eterocromia

eterocromia

L’ eterocromia è la situazione per cui si possiedono occhi di colori differenti, un fenomeno che riguarda qualcosa in più dell’un percento della popolazione ed è assai più diffusa tra gli animali come gatti, cani, cavalli, con un’incidenza del 5%. Ma da cosa ha origine questa insolita nonché particolare differenza di colore degli occhi?

Eterocromia: cenni sul colore dell’iride

A determinare il colore degli occhi è la melanina la quale è anche responsabile del colore della pelle. Quando la melanina, questo pigmento, è maggiormente concentrato, l’occhio vira tendenzialmente al colorito marrone; mentre invece, quando manca tale pigmentazione, l’iride presenta una colorazione verde o azzurra. Ed è anche questa la ragione per la quale è molto probabile che le persone con un colorito chiaro di carnagione abbiano gli occhi verdi o azzurri!

Eterocromia: da cosa è causata

Degli eccessi o delle carenze di pigmentazione nell’iride possono causare una eterocromia cosiddetta completa, allorquando gli occhi sono di differente colorazione, o, altrimenti, detta “settoriale” se solo una parte dell’iride è colorata in modo diverso. La causa è, per la maggior parte dei casi di eterocromia, di natura genetica e rende tale fenomeno presente ed appariscente fin dalla venuta al mondo del soggetto. Altre possibili cause potrebbero essere il chimerismo (situazione per la quale un individuo possiede svariate popolazioni di cellule che sono diverse fra di loro da un punto di vista genetico e che, di conseguenza, possiedono un patrimonio di carattere genetico assai “sfaccettato” se messo in relazione con gli individui che non presentino questa situazione) o malattie di natura ottica.

Eterocromia e la sua origine genetica

Per quanto afferma la genetica, gli occhi di colore chiaro sono un carattere recessivo, vale a dire che in genere viene ad essere ereditato meno di frequente, mentre viceversa gli occhi scuri sono un carattere dominante, vale a dire che è più probabile che venga poi ereditato dalla progenie. Siete preparati per un piccolo test di genetica al fine di comprendere meglio quale sarà il colore degli occhi di vostro figlio?

Vediamo di rendere più semplice il discorso il quale, altrimenti, potrebbe risultare troppo complicato. E’ possibile identificare un soggetto con gli occhi scuri in modo semplice con AA, al contrario, quello che abbia gli occhi chiari lo identificheremo con aa. Le possibili combinazioni saranno Aa al cento percento. Il figlio nascerà sempre ed assolutamente con gli occhi scuri: Il “carattere genetico” A è dominante su a. E se, al contrario genitore e genitrice avessero sì gli occhi scuri, ma del tipo Aa e non del tipo AA? Le risultanze dovrebbero prevedere il 25% di occhi chiari (aa) e il 75% di occhi scuri (AA e Aa).

Il colore degli occhi: una faccenda complicata

Pensate vi sia tornata utile questa piccola lezioncina di scienze? In verità, la ricombinazione di tipo genetico non è un fatto così immediato come potrebbe apparire: in passato si era portati a credere per errore che il colore degli occhi fosse in dipendenza di un solo gene, e quindi dovesse rispondere alle teorie appena narrate. Nella pratica dei fatti, invece, il colore degli occhi è di natura poligenica, ovverosia contribuiscono a determinarlo diversi fattori. La varietà di elementi che hanno influenza sul colore degli occhi ne rende complicato il meccanismo ed è proprio per questo motivo che si può arrivare, a volte, ad alcune anomalie, come due occhi di colore differente uno dall’altro. Proprio per merito di questa varietà di elementi, un figlio mai e poi mai avrà lo stesso colore esatto degli occhi del padre o della madre. Ed ecco anche spiegato perché la trasmissione del carattere “colore degli occhi” è assai più complessa del banale esempio antecedentemente narrato, pur se efficace al fine di comprendere quale sia il funzionamento della ricombinazione di tipo genetico.

Eterocromia: mi devo preoccupare o no?

Nonostante ciò, allorquando l’eterocromia si manifesti successivamente alla la nascita, la stessa può costituire un campanello d’allarme, anche preoccupante.

È la situazione nella quale si riscontri una eterocromia di Fuchs, vale a dire una infiammazione che tende a rendere l’iride molto poco pigmentata. In genere questa varietà di uveite affligge i soggetti in un’età compresa tra i trenta e i quaranta anni e spesso colpisce uno solo dei due occhi. Con ogni probabilità, il processo infiammatorio deriva da altre patologie di natura infettiva quale potrebbe essere una toxoplasmosi o anche una rosolia, secondo qualcuno, invece, è da ritenere una malattia di tipo autoimmune, data la creazione dei cosiddetti “autoanticorpi”, vale a dire anticorpi che hanno la caratteristica (tutt’altro che positiva…) di attaccare l’organismo stesso che li ha prodotti, cioà quello del soggetto medesimo. Però occorre sottolineare che non è ancora nota la causa reale, vale a dire una causa definitivamente e con certezza acclarata.

Altre malattie che possono dare vita alla eterocromia

Un’altra patologia che può generare eterocromia è il glaucoma pigmentario, vale a dire una affezione che tende a frantumare il pigmento dell’iride e lo sparge, frantumato, per tutto l’occhio. Molto meno frequente è il nevo di Ota, vale a dire una varietà di melanoma monoculare che ha la caratteristica di tendere a colorare la sclera (la parte dell’occhio di colore biancastro) ma non solo: anche l’iride con una colorazione più intensa del normale, in pratica la situazione appare come quella di chi dovesse avere un grosso neo dentro a un occhio!

La eterocromia, di conseguenza, può rivestirsi anche del “fascino dell’essere singolari, diversi”: sono questi aspetti che meritano di non essere sottovalutati, rappresentando punti fermi di un percorso che affascina non solo sotto il profilo medico, ma anche sotto il profilo estetico.