Occorre in ogni caso evitare alcolici, bevande contenenti caffeina, il cioccolato, gli agrumi e le cipolle, cibo piccante o speziato, cibo fritto, condimenti pesanti (le salse in assoluto). Meglio carne bianca e pesce piuttosto che carne rossa ed insaccati. Niente formaggi grassi e pochi (o pochissimi) dolci. Evitare assolutamente le bevande gassate. Si consiglia, inoltre, di non coricarsi prima di due o tre ore dopo aver consumato un pasto per evitare che i succhi gastrici risalgano verso l’esofago aumentando sensibilmente i sintomi dell’ernia iatale.