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Febbre reumatica: cos’è, sintomi, diagnosi e terapia

La febbre reumatica, però, non deriva direttamente dalla infezione da streptococco, pare, piuttosto, da ascriversi ad un fenomeno di sensibilizzazione molto particolare, proprio solo di qualche particolare soggetto.

L’infezione alla gola a causa di streptococchi sono abbastanza diffuse nella popolazione, però solo piccole minoranze svilupperanno tale patologia all’incirca dopo due settimane dall’evento infettivo.

La febbre reumatica è caratterizzata dall’aumento termico, da gonfiori e dolori alle articolazioni (artriti) transitori, a volte da una serie di interessamenti cardiaci (carditi). Può verificarsi in taluni bimbi, nel tempo, un modo di muoversi scoordinato che prende il nome di corea.

Diffusione della febbre reumatica

Nei paesi occidentali ed in tutti quelli industrializzati si è assistito ad una sensibile riduzione dell’incidenza della febbre reumatica, grazie alla diffusione dell’utilizzo dei farmaci antibiotici, fino a raggiungere quota 1/100.00: Nei paesi in via di sviluppo, purtroppo, la febbre reumatica resta ancora la principale causa di disturbi cardiaci fra i giovani. Ne sono afflitti soprattutto i bambini ed i ragazzini in età compresa fra i cinque ed i quindici anni, senza distinzione di sesso.

Le cause della febbre reumatica

Diffusione della febbre reumatica

La febbre reumatica è l’effetto della risposta del nostro sistema immunitario, che avviene in modo anomalo, ad una infezione streptococcica avvenuta in precedenza in quei bimbi già predisposti da un punto di vista genetico. IN effetti accade che il nostro sistema immunitario non attacchi solamente lo streptococco, come dovrebbe fare, ma anche taluni altri tessuti del corpo che ha subito l’infezione.

Sintomatologia principale della febbre reumatica

La febbre reumatica tipicamente manifesta un insieme di sintomi clinici che poi sono alla base per l’impianto diagnostico (criteri di Jones). Alcuni sintomi clinici li si può notare in ambito domestico proprio all’insorgere della malattia, e cioè il rialzo termico, sensazione di fatica, diminuzione della fame, pallori e dolore addominale. L’artrite vera e propria, e cioè il processo infiammatorio che attacca l’articolazione, ne può coinvolgere molte, dalle spalle alle caviglie, dai gomiti alle ginocchia). Il disturbo porta con se dolori abbastanza acuti e tipicamente si trasporta da un impianto articolare all’altro. La cardite, poi, e cioè il processo infiammatorio a carico del muscolo cardiaco, è il sintomo più grave. Gli esami clinici e, nel dettaglio, una auscultazione del cuore particolarmente attenta, mettono in risalto in genere l’esistenza di un soffio al cuore, causato ad un’insufficiente funzionalità della valvola mitralica. Una complicanza simile alla valvola aortica è, invece, assai meno probabile.

Il termine visto prima, e cioè “corea” proviene da una parola in lingua greca che ha il significato di “danza” ed indica un muoversi disordinatamente che vede quale causa un processo infiammatorio di alcune porzioni cerebrali la cui funzione è coordinare il movimento.

Tra i primissimi segnali potremo notare un’alterazione al modo di scrivere, poi evidenti difficoltà di vestizione e, talvolta, anche nell’incedere e nel mangiare, a causa di alcuni movimenti non volontari e scoordinati. Nei piccoli in età scolare il disturbo ha gravi implicazioni nella resa agli studi perché si perde la concentrazione e si può essere soggetti a stati d’ansia. I tempi di regressione della sintomatologia vanno dai 2 ai 6 mesi circa.

Terapia e profilassi

Qualche sintomo meno frequente della febbre reumatica può essere a carico della cute: gli eritemi marginati sono eruzioni cutanee che si presentano tipicamente sul tronco, con la presenza di macule con il centro di colorazione più chiara ed i bordi rossi; i noduli del sottocute hanno natura granulare mobile, non dolorosa e senza alcuna modificazione cromatica della cute da cui sono ricoperti. IN genere si trovano nei pressi di qualche articolazione. Queste manifestazioni si presentano in meno del cinque percento dei casi e potrebbero anche non essere individuate a causa della transitorietà e della loro modesta visibilità e percezione.

Diagnosticare la febbre reumatica

Dalle valutazioni attente di tutti i segni clinici e delle analisi di laboratorio si possono ricavare dati importanti circa l’insorgenza di una febbre reumatica, in quanto non esistono sintomi precisi ed univoci o esami specifici per diagnosticare la malattia. Al pari di tante altre malattie di origine reumatica per questi pazienti gli esami recano i segni di infiammazioni sistemiche quali un incremento della VES (la velocità di eritrosedimentazione) come della PCR (la proteina C reattiva). E’ di grande importanza dimostrare che il piccolo paziente sia stato colpito da un’infezione di natura streptococcica prededentemente, e ciò non si rivela sempre agevole. A dimostrarlo potrebbe essere un evento di scarlattina, oppure un tampone faringeo positivo.

Solamente la presenza di una sintomatologia e l’essere positivi ai test per le infiammazioni individuano la situazione patologica. Se si riscontra un soffio al cuore che prima non c’era, questo può essere considerato l’elemento più significativo della fase diagnostica per la cardite.

Terapia e profilassi

Innanzitutto occorre trattare le vie respiratorie alte in quanto il batterio potrebbe permanere dentro le tonsille e continuare nella stimolazione della risposta immunitaria. Iniezioni di benzatin penicillina distrugge tutti gli streptococchi e da una protezione di tre settimane. L’aspirina è indicata per trattare la febbre reumatica quando non ci sia una complicazione cardiaca, per la quale, invece, occorrerebbe un adeguato dosaggio di steroidi per os.